Case green: infrazione UE contro l’Italia per i mancanti piani di ristrutturazione
Pubblicato il 12 marzo 2026
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La Commissione europea ha avviato una procedura di infrazione contro l’Italia e altri 18 Stati membri per il mancato invio, entro il 31 dicembre 2025, del Piano nazionale di ristrutturazione edilizia previsto dalla direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici, nota come direttiva “Case green”.
L’iniziativa rappresenta il primo passaggio del procedimento previsto dal diritto dell’Unione per garantire la corretta attuazione delle norme europee in materia di efficienza energetica e decarbonizzazione del patrimonio immobiliare.
Direttiva Case green e obbligo dei piani nazionali
Il riferimento normativo è la Direttiva (UE) 2024/1275 sulla prestazione energetica degli edifici (Energy Performance of Buildings Directive – EPBD), che introduce nuovi strumenti di pianificazione per guidare la transizione energetica del settore edilizio.
Il piano deve definire:
- la strategia nazionale di riqualificazione energetica del patrimonio immobiliare;
- la mappatura dello stato energetico degli edifici;
- le misure di sostegno e gli strumenti finanziari per gli interventi di efficientamento;
- le traiettorie di riduzione dei consumi energetici nel lungo periodo.
L’obiettivo della direttiva è la progressiva decarbonizzazione del patrimonio edilizio entro il 2050, con tappe intermedie di riduzione dei consumi energetici degli edifici residenziali:
- –16% entro il 2030;
- –20/22% entro il 2035.
Il ritardo nella presentazione dei piani
La direttiva stabilisce che gli Stati membri trasmettano alla Commissione europea la bozza del piano nazionale entro il 31 dicembre 2025, per consentire una valutazione preventiva delle strategie nazionali.
Alla scadenza del termine diversi Paesi non avevano ancora inviato la documentazione richiesta. Per questo motivo la Commissione ha deciso di inviare una lettera di costituzione in mora, avviando formalmente la procedura di infrazione.
La misura riguarda 19 Stati membri, tra cui:
- Italia
- Francia
- Germania
- Belgio
- Paesi Bassi
- Austria
- Polonia
- Portogallo
- Svezia
- Grecia
- Irlanda
e altri Paesi dell’Unione europea.
Le fasi della procedura di infrazione
La lettera di costituzione in mora rappresenta il primo stadio della procedura prevista dall’articolo 258 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE).
In questa fase:
- la Commissione contesta formalmente la violazione del diritto europeo;
- lo Stato membro interessato dispone di due mesi per presentare osservazioni o adottare le misure richieste.
Se la risposta non è ritenuta soddisfacente, la Commissione può proseguire con:
- l’emissione di un parere motivato;
- l’eventuale ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea.
Il ruolo dei piani per la transizione energetica
Secondo la Commissione europea, i Piani nazionali di ristrutturazione edilizia costituiscono uno strumento strategico per:
- migliorare l’efficienza energetica degli edifici;
- ridurre le emissioni di gas serra del settore edilizio;
- garantire certezza normativa e stabilità agli investimenti nel comparto immobiliare.
La trasmissione tempestiva dei piani consente inoltre alla Commissione di verificare che le strategie nazionali siano complete, attuabili e coerenti con gli obiettivi climatici dell’Unione europea.
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