Aidc su riforma del processo tributario: “accolte le nostre proposte”

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Aidc su riforma del processo tributario: “accolte le nostre proposte”

La proposta di Legge di riforma del processo tributario accoglie le proposte avanzate dall'Aidc per garantire una vera autonomia alla magistratura tributaria svincolandola dal Mef: “Va garantita una vera autonomia alla magistratura tributaria ed è quindi necessario svincolare dal Ministero dell’Economia e delle Finanze la gestione e l’organizzazione delle Commissioni tributarie, in quanto esso stesso parte interessata nel contenzioso, affinché la giustizia tributaria sia anche nella sostanza – e non solo nella forma - indipendente ed autonoma. Non necessariamente deve essere infatti affidata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, potendo confluire sotto il controllo del Ministero della Giustizia”.

È quanto si legge nel comunicato stampa del 28 gennaio 2019 dell'Associazione Italiana Dottori Commercialisti, che ricordano come anche la Corte Costituzionale (dal 2016) e l’Autorità Nazionale Anticorruzione spingono per un intervento urgente del Legislatore per dare una vera autonomia alla giurisdizione tributaria.

I tempi del contenzioso tributario, sottolineano dall'Aidc, non sono compatibili con quelli del tessuto economico e le Commissioni tributarie dipendono funzionalmente dal Mef.

Il tema è uno dei 10 punti che l’Associazione ha presentato nel corso della campagna elettorale e che sono stati condivisi largamente con le forze di Governo, confluendo nell'attuale proposta.

L'Aidc pensiero, ruolo autonomo della magistratura tributaria

“AIDC conviene sulla necessità di istituire il ruolo autonomo della magistratura tributaria, distinto da quella ordinaria, amministrativa, contabile e militare, una cosiddetta ‘quinta magistratura’, con una gestione organizzativa indipendente.

Una magistratura organizzata nei tre gradi di giudizio - con una denominazione che ne rispecchi la natura - con un Tribunale Tributario, una Corte D’Appello Tributaria ed una Sezione speciale tributaria della Corte di Cassazione. Interessante è anche la professionalizzazione della figura del giudice tributario, con l’assunzione per concorso pubblico, ma soprattutto con l’incompatibilità con qualunque altro incarico e/o iscrizione in albi professionali per gli organi di giustizia tributaria.

Dubbi invece sulla previsione di un limite d’età di 50 anni per accedere alla funzione di giudice tributario, mentre è apprezzabile l’istituzione del Giudice Monocratico competente per tutte le controversie di importo non superiore a 30mila euro d’imposta; nonché per quelle controversie per le quali la legge prevede il previo esperimento del reclamo-mediazione: innanzi ad esse viene attivata la procedura di reclamo-mediazione, anche al fine di deflazionare – per il futuro - il contenzioso tributario”.

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