Caporalato e salario minimo, le prossime misure del ministro del Lavoro

Caporalato e salario minimo, le prossime misure del ministro del Lavoro

Nero su bianco le prossime mosse del neo ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, che nei giorni scorsi ha illustrato le linee programmatiche del suo dicastero davanti alle commissioni riunite lavoro e affari sociali. Contrasto al caporalato e adozione di un salario minimo orario sono gli elementi centrali che compongono il testo di imminente approvazione.

Sul primo punto, il ministro Catalfo intende intervenire mediante un programma della durata di tre anni, nel quale è prevista l’istituzione di un sistema informativo per incrociare domande e offerte di lavoro. Sul salario minimo, invece, l’intenzione è di collegarlo alla contrattazione collettiva nazionale.

Vediamo nel dettaglio i punti salienti.

Contrasto al caporalato, al via il sistema informativo

Al fine di contrastare il fenomeno del caporalato, ossia il reclutamento e l'organizzazione illegale di mano d’opera da parte dei cd. “caporali”, i quali impiegano per un breve periodo operai senza rispettare le regole di assunzione e i diritti dei lavoratori, il ministro Catalfo ha messo in atto un piano triennale costituito da dieci assi finalizzato a rendere più efficaci le misure già esistenti.

Le misure, che sono contenute all’interno di un testo di prossima pubblicazione, hanno lo scopo di intensificare la vigilanza grazie alla realizzazione di un sistema informativo che consentirà di trovare facilmente il punto d’incontro tra domanda e offerta, affinché la selezione del personale avvenga nella maniera più trasparente possibile.

Salario minimo, aumento del potere d’acquisto

Altri punti fondamentali dell’agenda del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sono:

  • il cd. “salario minimo” in favore dei lavoratori subordinati, il quale sarà collegato alla contrattazione collettiva;
  • il cd. “equo compenso” per i lavoratori autonomi.

Al riguardo, il primo passo del governo è di portare all’attenzione delle istituzioni europee la definizione di livelli minimi di paga, al fine di istituire una specifica direttiva per un salario minimo UE e per un sussidio di disoccupazione a livello comunitario.

Formazione e RdC. Gli altri punti del Ministero del Lavoro

Trovano spazio nel cantiere di idee da attuare: la formazione e il RdC.

Sul primo aspetto, s’intende innanzitutto definire il fabbisogno di formazione del personale per adeguare l'offerta formativa anche attraverso l'adozione di sistemi di valutazione per l'attività di formazione. Dunque, sarà anche necessario adeguare le competenze dei lavoratori con i fabbisogni del mondo del lavoro, favorendo il passaggio dalla scuola all'ufficio.

Infine, per garantire la piena operatività del RdC è prevista l'implementazione delle due apposite piattaforme digitali dedicata all'attivazione e alla gestione dei patti per il lavoro e per l'inclusione sociale.

Anche in

  • edotto.com – Edicola del 3 luglio 2019 - Contrasto al caporalato, istituito il nuovo “tavolo operativo” – Bonaddio
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