Gas e idrogeno: riforma del mercato e aiuti UE da 6 miliardi

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Il Governo si prepara a rivoluzionare il mercato del gas con uno schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva europea 2024/1788, introducendo un nuovo assetto integrato per gas naturale, gas rinnovabili e idrogeno.

La riforma si inserisce in un contesto di forte accelerazione della politica industriale sull’idrogeno: infatti, la Commissione europea ha approvato un regime di aiuti da 6 miliardi di euro per sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile in Italia, rafforzando il quadro degli interventi nazionali (comunicato stampa del 30 marzo 2026).

L’intervento normativo, discusso in esame preliminare nella riunione dell’Esecutivo del 27 marzo 2026, segna un passaggio chiave nella strategia di decarbonizzazione, ridefinendo regole, diritti e infrastrutture in un’ottica di transizione energetica e integrazione dei mercati.

Un mercato unico per gas e idrogeno

Il decreto su gas naturale, gas rinnovabili e idrogeno stabilisce un modello di mercato fondato su concorrenza, trasparenza e integrazione europea. Tra i principi cardine figurano la libertà di scelta del fornitore, la tutela dei clienti – in particolare quelli vulnerabili – e il sostegno agli investimenti necessari per raggiungere gli obiettivi climatici.

Per la prima volta, il sistema energetico viene ripensato in chiave “multi-vettore”, includendo accanto al gas naturale anche gas rinnovabili e idrogeno, destinati a giocare un ruolo crescente nella decarbonizzazione dei consumi.

Certificazione e sostenibilità: stretta sulle emissioni

Uno degli elementi centrali del provvedimento riguarda la certificazione dei combustibili. Il testo introduce criteri stringenti per i gas a basse emissioni di carbonio, imponendo una riduzione delle emissioni di almeno il 70% rispetto ai combustibili fossili di riferimento.

Viene inoltre rafforzato il sistema di tracciabilità, con l’obbligo per gli operatori di registrare le informazioni sulle transazioni e sulle caratteristiche di sostenibilità nelle banche dati europee.

Più diritti per i consumatori

Ampio spazio è dedicato alla tutela dei clienti finali. I contratti dovranno essere redatti in modo chiaro e comprensibile, con indicazione dettagliata di prezzi, condizioni e diritti.

Tra le principali novità:

  • cambio fornitore entro tre settimane, con tempi tecnici ridotti a 24 ore;
  • maggiore trasparenza delle bollette, che dovranno essere facilmente leggibili e confrontabili;
  • accesso gratuito ai dati di consumo;
  • rafforzamento delle tutele per clienti vulnerabili e in condizioni di povertà energetica.

Il decreto interviene anche sulle modifiche contrattuali, imponendo obblighi informativi stringenti e garantendo il diritto di recesso.

Verso l’uscita dal gas naturale

In linea con gli obiettivi europei di neutralità climatica, il provvedimento introduce misure per la graduale eliminazione del gas naturale.

Sono previsti:

  • piani di dismissione delle reti;
  • obblighi di informazione preventiva agli utenti;
  • accesso a soluzioni alternative sostenibili, come sistemi di riscaldamento a basse emissioni.

Particolare attenzione è riservata alla tutela delle fasce più fragili, per evitare impatti sociali negativi nella fase di transizione.

Clienti attivi e nuovi modelli di mercato

Lo schema di decreto legislativo di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1788 apre anche alla partecipazione diretta dei consumatori al mercato energetico. I cosiddetti “clienti attivi” potranno produrre, consumare e vendere gas rinnovabile, anche in forma aggregata.

Si tratta di un passaggio rilevante verso modelli energetici più decentralizzati, in linea con quanto già avviene nel settore elettrico.

Contatori intelligenti e digitalizzazione

Spazio anche alla digitalizzazione, con la promozione dei sistemi di misurazione intelligenti. I nuovi contatori consentiranno:

  • monitoraggio dei consumi in tempo reale;
  • maggiore consapevolezza energetica;
  • integrazione con sistemi di gestione avanzata dell’energia.

Ruolo dell’idrogeno

Una delle innovazioni più rilevanti è la creazione di un quadro normativo dedicato all’idrogeno.

