Servizi di pagamento e strumenti finanziari adeguati a norme UE

Servizi di pagamento e strumenti finanziari adeguati a norme UE

Nuove norme di adeguamento della normativa interna alle disposizioni europee in tema di servizi di pagamento e di strumenti finanziari.

Strumenti finanziari. In GU il decreto correttivo

Per quanto riguarda quest’ultimo fronte, in primo luogo, si segnala che è stato pubblicato ieri, in Gazzetta Ufficiale, il Decreto legislativo n. 165 del 25 novembre 2019, attuativo della normativa europea in tema di mercati degli strumenti finanziari.

Il provvedimento, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 21 novembre 2019, contiene disposizioni che integrano e correggono il Decreto legislativo n. 129/2017, di attuazione della direttiva 2014/65/UE (direttiva “Markets in financial instruments directive - MiFID II”) relativa ai mercati degli strumenti finanziari e di adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento UE n. 600/2014 sui mercati degli strumenti finanziari. 

Oltre a recepire la direttiva MiFID II, le nuove disposizioni recano attuazione al regolamento n. 1286/2014 in tema di trasparenza degli strumenti finanziari e di conseguente protezione degli investitori con particolare riguardo ai documenti contenenti le informazioni chiave (KID).

Introdotte anche misure relative alla disciplina del quadro organizzativo di Consob e Ivass, e del quadro sanzionatorio a tutela degli obblighi di trasparenza e conoscibilità.

Il D. Lgs. n. 165/2019 entrerà in vigore il 24 gennaio 2020.

Servizi di pagamento e commissioni bancarie in UE. Ok dal CDM

Novità in arrivo anche per quanto concerne i servizi di pagamento e le commissioni bancarie nell’Unione europea.

Il Consiglio dei ministri, nel corso della seduta di ieri, ha infatti approvato, in esame preliminare, il testo di un decreto legislativo contenente disposizioni correttive e integrative del Decreto legislativo di recepimento della direttiva 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (direttiva PSD2), nonché di adeguamento delle disposizioni interne al regolamento n. 751/2015, relativo alle commissioni interbancarie sulle operazioni di pagamento basate su carta.

L’intento del provvedimento – si legge nel comunicato di fine seduta - è quello di realizzare “un più chiaro e stretto allineamento tra le disposizioni della direttiva PSD2 e le norme nazionali”.

Da quanto si apprende, la bozza di decreto introduce, tra le altre misure:

  • la previsione di un diritto di regresso nel caso in cui la responsabilità di un prestatore di servizi di pagamento sia attribuibile ad un altro prestatore di servizi di pagamento coinvolto o ad un qualsiasi altro soggetto interposto nell’esecuzione dell’operazione. Si prevede, in particolare, che il secondo prestatore di pagamento sia tenuto a risarcire il primo in caso di perdite o di importi versati per operazioni di pagamento non autorizzate e in caso di mancata, inesatta o tardiva esecuzione delle operazioni di pagamento;
  • l’obbligo per Banca d’Italia, di iscrizione, in un albo dedicato, degli istituti di moneta elettronica autorizzati nonché delle succursali stabilite in uno Stato membro diverso dall’Italia;
  • l’esclusione dell’obbligo di adozione di sistemi di risoluzioni alternative delle controversie per i soggetti che forniscono solo servizi di informazione sui conti;
  • l’inclusione nell’elenco delle fattispecie sanzionabili dei casi di inosservanza, da parte degli agenti in attività finanziarie, degli obblighi in materia di credito immobiliare ai consumatori;
  • l’ampliamento dell’ambito di applicazione delle sanzioni previste nelle ipotesi di violazione di norme sulla trasparenza bancaria anche in caso di inosservanza del regolamento sui costi dei servizi interbancari.

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