Dumping del lavoro, approvato il Ddl di delegazione europea

Dumping del lavoro, approvato il Ddl di delegazione europea

Importante freno al fenomeno del dumping europeo del lavoro. L’1 ottobre 2019 sono state approvate, in via definitiva dalla Camera con 264 voti favorevoli e uno contrario, le disposizioni contenute nel Ddl di delegazione europea (Ac 1201-B).

Il Disegno di legge, composto da 26 articoli che recano disposizioni di delega riguardanti il recepimento di 26 direttive europee, nonché l'adeguamento a dieci regolamenti comunitari, contiene numerose novità, come ad esempio:

  • l’istituzione di un test di proporzionalità prima dell'approvazione di una qualsiasi norma che impatti sul mondo professionale, finalizzato a garantire la più ampia libertà d'accesso alla professione;
  • la definizione di norme specifiche per favorire l'impegno a lungo termine degli azionisti, per incoraggiare una maggiore stabilità finanziaria;
  • il recepimento della direttiva PIF (Protezione di Interessi Finanziari), che invita gli Stati a rafforzare l’apparato sanzionatorio e repressivo con particolare attenzione all’IVA.

Ma le principali novità riguardano senza dubbio le cd. norme antidumping in tema di distacco dei lavoratori. Vediamoli nel dettaglio.

Dumping del lavoro, distacco massimo di dodici mesi

Per quanto concerne le norme in tema di distacco dei lavoratori, dalla lettura del testo del Ddl si legge che il governo dovrà recepire – entro il 30 luglio 2020 – la Direttiva 2018/957, la quale stabilisce che:

  • la durata massima del distacco transazionale è di un anno, con la possibile proroga di sei mesi;
  • durante i primi 18 mesi, i contributi dovranno essere versati nel paese d'origine mentre le retribuzioni saranno quelle del paese ospitante;
  • dopo i 18 mesi, al lavoratore dovranno essere garantite tutte le condizioni del paese che lo ha accolto.

Testo di proporzionalità prima di introdurre norme per i professionisti

Come anticipato in premessa, il Ddl ha previsto anche l’introduzione di un test di proporzionalità, che consiste per l’appunto nello svolgimento di valutazioni di proporzionalità prima dell'introduzione di nuove disposizioni che limitino l'accesso alle professioni regolamentate.

Tali limitazioni, in particolare, potranno essere previste solo se giustificate da motivi di interesse generale, individuati in ordine pubblico, sicurezza e sanità.

Il recepimento della direttiva PIF (Protezione di Interessi Finanziari)

Infine, si segnala che all’art. 9 del Ddl di delegazione europea è prevista l’adozione della Direttiva 2017/1371, che estende la responsabilità amministrativa delle imprese in ambito Iva anche al penale tributario. In altre parole, gli Stati potranno adottare le misure necessarie affinché la persona giuridica riconosciuta responsabile sia sottoposta a sanzioni effettive, proporzionate e dissuasive, che comprendono sanzioni pecuniarie penali o non penali.

 

Allegati

Anche in

  • edotto.com – Edicola del 3 agosto 2019 - Distacco transnazionale, linee guida per l’attività ispettiva – Bonaddio
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