Industria 4.0, centri di trasferimento tecnologico: regole per la certificazione

Industria 4.0, centri di trasferimento tecnologico: regole per la certificazione

Il “Network Nazionale Industria 4.0” è lo strumento per diffondere la conoscenza sui reali vantaggi derivanti da investimenti in tecnologie in ambito Industria 4.0 (Piano nazionale Industria 4.0).

La rete ha l’obiettivo di:

  • diffondere la conoscenza sui reali vantaggi derivanti da investimenti in tecnologie in ambito Industria 4.0;
  • affiancare le imprese nella comprensione della propria maturità digitale e nell’individuazione di aree di intervento prioritarie;
  • orientarle verso le strutture di supporto alla trasformazione digitale e i centri di trasferimento tecnologico;
  • stimolarle e sostenerle nella realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.

In tale ambito, il MiSE definisce le linee guida, i criteri e gli indicatori necessari per la certificazione dei centri di trasferimento tecnologico Industria 4.0 da parte degli enti di certificazione nazionale accreditati, attraverso un apposito decreto direttoriale datato 22 dicembre 2017.

Il decreto è pubblicato nel sito internet istituzionale.

Centri di trasferimento tecnologico Industria 4.0

Il trasferimento tecnologico Industria 4.0 è lo svolgimento di attività di formazione e consulenza tecnologica, nonché di erogazione di servizi di trasferimento tecnologico verso le imprese negli ambiti tecnologici di operatività individuati dall’allegato B del decreto in oggetto.

Sono riconosciuti centri di trasferimento tecnologico Industria 4.0 le società e gli enti, iscritti al Registro delle Imprese e/o al Repertorio delle notizie Economiche e Amministrative (REA) e agli albi, ruoli e registri camerali obbligatori, che non siano in stato di liquidazione o scioglimento o sottoposti a procedure concorsuali e gli enti ed istituzioni pubbliche e private, incluse le associazioni imprenditoriali e loro strutture tecniche, rispondenti ai requisiti indicati nell’allegato A del decreto in oggetto.

Ai fini della certificazione da parte degli enti accreditati, il centro deve ottenere un punteggio minimo complessivo di punti 60 su 100.

La certificazione ha una durata temporale massima di tre anni, con verifiche a campione con frequenza annuale, e può essere rinnovata.

Dal 1° gennaio 2019 le verifiche di mantenimento sono effettuate dall’ente di certificazione nazionale.

Se dai controlli emerge la non veridicità delle informazioni fornite rispetto al possesso dei requisiti, il centro di trasferimento decade dai benefici attribuiti, con eventuali ulteriori sanzioni previste dalla legge in materia di dichiarazioni mendaci.

In caso di revoca o non rinnovo la certificazione decade dai relativi benefici ad esso attribuiti.

Il MiSE pubblica l’elenco dei centri sul sito.

Enti di certificazione nazionale accreditati

In collaborazione con Unioncamere, il MiSE decreta che:

  • nelle more dell’accreditamento degli enti di certificazione nazionali ad operare in conformità al decreto in oggetto, e comunque non oltre il 31 dicembre 2018, la certificazione in argomento è realizzata da Unioncamere attraverso una propria struttura tecnica nazionale;
  • la struttura tecnica o l’ente di certificazione nazionale conserva, per almeno 5 anni, copia della documentazione in base alla quale ha realizzato la certificazione e ne consente l’accesso secondo le previsioni della legge 7 agosto 1990, n. 241 e s.m.i.;
  • il Ministero dello sviluppo economico sorveglia sul corretto operato di Unioncamere e sulla struttura tecnica da essa incaricata, sospendendo fino a 3 mesi o revocando l’autorizzazione in caso di comportamenti che violino i principi di correttezza, imparzialità ed indipendenza.

Allegati

Links

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  • eDotto.com - Edicola del 22 dicembre 2017 - Manovra 2018, c'è la fiducia della Camera - Moscioni
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