Voucher sostituibili con part time senza orario minimo? Un’idea dal Ccnl Intersettoriale Cifa/Confsal

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Voucher sostituibili con part time senza orario minimo? Un’idea dal Ccnl Intersettoriale Cifa/Confsal

Dopo l’abrogazione dei voucher, il Parlamento, attraverso la manovra correttiva (Dl n. 50/2017), ha previsto delle forme alternative come una nuova disciplina per il lavoro occasionale per le piccole imprese ed i professionisti e  il Libretto di Famiglia per l’ambito privato.

Ma dalla stesura del Ccnl intersettoriale commercio, terziario, servizi, pubblici esercizi e turismo di Cifa e Confsal arriva uno strumento che potrebbe risultare utile per sopperire alla soppressione dei voucher: il contratto infatti prevede un tipo di lavoro a tempo parziale connotato dal fatto che non è stabilito un orario minimo.

Questo permette di fruire del contratto di part time in modo molto più flessibile in base alle esigenze aziendali.

La disposizione contrattuale è costruita in modo da prevedere comunque la durata della prestazione lavorativa e la collocazione temporale dell’orario con riferimento al giorno, alla settimana, al mese e all’anno; però è ammesso che le parti possano inserire apposite clausole elastiche, da indicare per iscritto, circa la modifica della collocazione temporale del lavoro prestato o la variazione in aumento della durata della prestazione stessa.

Ciò è stato studiato, prima che i voucher fossero abrogati, per andare incontro alle esigenze delle piccolissime imprese.

Fa notare il segretario generale della Confsal Marco Paolo Nigi, che l’abbandono dei voucher lascia senza utili strumenti molti settori produttivi. Aggiunge sul punto, Andrea Cafà, presidente di Cifa, “rendere possibile l’assunzione con contratto part time verticale per alcuni giorni della settimana o per alcuni periodi dell’anno ci appare una soluzione conveniente e adatta a tutte le aziende che operano in settori caratterizzati da fattori stagionali e picchi produttivi”.

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