App per cibo a casa. Niente esonero: scontrino elettronico o fattura

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App per cibo a casa. Niente esonero: scontrino elettronico o fattura

Non sfugge agli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi l’App che fa visualizzare, ordinare e ricevere a casa cibo e bevande.

Ed allo stesso trattamento è soggetto il servizio di consegna degli ordini, per il quale va escluso il carattere accessorio rispetto alla cessione dei beni se non effettuato dal cedente ovvero per suo conto e a sue spese.

Nel mirino del Fisco l’applicazione per l’offerta di ristoranti italiani affiliati ad effettuare ordini di cibo e bevande, poi consegnati direttamente al domicilio degli acquirenti (consumatori residenti in Italia).

A chiarirlo l’agenzia delle Entrate, con il principio di diritto n. 3 del 6 febbraio 2020.

L’Agenzia spiega che - ex articolo 7, comma 3, lettera u), del regolamento di esecuzione (UE) n. 282/2011 del Consiglio del 15 marzo 2011, recante disposizioni di applicazione della direttiva 2006/112/CE relativa al sistema comune di imposta sul valore aggiunto – tale applicazione: non costituisce "servizio elettronico".

Pertanto, il suo utilizzo, con relativi (eventuali) costi addebitati ai consumatori, non può beneficiare dell'esonero dagli obblighi di fatturazione e di certificazione dei corrispettivi (articolo 22, comma 1, numero 6-ter, del Dpr 26 ottobre 1972, n. 633, decreto IVA; articolo 1 del decreto Mef 27 ottobre 2015), ma ricade nelle regole generali, dovendo quindi essere documentato tramite fattura, ex articolo 21 del decreto IVA (se richiesta dall'utente), o memorizzazione elettronica ed invio telematico dei corrispettivi giornalieri, ex articolo 2 del Dlgs 5 agosto 2015, n. 127.

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  • edotto.com - Edicola del 31 gennaio 2020 - Telefisco 2020. Fattura immediata alternativa allo scontrino elettronico - Moscioni