Legge di Bilancio 2026: pagamenti PA ai professionisti e definizione tributi locali
Pubblicato il 21 ottobre 2025
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La bozza della Legge di Bilancio 2026 porta con sé una serie di interventi che toccano da vicino liberi professionisti, imprese e amministrazioni locali.
Tra le principali novità spicca la nuova regola per i professionisti che lavorano con la Pubblica Amministrazione: dal 2026 potranno essere pagati solo se in regola con i versamenti fiscali e contributivi.
Ma la manovra guarda anche alla prevenzione dei rischi naturali, con un fondo da 250 milioni di euro per interventi di sicurezza e resilienza, e alla ricostruzione post-calamità, con nuovi finanziamenti e proroghe per i territori colpiti da terremoti e altre emergenze.
Sul fronte fiscale, tornano misure di semplificazione per le imprese — come l’assegnazione agevolata dei beni ai soci e l’estromissione dal patrimonio aziendale — insieme alla possibilità, per Regioni e Comuni, di introdurre una definizione agevolata dei tributi locali, per aiutare cittadini e imprese a regolarizzare la propria posizione con sconti su sanzioni e interessi.
Fatture P.A.: professionisti pagati solo se in regola
I professionisti autonomi che svolgono incarichi per la Pubblica Amministrazione potranno ricevere il pagamento solo se in regola con i versamenti fiscali e contributivi, requisito che dovranno attestare al momento della richiesta di compenso. Si tratta di una delle disposizioni contenute nella bozza della legge di bilancio 2026, prossima all’esame parlamentare.
L’articolo 130 del disegno di legge 2026, dedicato alla revisione della spesa pubblica, introduce una novità significativa: la regolarità nei versamenti tributari e previdenziali diventa condizione necessaria per il riconoscimento dei compensi professionali da parte degli enti pubblici. Pertanto, il lavoratore autonomo dovrà allegare la documentazione che dimostra la propria posizione fiscale e contributiva conforme insieme alla fattura relativa ai servizi prestati.
In sostanza, la possibilità di ricevere i pagamenti dalle amministrazioni pubbliche sarà subordinata alla presentazione di prove che confermino l’assolvimento di tutti gli obblighi tributari e previdenziali. Il professionista, dunque, dovrà fornire tali certificazioni contemporaneamente all’emissione della fattura elettronica.
La misura, operativa dal 2026, rappresenta un ulteriore adempimento per i liberi professionisti che già affrontano tempi lunghi nei pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Resta da capire se tali controlli non possano essere effettuati direttamente dagli uffici pubblici, considerato che dispongono già di banche dati con informazioni aggiornate sulle posizioni fiscali e previdenziali dei contribuenti.
Misure in materia di calamità naturali
La bozza della LdB 2026 delinea un approccio integrato alla gestione del rischio e delle emergenze:
- si investe in prevenzione (art. 112),
- si garantisce continuità nella ricostruzione (art. 113),
- si rafforza la capacità di risposta immediata del sistema di protezione civile (art. 114).
Viene disposta una misura innovativa nel campo della prevenzione dei disastri naturali: presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze viene istituito un Fondo speciale da 250 milioni di euro.
Le risorse serviranno a sostenere interventi promossi da soggetti privati con l’obiettivo di ridurre la vulnerabilità e l’esposizione ai rischi naturali o ambientali. In pratica, si tratta di un aiuto economico rivolto a cittadini, imprese o enti che intendono investire nella sicurezza e nella prevenzione.
Le modalità concrete per accedere a questi contributi saranno definite in un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, adottato di concerto con la Protezione civile e il Ministero dell’Economia, così da assicurare un coordinamento tra prevenzione, gestione e finanziamento degli interventi.
Ma è nell’articolo 113 il cuore operativo della manovra: vengono elencati rifinanziamenti, proroghe e nuovi interventi destinati ai territori colpiti da calamità negli ultimi anni.
In totale, la misura mobilita circa 346 milioni di euro, destinati a garantire la continuità delle attività di ricostruzione e il funzionamento delle strutture commissariali.
Una novità di rilievo riguarda il cratere sismico del 2016, dove viene concessa una proroga fino al 31 dicembre 2026 per la rendicontazione dei lavori legati al Superbonus. Questa estensione è fondamentale per evitare il blocco di migliaia di cantieri.
Oltre a questa misura, la legge prevede stanziamenti mirati per specifiche emergenze locali:
- 10,8 milioni di euro destinati a Campobasso;
- 20 milioni nel 2026 e 30 milioni nel 2027 per la ricostruzione a Ischia;
- 20 milioni per il 2026 a sostegno delle aree colpite dai terremoti nelle Marche (2022) e in Umbria (2023).
L’obiettivo è assicurare che i processi di ricostruzione proseguano senza interruzioni e che le risorse arrivino tempestivamente ai territori più colpiti.
