Dati sanitari: proroga può creare effetto domino

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Dati sanitari: proroga può creare effetto domino

La direttrice dell’agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, in audizione in Commissione di vigilanza sull’Anagrafe tributaria, ha spiegato come il patrimonio informativo dell'Anagrafe tributaria a disposizione dell’Agenzia ha consentito una costante crescita del contrasto all’evasione. Ora si punta su forme di comunicazione preventiva, che già sono state avviate con la recente iniziativa dell’Agenzia che ha allertato 65mila contribuenti, tramite Pec o posta ordinaria, su possibili irregolarità commesse nelle dichiarazioni Iva 2014, consentendo a 48mila contribuenti di sanare la propria situazione.

Si va verso nuove tecnologie informatiche

Il prossimo obiettivo è di adottare nuove tecnologie informatiche che possano aumentare ulteriormente le strategie di analisi del rischio e la realizzazione di nuove forme di comunicazione anche in termini preventivi rispetto alle scadenze fiscali.

La proroga dell'invio dei dati sanitari per la precompilata

Quanto alla richiesta di proroga da parte dei professionisti, la Orlandi non la esclude ma ne sottolinea l'effetto domino sugli altri termini della precompilata.

L'Agenzia e Sogei, comunque, stanno cercando di valutare le implicazioni, ma la direttrice spiega che “i dati sono sensibili e che il Garante della Privacy ha dato ai contribuenti un mese di tempo (1°-28 febbraio) per inibire il trattamento del dato”. Dunque, con lo slittamento si rischia di poter lavorare i dati solo da marzo, stringendo i tempi necessari a Sogei per l’elaborazione.

Inoltre, alla proroga dell’invio dovrebbe conseguire un rinvio del termine per l’esercizio dell’opposizione da parte dei cittadini all’utilizzo dei dati, che dura 30 giorni: troppi per le successive elaborazioni di Sogei.

I rischi: si va dal ritardo sui rimborsi per i contribuenti a credito, alla possibilità che tali spese non rientrino nel prossimo 730 precompilato, con l'obbligo per pensionati e dipendenti di inserirle.

L'Agenzia rileva, infine, il problema con le farmacie, alcune associazioni di categoria “hanno equivocato sul termine e non hanno conservato parte degli scontrini....c’è una difficoltà oggettiva della categoria, la memoria è stata cancellata e le informazioni sono irrecuperabili”.

Sul versante sanzioni, il ritardo lieve o lievi errori nell'invio per il primo anno sono scusati. Tuttavia, afferma la direttrice, resta da definire l’entità del ritardo tollerabile: “non ha senso applicare sanzioni in questa prima fase collaborativa e di sviluppo, ma allo stesso tempo non posso dire: se non li trasmetti non fa niente”.

Diatriba tra il Garante della privacy e la Orlandi

Il Garante della privacy, chiamato in causa, risponde che la responsabilità dell’Authority per eventuali ritardi nell’erogazione dei rimborsi fiscali è assolutamente priva di fondamento e che semmai sono Agenzia e Mef ad aver inviato in ritardo, per il previsto parere, il provvedimento attuativo relativo all’utilizzo dei dati delle spese sanitarie ai fini dell’elaborazione della precompilata.

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  • eDotto.com - Edicola del 16 gennaio 2016 - Cndcec: proroga invio dati spese sanitarie - Moscioni