Legge di Bilancio 2017 Approvata

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Legge di Bilancio 2017 Approvata

La Legge di Bilancio 2017 ha visto concludere il suo iter parlamentare con l'approvazione definitiva da parte del Senato, nella giornata di mercoledì 7 dicembre 2016, dopo il voto favorevole alla Camera.

L'obiettivo della manovra per il 2017 è quello di favorire lo sviluppo e l’occupazione mantenendo la finanza pubblica sotto controllo. La nuova legge di bilancio - che è la prima ad incorporare anche la legge di Stabilità in base alla riforma dei provvedimenti contabili - entrerà in vigore il primo gennaio 2017 e sarà valida per il triennio 2017-2019.

Copertura finanziaria

Le risorse finanziarie per gli interventi in essa previsti ammontano a 15,043 miliardi, di cui 11,242 miliardi di entrate aggiuntive e 3,801 di minori spese. Le entrate aggiuntive non derivano da un incremento delle imposte ma dall’ampliamento della base imponibile conseguito con iniziative di contrasto all’evasione dell’Iva, da misure una tantum che accompagnano processi di riforma della riscossione e semplificazione degli adempimenti, dalla vendita delle frequenze radioelettriche della banda larga. I restanti 11,996 miliardi vengono dall’utilizzo dei margini di bilancio disponibili tra indebitamento netto tendenziale e indebitamento netto programmatico, secondo quanto autorizzato dal Parlamento in considerazione delle spese per gli eventi sismici e per la gestione del fenomeno di arrivo dei migranti.

Punti chiave della Manovra 2017

Sono tre i punti fondamentali su cui si articola la Legge di Bilancio 2017: investimenti, pensioni/welfare aziendale e famiglia.

Investimenti

Dal punto di vista degli investimenti sia pubblici che privati, c'è da ricordare che quest'ultimi diventeranno immediatamente operativi dal 1° gennaio 2017 con la proroga del superammortamento al 140% e i nuovi iperammortamenti al 250% per i beni tecnologici del piano “Industria 4.0”. Importante anche il sostegno agli investimenti delle PMI e delle Start up, con la proroga della “Nuova Sabatini” e il bonus R&S che è stato potenziato.

Sull'altro versante, non mancano risorse per l’incremento degli investimenti pubblici, destinate alla realizzazione di infrastrutture e messa in sicurezza del territorio.

Pensioni e welfare aziendale

Le misure concordate nel pacchetto previdenziale sono frutto dell'intesa siglata tra sindacati e Governo: dopo anni di tagli al sistema previdenziale, per il prossimo triennio sono state stanziate risorse pari a 7 miliardi di euro. È prevista l'estensione della quattordicesima che interesserà 1,2 milioni di pensionati e l'elevazione della no tax area, ossia l'ampliamento del reddito minimo non tassabile a tutti i pensionati, indipendentemente dall’età, che così non versano l’Irpef se hanno un reddito complessivo fino a 8.000 euro.

Per rilanciare la crescita e i salari, invece, è stato potenziato lo sgravio fiscale del salario di produttività, cioè la tassazione agevolata degli emolumenti dei lavoratori dipendenti privati legati ad incrementi di produttività, redditività, qualità, efficienza e innovazione, e delle somme erogate sotto forma di partecipazione agli utili dell’impresa.

Famiglia

Non da meno è il pacchetto di misure previste a favore della famiglia e per il sostegno della natalità, a partire dal bonus bebè a quello per gli asili.

Infatti, per sostenere le famiglie con figli è previsto un contributo di 800 euro per i nuovi nati, o per i bambini adottati, dal 1° gennaio 2017, per affrontare le prime spese che è complementare al cosiddetto “bonus bebè” che viene confermato.

Inoltre, è previsto anche un aiuto per l’iscrizione all’asilo, sia pubblico che privato, per un massimo di 1.000 euro l'anno, che riguarderà i bambini nati dal 1° gennaio 2016 fino a tre anni di età e il voucher babysitter da 600 euro che è stato rifinanziato.

Trattamento crediti tributari e contributivi nel concordato preventivo

La manovra di bilancio 2017, tra le altre cose, modifica la legge fallimentare e riscrive le regole che disciplinano il trattamento dei crediti tributari e contributivi nelle procedure di concordato preventivo ed accordo di ristrutturazione dei debiti.

L'articolo 182-ter della legge fallimentare è stato riscritto, così come lo stesso titolo che ora perde il richiamo alla controversa definizione di transazione fiscale, per assumere la più neutrale connotazione di “Trattamento dei crediti tributari e contributivi”.

Con la modifica approvata, quindi, si è modificato l’istituto della transazione fiscale estendendone l’uso anche ai debiti tributari aventi per oggetto l’Iva o le ritenute qualora il piano proposto dal debitore ne preveda una soddisfazione, a differenza della precedente versione dell'articolo 182-ter, che conteneva un limite, per il quale, riguardo all’Iva e alle ritenute operate e non versate, la proposta poteva prevedere esclusivamente la dilazione di pagamento.

Tale apertura appare in linea sia con la recente giurisprudenza della Corte di Giustizia europea sia con l’ormai consolidato orientamento del Fisco, che privilegia rapidità e certezza nella riscossione rispetto al dato formale delle somme accertate.

Pertanto, ora, con l’ampliamento dell’ambito operativo della transazione fiscale, si potrebbe riuscire a dare al concordato preventivo e agli accordi di ristrutturazione dei debiti maggiori possibilità di successo, visto che molte volte queste procedure non si concludono proprio per l’impossibilità di sottoporre a falcidia i suddetti debiti fiscali. Analogamente, questa potrebbe essere l’occasione per estendere l’istituto della transazione fiscale, così come risulta potenziato, anche alla crisi da sovraindebitamento.

Allegati Anche in
  • eDotto.com – Edicola 7 dicembre 2016 - Manovra bilancio Aumento Iva rinviato – Moscioni