Rafforzamento del sistema di Protezione civile
Infine, l’articolo 114 si concentra sul potenziamento della Protezione civile e degli strumenti di intervento sul territorio. Il Fondo regionale viene raddoppiato, passando da 20 a 40 milioni di euro, per migliorare la capacità di risposta alle emergenze e sostenere la pianificazione locale.
La bozza prevede anche un aumento graduale dei contributi per privati e imprese coinvolti in situazioni di emergenza: nel 2026 resteranno invariati a 50 milioni, mentre nel 2027 cresceranno fino a 100 milioni di euro.
A ciò si aggiunge uno stanziamento di 2,35 milioni per il potenziamento del sistema IT-alert, la piattaforma che invia messaggi di allerta alla popolazione in caso di rischio imminente.
Assegnazione agevolata dei beni ai soci
L’articolo 14 della bozza della Legge di Bilancio 2026 ripropone, con alcune modifiche, una misura fiscale già sperimentata negli anni scorsi: la possibilità per le società e le imprese individuali di trasferire beni dal patrimonio aziendale a quello personale (dei soci o del titolare) a condizioni fiscali vantaggiose.
Le società di persone e di capitali possono assegnare ai propri soci beni immobili e beni mobili registrati non strumentali per l’attività (ad esempio fabbricati, terreni, veicoli) beneficiando di un’imposta sostitutiva agevolata sulle plusvalenze che emergono dall’operazione.
Le imprese individuali, invece, possono estromettere i beni aziendali, cioè trasferirli dal patrimonio dell’attività a quello personale del titolare, con lo stesso vantaggio fiscale.
In entrambi i casi, si paga un’imposta sostitutiva (in genere 8% o 10,5% per le società di comodo), al posto di IRPEF, IRES e IRAP.
Le operazioni di assegnazione devono essere effettuate entro il 30 settembre 2026.
L’imposta sostitutiva dovuta, in caso di assegnazione agevolata dei beni ai soci, deve essere versata in due rate:
- la prima rata entro il 30 settembre 2026, pari al 60% dell’importo complessivo;
- la seconda rata entro il 30 novembre 2026, per il restante 40%.
Ai fini fiscali, le plusvalenze si considerano realizzate alla data di assegnazione o estromissione, mentre i beni si intendono trasferiti al valore catastale o al valore normale a seconda della tipologia.
Possono accedere all’agevolazione:
- le società in attività alla data del 1° gennaio 2026;
- le imprese individuali che risultano titolari dei beni al 31 dicembre 2025 e che esercitano attività d’impresa alla data di entrata in vigore della legge.
Estromissione beni (imprese individuali)
Valida per beni posseduti al 30 settembre 2025 ed estromessi dal 1° gennaio 2026 al 31 maggio 2026; le date per i versamenti rateali sono 30 novembre 2026 e 30 giugno 2027. Gli effetti decorrono dal 1° gennaio 2026.
Tributi locali: definizione agevolata
Le regioni e gli enti locali possono stabilire autonomamente forme di definizione agevolata dei tributi di loro competenza, in particolare per i crediti difficili da riscuotere.
Tali enti potranno introdurre meccanismi che escludano o riducano interessi e sanzioni per i contribuenti che, entro un termine specifico fissato da ciascun ente - non inferiore a sessanta giorni dalla pubblicazione del provvedimento sul sito istituzionale - si mettano in regola con obblighi fiscali precedentemente non adempiuti, del tutto o in parte.
Potranno rientrare nella definizione agevolata tutti i tributi gestiti e regolati dalle Regioni e dagli enti locali, fatta eccezione per l’Irap, le compartecipazioni e le addizionali legate a imposte statali. La misura si estenderà anche alle entrate di natura patrimoniale, comprendendo ad esempio canoni di concessione, sanzioni amministrative, canoni di locazione per immobili, corrispettivi per servizi o utenze e altre forme di entrate simili.
NOTA BENE: La definizione agevolata potrà applicarsi anche ai procedimenti di accertamento in corso o alle controversie tributarie pendenti, a condizione che riguardino tributi di propria spettanza.
Dunque, quando una legge statale introduce meccanismi analoghi (come la “rottamazione” delle cartelle), Regioni e Comuni potranno decidere di armonizzare le proprie procedure locali, anche se la riscossione è affidata a soggetti esterni, per garantire parità di trattamento ai contribuenti in tutto il territorio nazionale.
I regolamenti locali che stabiliscono tali misure diventeranno efficaci con la pubblicazione sul sito internet dell’ente creditore e saranno trasmessi, entro sessanta giorni, al Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento delle Finanze, solo per fini statistici.
È previsto che l’adozione delle misure avvenga entro periodi di tempo delimitati, consentendo anche l’uso di strumenti digitali per adempiere agli obblighi connessi alla regolarizzazione.
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