Vengono definite:

  • infrastrutture (reti, stoccaggi, terminali);
  • operatori del mercato;
  • regole di funzionamento del sistema.

L’idrogeno viene così riconosciuto come vettore strategico per i settori difficili da decarbonizzare.

Il ruolo dell’ARERA

Un ruolo centrale nell’attuazione della riforma è affidato all’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), chiamata a tradurre i principi del decreto in misure operative e a garantire il corretto funzionamento del mercato.

In particolare, l’Autorità dovrà:

  • adeguare la regolazione del settore gas, rendendo effettivi i nuovi diritti dei clienti, anche attraverso interventi specifici sulla vendita e sulla qualità del servizio;
  • definire le regole tecniche e funzionali per i sistemi di misurazione intelligenti, assicurandone interoperabilità, sicurezza e accesso ai dati;
  • disciplinare le modalità di cambio fornitore, i tempi e le eventuali limitazioni, anche per contrastare comportamenti opportunistici;
  • stabilire criteri per la contribuzione ai costi infrastrutturali e per l’introduzione delle nuove tecnologie;
  • regolamentare in modo graduale il nascente mercato dell’idrogeno, tenendo conto del diverso livello di maturità rispetto al gas naturale;
  • adottare provvedimenti per la tutela dei clienti vulnerabili, anche in relazione ai processi di dismissione delle reti gas;
  • valutare e approvare i piani di sviluppo e di dismissione delle infrastrutture, verificandone coerenza con gli obiettivi climatici e con la pianificazione nazionale ed europea.

Accanto alla funzione regolatoria, ARERA rafforza anche il proprio ruolo di vigilanza e controllo, con poteri di intervento per garantire trasparenza, concorrenza e correttezza nei comportamenti degli operatori.

Idrogeno, via libera UE a 6 miliardi per l’Italia

La Commissione europea ha dato il via libera a un importante regime italiano di aiuti di Stato da 6 miliardi di euro destinato a sostenere la produzione di idrogeno rinnovabile nei settori industriale e dei trasporti.

L’intervento, approvato ai sensi delle norme europee sugli aiuti di Stato, rappresenta uno dei più rilevanti strumenti finanziari messi in campo a livello nazionale per accelerare la transizione energetica e rafforzare la filiera dell’idrogeno.

Il piano punta a sostenere una capacità produttiva pari a 200.000 tonnellate annue di idrogeno rinnovabile.

Saranno ammesse diverse tecnologie:

  • idrogeno prodotto tramite elettrolisi alimentata da fonti rinnovabili;
  • idrogeno derivato da biomasse, attraverso processi biologici e termochimici.

La misura si inserisce nel quadro della strategia europea sull’idrogeno e del più ampio piano per l’industria pulita.

Come funzionano gli incentivi

Il sostegno sarà erogato tramite contratti bidirezionali per differenza (CfD), uno strumento già utilizzato in altri ambiti della transizione energetica.

Il meccanismo prevede:

  • la definizione di un prezzo di riferimento attraverso gare competitive;
  • un’integrazione economica ai produttori se il prezzo di mercato dei combustibili alternativi è inferiore;
  • un meccanismo inverso, con restituzione allo Stato, se il prezzo supera la soglia stabilita.

Questo sistema consente di ridurre il rischio per gli investitori e garantire al contempo un uso efficiente delle risorse pubbliche.

Il regime resterà operativo fino al 31 dicembre 2029.

Nel valutare la misura, Bruxelles ha ritenuto che:

  • l’aiuto sia necessario per sviluppare il mercato dell’idrogeno rinnovabile;
  • abbia un effetto incentivante, in assenza del quale gli investimenti non sarebbero realizzati;
  • sia proporzionato, grazie all’assegnazione tramite gare competitive;
  • produca benefici ambientali superiori ai possibili effetti distorsivi sulla concorrenza.

Il regime è stato quindi considerato compatibile con l’articolo 107 del Trattato sul funzionamento dell’UE e con la disciplina sugli aiuti di Stato per clima, energia e ambiente (CEEAG).

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