Nuova Sabatini: rifinanziamento da 650 milioni per il 2026-2027

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Con l’avviso del 24 marzo 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) ha comunicato il rifinanziamento della misura “Nuova Sabatini”, in attuazione della Legge di Bilancio 2026. La dotazione complessiva ammonta a 650 milioni di euro, con l’obiettivo di garantire continuità a uno degli strumenti più utilizzati dalle PMI per sostenere gli investimenti produttivi.

Nel dettaglio, le risorse sono così distribuite:

Il rifinanziamento consente di evitare interruzioni nell’operatività della misura, assicurando alle imprese la possibilità di pianificare nuovi investimenti, in particolare nei processi di innovazione e transizione ecologica.

Finalità della misura

La Nuova Sabatini è finalizzata a facilitare l’accesso al credito per le micro, piccole e medie imprese, rafforzandone la competitività. L’agevolazione si concretizza nella concessione di un contributo pubblico a fronte di finanziamenti bancari o leasing destinati all’acquisto di beni strumentali.

Il meccanismo prevede quindi:

  • un finanziamento erogato da banche o intermediari finanziari aderenti;
  • un contributo in conto impianti riconosciuto dal Ministero, che riduce il costo degli interessi.

A supporto delle operazioni può intervenire anche il Fondo di garanzia per le PMI, con una copertura fino all’80% del finanziamento.

Soggetti beneficiari

Possono accedere all’agevolazione tutte le PMI operanti nei settori produttivi, inclusi:

  • industria,
  • artigianato,
  • servizi,
  • agricoltura e pesca.

Le imprese devono rispettare i requisiti dimensionali e le condizioni previste dalla normativa vigente.

Investimenti agevolabili

La misura finanzia programmi di investimento in beni nuovi di fabbrica, riconducibili a tre principali categorie.

Beni strumentali ordinari

Comprendono:

  • macchinari e impianti,
  • attrezzature produttive,
  • hardware e software.

Gli investimenti possono riguardare sia sedi esistenti sia nuove unità produttive.

Investimenti 4.0

Sono incentivati i progetti ad alto contenuto tecnologico, tra cui:

  • soluzioni basate su big data e cloud computing,
  • sistemi di cybersecurity,
  • robotica avanzata e meccatronica,
  • realtà aumentata e tecnologie per la tracciabilità.

Per tali investimenti è previsto un contributo calcolato su un tasso annuo più elevato (3,575%).

Investimenti green

Particolare attenzione è riservata alla transizione ecologica. La cosiddetta Nuova Sabatini Green sostiene l’acquisto di beni a basso impatto ambientale, inseriti in programmi orientati alla sostenibilità dei processi produttivi.

Per questa tipologia è riconosciuta una maggiorazione del contributo pari al 30% rispetto alla misura ordinaria.

Entità del contributo

Il contributo ministeriale è determinato in relazione a un finanziamento della durata di cinque anni e calcolato convenzionalmente su:

  • tasso del 2,75% per gli investimenti ordinari,
  • tasso del 3,575% per investimenti 4.0 (e assimilati).

L’agevolazione viene generalmente erogata in più quote, anche se negli ultimi anni sono state previste modalità semplificate per importi contenuti.

Focus: sostegno alla capitalizzazione

Tra le evoluzioni più recenti della misura si segnala la linea “Sostegno alla capitalizzazione”, operativa dal 1° ottobre 2024.

Questa componente introduce una logica premiale per le PMI costituite in forma di società di capitali che, oltre a investire, rafforzano la propria struttura patrimoniale.

Per accedere al contributo maggiorato è necessario:

  • deliberare un aumento di capitale almeno pari al 30% del finanziamento;
  • sottoscriverlo entro 30 giorni dalla concessione del contributo;
  • versare almeno il 25% (o il 100% in specifici casi) entro lo stesso termine.

La misura mira a combinare sviluppo degli investimenti e solidità finanziaria, incentivando comportamenti virtuosi.

Il quadro degli incentivi alle imprese

Il rifinanziamento della Nuova Sabatini si inserisce in un contesto più ampio di strumenti a supporto degli investimenti, tra cui:

  • incentivi fiscali per beni strumentali e innovazione;
  • crediti d’imposta per investimenti nelle ZES;
  • misure per la transizione energetica, come il bando Agrisolare;
  • strumenti SIMEST per l’internazionalizzazione e la digitalizzazione delle imprese.

In questo panorama, la Nuova Sabatini continua a distinguersi per la sua semplicità operativa e rapidità di accesso, rappresentando un punto di riferimento stabile per le PMI.

L’avviso del MIMIT del 24 marzo 2026 conferma la centralità della Nuova Sabatini nelle politiche industriali italiane. Il rifinanziamento da 650 milioni garantisce continuità a uno strumento che negli anni ha sostenuto migliaia di imprese negli investimenti in innovazione, digitalizzazione e sostenibilità. Particolarmente rilevante è il rafforzamento delle componenti legate alla transizione green e alla capitalizzazione, che orientano la misura non solo alla crescita produttiva, ma anche alla qualità e alla resilienza del sistema imprenditoriale.
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