Riqualificazione energetica. Credito ai soci per trasparenza, no alla retrocessione

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Riqualificazione energetica. Credito ai soci per trasparenza, no alla retrocessione

L’Agenzia delle Entrate è interpellata sulla cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante per gli interventi di riqualificazione energetica.

Con la risposta n. 415 del 15 ottobre 2019, l’Agenzia chiarisce che i soci ai quali la società ha imputato per trasparenza la detrazione derivante dalle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica - ex articolo 14 del decreto legge n. 63 del 2013 - non possono cedere alla medesima il credito corrispondente alla suddetta detrazione in quanto tale facoltà non è disciplinata dalla previsione normativa.

Riqualificazione energetica. Non è possibile scegliere tra credito d’imposta e detrazione

Se venisse consentita la possibilità di retrocedere il credito all'originario titolare della detrazione si realizzerebbe l'effetto di permettere al beneficiario stesso di optare, in alternativa alla detrazione, per la fruizione di un corrispondente credito d'imposta, facoltà non prevista dalla norma.

Riqualificazione energetica. Cedibilità del credito

L’Agenzia, sempre nella nota, chiarisce che il collegamento necessario ai fini della cedibilità del credito va individuato nel “rapporto che ha dato origine alla detrazione”, ciò per evitare che le cessioni dei crediti in argomento si trasformino, di fatto, in strumenti finanziari negoziabili con il rischio di una riclassificazione degli stessi e conseguenti impatti negativi sui saldi di finanza pubblica.

Nella risposta sono indicati i soggetti a favore dei quali può essere effettuata la cessione del credito.

In un parere reso dalla Ragioneria Generale dello Stato, in ordine agli effetti negativi sui saldi di finanza pubblica che deriverebbero dalla cedibilità illimitata dei crediti d'imposta corrispondenti alle detrazioni, si specifica che per “soggetti privati” cessionari - beneficiari della cessione - devono intendersi i soggetti diversi dai fornitori, sempreché collegati al rapporto che ha dato origine alla detrazione.

Dunque, la detrazione può essere ceduta, a titolo esemplificativo:

  • nel caso di interventi condominiali, nei confronti degli altri soggetti titolari delle detrazioni spettanti per i medesimi interventi condominiali;
  • più in generale, nel caso in cui i lavori vengano effettuati da soggetti societari appartenenti a un gruppo, nei confronti delle altre società del gruppo ad esclusione, tuttavia, per i soggetti diversi dai cd. no tax area, degli istituti di credito e degli intermediari finanziari;
  • nel caso di lavori effettuati da un'impresa appartenente a un Consorzio oppure a una Rete di imprese, il credito corrispondente alla detrazione può essere ceduto anche agli altri consorziati o retisti, anche se non hanno eseguito i lavori, o direttamente al Consorzio o alla Rete;
  • nel caso in cui il fornitore del servizio si avvalga di un sub-appaltatore per eseguire l'opera, la cessione del credito può essere effettuata anche a favore di quest'ultimo o, ancora, a favore del soggetto che ha fornito i materiali necessari per eseguire l'opera, trattandosi comunque di soggetti che presentano un collegamento con l'intervento e, quindi, con il rapporto che ha dato origine alla detrazione.
Allegati Anche in
  • edotto.com - Edicola del 6 agosto 2019 - Ecobonus, compensabile il credito ceduto con codice tributo istituito ieri - A. Lupoi