Ddl lavoro autonomo approvato in Commissione Lavoro

Ddl lavoro autonomo approvato in Commissione Lavoro

La Commissione Lavoro della Camera ha approvato il Ddl sul lavoro autonomo e agile che ora passa all'esame dell'Aula, dove è atteso per lunedì 6 marzo.

Un altro passaggio importante è stato compiuto verso il via libera definitivo allo Statuto del lavoro autonomo: il provvedimento, che nel corso dell'iter parlamentare si è arricchito di due ulteriori articoli rispetto al testo iniziale (24 articoli complessivi), dovrà poi tornare in seconda lettura al Senato, senza subire ulteriori modifiche rispetto all'impianto attuale.

Le forze politiche in Parlamento hanno sostenuto il testo del Ddl lavoro autonomo, con i circa 250 emendamenti depositati, a testimonianza della necessità di estendere tutele e diritti a questa categoria di lavoratori.

Più tutele per i lavoratori autonomi

Le princiapli modifiche che sono rientrate nel testo del provvedimento sono le seguenti:

- la possibilità di partecipazione per i lavoratori autonomi a bandi e appalti pubblici, ma solo per la prestazione di servizi per evitare contrapposizioni con le aziende;

- la possibilità di creare reti di professionisti per partecipare alle reti di imprese, per costituire consorzi stabili professionali o associazioni temporanee professionali, al fine di partecipare ai bandi e concorrere all’assegnazione di incarichi e appalti privati;

- i lavoratori autonomi sono equiparati alle PMI per partecipare ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei;

- l'estensione, a partire dal 1° luglio 2017, della Dis-coll (indennità di disoccupazione per i collaboratori) anche “ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio”, a fronte di un incremento dell’aliquota contributiva pari allo 0,51%. La stessa misura dal 1° luglio diventerà strutturale, dopo che era stata prorogata dal maxiemendamento al Milleproroghe fino al 30 giugno 2017;

- lo smart working diviene una modalità di svolgimento del lavoro subordinato e si apre alla possibilità di fare riferimento ai trattamenti previsti dai contratti collettivi (non solo nazionali ma anche aziendali, ossia tutti quelli indicati nell’articolo 51 del Dlgs 81/2015);

- è attesa una specifica delega per estendere le tutele su maternità e malattia ai collaboratori della gestione separata (non pensionati e non iscritti ad altre forme previdenziali), che saranno autofinanziate con un aumento dell’aliquota non superiore a 0,5 punti percentuali

- è estesa ai professionisti la deduzione integrale, entro un tetto annuo di 10mila euro, delle spese per master, corsi di formazione e convegni;

- sempre con riferimento ai professionisti, potranno essere “scaricati” fiscalmente anche gli oneri sostenuti per la garanzia contro il mancato pagamento delle prestazioni.

Allegati

Anche in

  • eDotto.com – Edicola 1 marzo 2017 - Dis-coll ad assegnisti e dottorandi di ricerca – Pichirallo
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