Proroga misure Covid su esecuzione pena. Norme su EPPO e mandato Ue

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Proroga misure Covid su esecuzione pena. Norme su EPPO e mandato Ue

Nella seduta del 29 gennaio 2021, il Consiglio dei ministri ha approvato diversi provvedimenti: un DL recante misure urgenti per la proroga di termini in relazione all’emergenza epidemiologica da COVID-19 e tredici decreti di attuazione di normative europee.

Esecuzione pena: misure prorogate al 30 aprile

Nel Decreto legge – n. 7 del 30 gennaio 2021, pubblicato in Gazzetta in pari data e già in vigore – oltre alla proroga di termini in materia di accertamento, riscossione, adempimenti e versamenti tributari, sono contenute anche disposizioni in tema di modalità di esecuzione delle pene nella perdurante situazione emergenziale da Coronavirus.

Il testo, in proposito - e proprio in considerazione del protrarsi dell’emergenza sanitaria nonché allo scopo di contenerne le conseguenze in ambito carcerario - dispone una proroga, dal 31 gennaio al 30 aprile 2021, delle previsioni di cui al DL n. 137/2020 in favore dei condannati ammessi al regime di semilibertà.

Si tratta delle disposizioni che consentono:

  • la concessione di licenze premio di durata straordinaria;
  • il riconoscimento, a specifiche categorie di condannati, di permessi premio di durata eccedente quella ordinaria;
  • un più agevole accesso alla detenzione domiciliare ai condannati con un limitato residuo di pena da espiare.

Attuazione norme Ue su mandato d’arresto e Procura europea

Come anticipato, il Consiglio dei ministri ha anche provveduto ad approvare, in esame definitivo, diversi Decreti legislativi volti all’attuazione e al recepimento di norme europee per quanto riguarda, tra le altre materie, il mandato d’arresto europeo e la cooperazione rafforzata sull’istituzione della Procura europea “EPPO”.

Si tratta di due decreti legislativi, proposti su iniziativa del ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, recanti, rispettivamente:

  • disposizioni per il compiuto adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni della decisione quadro 2002/584/GAI, relativa al mandato d’arresto europeo e alle procedure di consegna tra stati membri, in attuazione della delega di cui all’articolo 6 della legge 4 ottobre 2019, n. 117;
  • disposizioni per l’adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1939 del Consiglio, del 12 ottobre 2017, relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata sull’istituzione della Procura europea “EPPO”.

Il primo testo interviene ad adeguare la normativa interna alle disposizioni relative al mandato d’arresto europeo, con particolare riferimento ai motivi di non esecuzione facoltativa del mandato stesso. L’obiettivo è quello di assicurare il mutuo riconoscimento e la salvaguardia dei principi fondamentali dell’ordinamento, tenuto conto del principio di presunzione del rispetto dei diritti fondamentali da parte degli altri Stati membri. Il provvedimento – da quanto si legge nel comunicato stampa del Cdm n. 95 del 29 gennaio 2021 – sancisce anche “che si possono continuare ad applicare gli accordi o intese bilaterali o multilaterali vigenti al momento dell’adozione della decisione quadro se contribuiscono a semplificare o agevolare ulteriormente la consegna del ricercato”.

L’altro decreto, contiene specifiche misure volte all’adeguamento dell’ordinamento nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) 2017/1939, istitutivo della Procura europea EPPO, a cui è assegnato il compito di:

  • condurre indagini;
  • esercitare l’azione penale e partecipare ai processi relativi ai reati che ledono gli interessi finanziari dell’Unione europea;
  • provvedere ad una più efficace lotta alla criminalità.

Per questi due testi, unitamente agli altri decreti di attuazione definitivamente approvati, si resta in attesa della relativa pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

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