Dl Ristori, sospeso l’acconto Iva 2020. Rinuncia all’esonero contributivo

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Dl Ristori, sospeso l’acconto Iva 2020. Rinuncia all’esonero contributivo

Nel maxi-emendamento al DL “Ristori” (DL n. 137/2020), che è stato approvato dall’aula del Senato e che ora è alla Camera per la lettura definitiva, sono entrate diverse sospensioni e proroghe di versamenti fiscali, oltre agli sgravi contributivi e nuovi bonus.

Nel Ddl molto corposo, che ha inglobato anche i contenuti degli altri 3 decreti Ristori (Dl n. 149/2020, 154/2020 e 157/2020), è confluita anche la sospensione dei termini di versamento Iva, che va ad affiancarsi:

  • alla conferma della proroga al 30 aprile 2021 dei versamenti della seconda o unica rata dell'acconto 2020 delle imposte sui redditi e dell’IRAP per i contribuenti che rispettano specifici requisiti;

  • all’esenzione del pagamento della seconda rata dell’IMU 2020 per gli immobili e le relative pertinenze in cui si svolgono le attività riferite ai codici ATECO riportati nell'allegato 1 del provvedimento;

  • alla proroga dal 1° gennaio al 31 marzo 2021 dell'esonero TOSAP e COSAP in favore degli esercizi di ristorazione e di somministrazione di pasti e di bevande.

Decreto Ristori, sospensione acconto Iva di dicembre

Nello specifico, nel maxi-emendamento vi è anche la sospensione dei termini di versamento Iva in scadenza nel mese di dicembre 2020, compreso l’acconto 2020, per tutti quei soggetti che risultano maggiormente colpiti dalle misure restrittive messe in atto per fronteggiare l’emergenza Coronavirus.

I versamenti sospesi andranno effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021, oppure mediante rateizzazione, fino ad un massimo di quattro rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021.

La sospensione del versamento riguarda i soggetti esercenti attività d'impresa, arte o professione, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato e che hanno intrapreso l'attività di impresa, di arte o professione, in data successiva al 30 novembre 2019.

Si tratta, nello specifico, di coloro che hanno ricavi o compensi non superiori a 50 milioni di euro nel 2019 (ovvero, nel periodo d’imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del D.L. n.157/2020) e che hanno subito un “calo del fatturato” o dei corrispettivi di almeno il 33% nel mese di novembre dell'anno 2020 rispetto al mese di novembre 2019.

Inoltre, sono esonerati dal versamento tutti i soggetti che esercitano le attività economiche sospese ai sensi dell'articolo 1 del D.P.C.M. del 3.11.2020 e che esercitano servizi di ristorazione, che sono stati chiusi.

Per i soggetti che non possono beneficiare della sospensione del versamento, l’acconto Iva dovuto entro il termine del 28 dicembre 2020, cadendo il prossimo 27 dicembre di un giorno festivo, viene determinato secondo gli ordinari criteri.

Decreto Ristori, rinuncia esonero contributivo anche per singoli lavoratori

Il Senato ha approvato una modifica, inserita in sede di conversione dell’articolo 12, comma 15 del Dl n.137/2020, che disciplina la possibilità per i datori di lavoro privati di rinunciare all’esonero contributivo introdotto dal successivo Decreto Agosto (Dl 104/2020) in favore della fruizione della cassa integrazione.

In base a tale modifica, si attribuisce al datore di lavoro la facoltà di rinunciare all’esonero contributivo in favore della Cig, anche con riferimento ad una sola parte dei lavoratori dell’azienda.

Dato che tale possibilità è riconosciuta per la “frazione di esonero richiesta e non fruita”, la rinuncia al beneficio contributivo e l’opzione per la Cig dovrebbe riguardare solo i mesi per i quali l’esonero non è stato ancora effettivamente utilizzato, cioè quelli non esposti nel flusso Uniemens e non recuperati all’interno dello stesso.

Pertanto, la nuova opzione potrà essere fruita dai datori di lavoro che hanno già richiesto l’esonero tramite la presentazione dell’istanza per ottenere l’attribuzione del codice di autorizzazione 2Q, ma limitatamente ai periodi di agevolazione non ancora fruiti. Di conseguenza, le aziende non dovrebbero essere chiamate a fare rettifiche di flussi o di procedure di regolarizzazione di mesi già chiusi.

Sarà, inoltre, compito dell’Inps chiarire se i datori di lavoro interessati saranno tenuti ad ulteriori obblighi di comunicazione o dichiarazione (comunicazione di rinuncia all’esonero per determinati periodi) o se basterà di fatto interrompere (totalmente o parzialmente) la fruizione dello stesso, e contemporaneamente presentare una nuova domanda di Cigo, Cigd o assegno ordinario.

Decreto Ristori, Fondo unico per le associazioni e le società sportive dilettantistiche

Da segnalare, infine, anche la nascita del Fondo unico per il sostegno delle associazioni e delle società sportive dilettantistiche, con una dotazione di spesa che sale a 142 milioni di euro, dai 50 milioni inizialmente stanziati.

Il Fondo dovrebbe essere impiegato, nel prossimo futuro, per assicurare un adeguato ristoro e sostegno alla ripresa e all’incremento delle attività sportive in ragione del loro interesse generale per la collettività.

Per l’operatività del Fondo e l’impiego concreto delle risorse finanziare si attende l’emanazione dei relativi provvedimenti attuativi. Si ricorda che l’intera gestione delle suddette risorse è affidata al Capo del dipartimento per lo sport della presidenza del Consiglio dei ministri che, appunto, dovrà disporre per la loro erogazione.

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