Accise sui carburanti: riduzione temporanea fino a maggio

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Con il decreto del 2 aprile 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, introduce una riduzione temporanea delle aliquote di accisa applicate ad alcuni prodotti energetici impiegati come carburanti. Il provvedimento è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2026.

Finalità della misura: compensare l’aumento dell’IVA

L’intervento di cui al decreto MEF del 2 aprile 2026 si inserisce nel quadro normativo che consente di modulare le accise in funzione dell’andamento dei prezzi energetici. In particolare, la riduzione è finalizzata a bilanciare l’incremento del gettito IVA generato dal rialzo del prezzo internazionale del petrolio greggio.

In altri termini, l’aumento dei prezzi dei carburanti determina maggiori entrate IVA per lo Stato; il decreto interviene redistribuendo parte di queste risorse attraverso un alleggerimento della componente fiscale rappresentata dalle accise.

Ambito temporale di applicazione

La misura ha carattere temporaneo. Le nuove aliquote trovano applicazione a decorrere dall’8 aprile 2026 e fino al 1° maggio 2026.

Si tratta quindi di un intervento limitato nel tempo, adottato sulla base delle condizioni verificatesi nel mese di marzo 2026, periodo in cui è stato registrato un incremento significativo delle quotazioni del petrolio.

Le nuove aliquote di accisa

Il decreto 2 aprile 2026 ridetermina le aliquote applicabili ai principali carburanti nei seguenti importi:

  • benzina: 587,90 euro per mille litri;
  • gasolio usato come carburante: 587,90 euro per mille litri;
  • GPL (gas di petrolio liquefatti): 225,27 euro per mille chilogrammi.

La scelta di uniformare le aliquote di benzina e gasolio rappresenta un elemento rilevante sotto il profilo fiscale, in quanto incide sulla struttura dei prezzi finali praticati ai consumatori.

Copertura degli oneri

La riduzione delle accise comporta inevitabilmente minori entrate per l’erario. Il decreto Mef del 2 aprile 2026 prevede che tali minori introiti siano compensati mediante una quota del maggiore gettito IVA.

In particolare, viene destinata una somma pari a 219,6 milioni di euro, derivante dagli incassi IVA registrati nel periodo compreso tra il 1° e il 31 marzo 2026.

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