23 settembre 2011

Contratto a tempo determinato: tra conversione del rapporto e lavoro nero

L'impresa Alfa assume a tempo determinato tre dipendenti: Tizio, Caio e Sempronio. I contratti di Tizio e di Caio vengono stipulati per una durata inferiore a sei mesi, dal 01/03/11 al 30/06/2011. La causale giustificativa del termine reca la dicitura “per la necessità di utilizzare figure professionali specializzate da impiegare nell’attività di installazione, di collaudo e di avvio di nuovi software volti al rinnovamento delle procedure amministrative e commerciali”. Il contratto di Sempronio invece viene stipulato per una durata superiore a sei mesi dal 01/01/2011 al 31/07/2011 per “esigenze produttive dovute a incremento di attività”. Ciascuno dei predetti dipendenti, alla scadenza del termine pattuito, su richiesta dell'Impresa Alfa, continua la propria prestazione: Tizio per 10 giornate; Caio per 25 giornate; Sempronio per 35 giornate. A fronte di tale prosecuzione, l'Impresa Alfa non effettua alcuna comunicazione al servizio per l'impiego, né assolve in favore dei dipendenti ad alcun obbligo retributivo e contributivo. In data 20/10/2011 la DPL svolge accertamenti di competenza, le cui risultanze evidenziano che la prestazione di Tizio e Caio è stata conforme al programma contrattuale. Per la prosecuzione dell'attività di Tizio viene adottata diffida accertativa. Il contratto di Caio viene invece convertito a tempo indeterminato a decorrere dal 21/07/2011, vengono conteggiate cinque giornate effettive di lavoro in nero e viene diffidato il datore di lavoro a consegnare una corretta lettera di assunzione a Caio. Anche in favore di tale lavoratore viene adottata diffida accertativa. Rispetto alla posizione di Sempronio la DPL non effettua alcun accertamento sulle modalità di svolgimento della prestazione e converte il contratto in tempo indeterminato con decorrenza dalla data di instaurazione del rapporto, cioè dal 01/01/2011. Oltre alla diffida accertativa, viene inoltre applicata la sanzione per lavoro nero per le 35 giornate successive alla scadenza del termine apposto al contratto e viene diffidato il datore di lavoro a consegnare una corretta lettera di assunzione al lavoratore Sempronio. I disvalori contenuti nel libro unico, per effetto delle violazioni sopra descritte, vengono sanzionati con diffida ex art. 13 D.lgs. n. 124/04. A parere degli scriventi l'operato della DPL è sostanzialmente corretto: vediamo perché.
Contenuto riservato! Accedi o registrati gratuitamente.