Manovra: stime di crescita troppo ottimistiche. Pace fiscale limitata secondo i commercialisti

Manovra: stime di crescita troppo ottimistiche. Pace fiscale limitata secondo i commercialisti

Nell’audizione di ieri sera alle Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato, la Manovra del nuovo Governo Conte ha incassato le critiche dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb), che non ha validato la previsione sul Pil del 2019 contenuta nella Nota di aggiornamento al Def.

Secondo l’Authority dei conti, quelle su cui si incentra la Manovra per il prossimo anno sono "stime troppo ottimistiche"; inoltre ci sono “forti rischi al ribasso” portati da una congiuntura troppo debole e dalle “turbolenze finanziarie”, come evidenziato dalle ampie oscillazione dei rendimenti dei titoli di Stato.

Infatti, lo spread tra i titoli di Stato tedeschi e i Btp a 10 anni continua a salire e il rischio che sfiori quota 400 o ancora di più è molto alto. I “livelli non accettabili” degli ultimi giorni sono dovuti non tanto alla composizione della Manovra, quanto ad “un problema di aspettative sul cosiddetto piano B", che il Governo ha annunciato, praticamente inesistente.

Lo scenario prospettatosi ieri ha spinto anche il ministro agli Affari europei, Paolo Savona, a rivolgersi direttamente al presidente della BCE Draghi, affinché intervenga prontamente per preservare la stabilità bancaria, abbattendo il differenziale con i bund tedeschi con interventi in acquisto perché, in caso contrario, se lo spread dovesse sfuggire di mano si dovrebbe intervenire a cambiare la Manovra.

Oggi, è attesa la risposta del Ministro dell’Economia Tria alle obiezioni dell’Upb e alle altre critiche sollevate nella giornata di ieri. La tensione resta alta, così come forte è anche il rischio di una bocciatura da parte dell’Unione europea.

Al momento, inoltre, l’ipotesi di portare (nella giornata odierna) in Consiglio dei ministri il Dl fiscale collegato alla Manovra è stata lasciata cadere.

Sempre oggi, è prevista a palazzo Chigi anche una cabina di regia per gli investimenti con 15 tra le più grandi aziende partecipate, con l’obiettivo di valutare “un piano addizionale per gli investimenti" per il prossimo triennio.

La cabina di regia si occuperà, inoltre, anche di altre leve che il Governo intende attivare attraverso la Manovra per stimolare crescita e occupazione.

Pace fiscale: ancora da definire la flat tax integrativa

Per quanto riguarda il capitolo dedicato alla pace fiscale, le forze di maggioranza stanno lavorando alla ridefinizione di due precedenti rottamazioni: la definizione agevolata delle liti tributarie e la rottamazione-ter delle cartelle esattoriali.

Le ultime novità che interessano le liti sono:

  • la possibilità di poter chiudere il contenzioso anche a quei contribuenti che hanno presentato il ricorso e sono in attesa di giudizio in commissione provinciale (anche in questo caso il contribuente potrà vedersi tagliare sanzioni e interessi e riconoscere uno sconto sulle imposte);

  • la possibilità per chi ha battuto l’Amministrazione finanziaria, in primo e secondo grado, di vedersi riconosciuta una riduzione delle pretese del Fisco, rispettivamente della metà e di un terzo;

  • anche l’ipotesi di una definizione delle cosiddette liti potenziali, secondo la quale, in presenza di un Processo verbale di constatazione o di un accertamento il contribuente, per evitare la lite fiscale, potrà definire in contraddittorio la sua posizione senza versare sanzioni e interessi e definendo le imposte dovute con gli uffici.

Cndcec: pace fiscale con “portata estremamente limitata”

Sulla questione calda della pace fiscale si sono espressi anche i commercialisti. Il Presidente Miani, in una nota, commenta le intenzioni dell’Esecutivo, mettendo in evidenza che “se la ‘pace fiscale’ si applicasse solo a favore di chi non ha pagato, ma ha dichiarato fedelmente il proprio debito di imposta all’Erario, gli importi iscritti a ruolo nelle cartelle esattoriali interessate non supererebbero il 15% del totale”.

In altre parole, sottolineano i commercialisti, solo il 15,3% dell’evasione è di chi “dichiara e poi non paga”, il restante 84,7% deriva da dichiarazione infedele o omessa.

L’intento della categoria è quello di evidenziare come la “pace fiscale solo per chi non ha pagato, ma ha dichiarato” comporterebbe l’esclusione dalla pace fiscale di tutte le cartelle esattoriali, che sono state emesse dall’Amministrazione finanziaria non già sulla base della mera liquidazione della dichiarazione presentata dal contribuente e dal riscontro della mancata effettuazione dei versamenti dovuti in forza degli importi a debito ivi evidenziati dal contribuente medesimo (che, appunto, dichiara e poi non paga), bensì sulla base di un’attività di accertamento dell’Amministrazione finanziaria che, mediante verifiche, ispezioni, accessi o incroci di dati, ha fatto emergere un debito o un maggior debito di imposta che il contribuente non aveva evidenziato, in tutto o in parte, nella propria dichiarazione.

Tale esclusione – secondo i commercialisti – attribuirebbe alla pace fiscale “una portata estremamente limitata”.

Anche in

  • eDotto.com – Edicola del 9 ottobre 2018 - Pace fiscale. Flat tax integrativa con tetto a 500mila euro – Moscioni
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