Anagrafe Tributaria, Ruffini fa il punto sulla compliance

Anagrafe Tributaria, Ruffini fa il punto sulla compliance

Durante l'audizione del 27 settembre presso la Commissione parlamentare di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, il direttore delle Entrate Ruffini ha fatto il punto su alcuni progetti strategici messi a segno dall'Amministrazione finanziaria, in un ottica di tax compliance e di recupero dell’evasione fiscale.

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’Anagrafe tributaria, Ruffini si è soffermato sui seguenti temi:

- messa in rete, ai fini dell'acquisizione di informazioni per finalità fiscali, dei distributori automatici di generi alimentari e di altri prodotti;

- modello 730 precompilato, con la tipologia dei dati inseriti nella dichiarazione relativa ai redditi per l’anno 2016 e andamento dei flussi informativi con i contribuenti e con i soggetti tenuti a trasmettere i relativi dati all’Agenzia delle Entrate;

- fatturazione elettronica verso la PA ed eventuali criticità ancora persistenti;

- misure per il recupero dell’evasione fiscale previste dall’art. 4 del Decreto legge n. 193 del 2016.

Modello 730 precompilato

Il progetto della dichiarazione precompilata, che interessa direttamente la sfera privata di milioni di contribuenti, deve essere valutato – secondo Ruffini - in un arco temporale pluriennale che ne consenta un graduale completamento da parte dell’Agenzia e un’evoluzione culturale e comportamentale dei contribuenti improntata al colloquio diretto con il Fisco.

Al momento, sullo stato dell'arte di questa nuova forma di dichiarazione, Ruffini ha evidenziato come l’introduzione della dichiarazione precompilata abbia determinato benefici diretti per i contribuenti (possibilità di adempiere senza intermediari o esclusione dal controllo documentale), ma anche vantaggi indiretti quali:

  • la semplificazione del modello 770, grazie alla trasmissione telematica della certificazione unica;

  • la predisposizione più strutturata delle lettere di compliance, per la regolarizzazione in tempi brevi in caso di omessa dichiarazione e, più in generale, per la correzione di errori e omissioni, finora all’origine di accertamenti;

  • la disponibilità per i cittadini delle informazioni di dettaglio sulle spese sanitarie sostenute;

  • più in generale, la migliore conoscenza degli oneri detraibili e deducibili, con riferimento a spese di cui prima il contribuente ignorava la portata.

Fatturazione elettronica

Ruffini sul tema della fatturazione elettronica ha spiegato che ben il 30% delle imprese italiane utilizza il sistema digitale della fatturazione elettronica, rispetto ad una media europea del 18%.

Da quando in vigore in Italia, nel giugno del 2014, il sistema ha gestito oltre 75 milioni e mezzo di file fattura, emesse da 988 mila fornitori, e più di 70 milioni sono stati quelli recapitati alle amministrazioni pubbliche.

Nonostante la grossa mole di traffico degli ultimi tre anni, il sistema è riuscito comunque a mantenere i suoi standard qualitativi nella prestazione dei servizi.

Secondo il numero uno delle Entrate, dunque, “la fatturazione elettronica è un destino segnato" anche se l'eventuale estensione obbligatoria tra privati è una scelta che spetta alla politica.

Caos spesometro

L'occasione dell'Audizione alla Camera è stata colta da Ruffini anche per rilasciare un commento ufficiale sulla vicenda della privacy dello spesometro.

Dopo aver annunciato che il problema del blocco della sezione online è risolto, anche se con un ripristino del sistema in maniera parziale, Ruffini ha evidenziato in che modo è stata superata anche l'anomalia della piattaforma sollevata dai professionisti circa la privacy dei contribuenti. L'applicativo è stato, ora, modificato tanto da non non permette più di visualizzare i dati di altri soggetti, se non quello di chi vi accede.

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  • eDotto.com – Edicola 26 settembre 2017 - Nuovo spesometro, nuovo slittamento, vecchie criticità. Allarme violazione privacy – G. Lupoi
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