Fatturazione elettronica. No alla banca dati Entrate, archiviati solo i dati fiscali

Fatturazione elettronica. No alla banca dati Entrate, archiviati solo i dati fiscali

Sciolto il nodo fatturazione elettronica da parte del Garante della privacy. Dopo un tavolo tecnico, durato un mese, sulle criticità evidenziate circa la compatibilità con la normativa in materia di protezione dei dati personali della procedura di fatturazione elettronica obbligatoria tra privati, che partirà il 1° gennaio 2019, il Garante Antonello Soro ha dato il suo via libera alle modifiche apportate dall'Agenzia delle Entrate all'impianto originario della fatturazione elettronica.

Con un provvedimento del 20 dicembre 2018, dunque, si autorizza la regolare partenza della procedura elettronica di fatturazione, a decorrere dal nuovo anno, con le correzioni dettate dal tavolo tecnico fra Garante, Mef, Agenzia Entrate, Agid, Consigli nazionali dei dottori commercialisti e dei consulenti del lavoro e Assosoftware.

Criticità: rischio improprio dell'utilizzo dei dati da parte delle Entrate

Il rilievo mosso dal Garante all’Amministrazione finanziaria è che l’Agenzia, oltre a recapitare le fatture ai contribuenti attraverso il sistema di interscambio, avrebbe anche archiviato integralmente tutti i file delle fatture elettroniche che contengono di per sé informazioni di dettaglio, anche non rilevanti a fini fiscali, sui beni e servizi acquistati, come le abitudini e le tipologie di consumo, legate alla fornitura di servizi energetici, di telecomunicazione o trasporto, o addirittura l’indicazione puntuale delle prestazioni legali o sanitarie.

Sì alla e-fattura ma senza archiviazione gratuita

Con il provvedimento di ieri, invece, il Garante Soro autorizza la regolare partenza della procedura elettronica, ma a delle condizioni.

Si legge nel comunicato, che accompagna il documento, che: il nuovo sistema di e-fattura prevede, invece, che l’Agenzia si limiti a memorizzare solo i dati fiscali necessari per i controlli automatizzati (es. incongruenze tra dati dichiarati e quelli a disposizione dell’Agenzia), con l’esclusione della descrizione del bene o servizio oggetto di fattura. Dopo il periodo transitorio, indispensabile a modificare il sistema, nuovi servizi di consultazione delle fatture saranno resi disponibili solo su specifica richiesta del contribuente, sulla base di accordi che saranno esaminati dall’Autorità.

I soggetti che erogano prestazioni sanitarie non dovranno emettere fattura elettronica.

Pertanto, quindi, da gennaio prossimo partirà regolarmente la fatturazione elettronica obbligatoria tra privati, ma senza l’archiviazione gratuita dei documenti nella banca dati delle fatture da parte dell’Agenzia.

Dunque, nessuna archiviazione dei documenti, ma saranno memorizzati solo i dati fiscali per i controlli automatizzati e l'Agenzia potrà archiviare le fatture solo su richiesta dei contribuenti che avranno la necessità di consultarle.

Al fine di disincentivare l’uso improprio della procedura, il Garante ha, poi, lanciato un monito, mettendo in guardia tutti gli operatori, gli intermediari e i tecnici sul fatto che alcune clausole contrattuali predisposte dalle società di software possono violare il Regolamento GDPR ed espongono a sanzioni.

L’opzione per la Gdo rende obbligatorio il rilascio di scontrini fiscali

Dal 2019, i contribuenti che potrebbero incontrare maggiori difficoltà operative sono quelli che hanno esercitato l’opzione per la Grande distribuzione (articolo 1, commi da 429 a 432, Legge 311/2004), che garantiva la possibilità di emettere uno scontrino non fiscale a condizione di trasmettere in via telematica alle Entrate, distintamente per ciascun punto vendita, l’ammontare complessivo dei corrispettivi giornalieri.

Dal nuovo anno, infatti, coloro che hanno esercitato questa opzione – le disposizioni per la trasmissione telematica per la Gdo sono state prorogate sino al 31 dicembre 2018 dalla Legge 205/2017 - dovranno essersi allineati alle disposizioni per la trasmissione telematica dei corrispettivi esercitando l’opzione e installando i registratori telematici presso i punti vendita.

In caso contrario, dovranno procedere alla rifiscalizzazione del loro punto vendita, utilizzando i registratori di cassa oppure le ricevute fiscali o emettendo e-fattura, perché altrimenti l’operazione non risulterebbe correttamente documentata dal punto di vista fiscale.

Nulla cambia per chi non ha esercitato alcuna opzione, né quella per la Gdo né quella per l’invio dei corrispettivi tramite registratori telematici. Si tratta della maggior parte dei commercianti al minuto e degli artigiani, le cui operazioni potranno continuare ad essere documentate come avviene ora, cioè mediante rilascio di scontrino o ricevuta fiscali oppure di fattura elettronica dal 1° gennaio prossimo.

Queste precisazioni sono stare rese dall’Agenzia delle Entrate con la risposta ad interpello n. 118 del 19 dicembre 2018.

Intermediari, deleghe più veloci sul web

Intanto, l’Agenzia delle Entrate prosegue a mettere a punto tutto ciò che è necessario per agevolare il passaggio alla fatturazione elettronica.

Con comunicato del 20 dicembre 2018, infatti, si rende noto che per attivare le deleghe ricevute dai contribuenti e utilizzare i servizi di fatturazione elettronica, gli intermediari possono servirsi delle procedure online messe a disposizione dall’Agenzia delle Entrate, accorciando così i tempi di operatività degli “incarichi”.

A seconda delle proprie esigenze, l’intermediario può utilizzare sia il servizio web “puntuale” sia quello “massivo”, che permette di inviare con un unico file le richieste di attivazione di tutte le deleghe ricevute.

In questi casi l’attivazione è automatica e avviene entro 2 giorni dalla richiesta senza necessità di recarsi presso gli uffici territoriali dell’Agenzia o di inviare PEC che richiedono 5 giorni lavorativi per la loro lavorazione.

Cndcec, stallo portale HUB B2B terminato

Dopo il mal funzionamento del portale Cndcec, dovuto a problemi tecnici della società Unimatica che gestisce la piattaforma, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti rende noto che "Unimatica sta inoltrando a tutti gli iscritti le PEC di attivazione alla piattaforma HUB B2B".

Il servizio è funzionante e pronto a gestire le attività di fatturazione (attiva e passiva) per i commercialisti e tutti i loro clienti. Sin dal momento della registrazione è possibile per il professionista sottoscrivere anche il servizio di conservazione a norma di Unimatica, al costo di un centesimo a fattura.

In futuro sarà possibile effettuare la conservazione anche di tutti gli altri documenti di tipo amministrativo e fiscale (libri, registri, deleghe, dichiarazioni etc).

Allegati

Anche in

  • eDotto.com – Edicola del 20 dicembre 2018 - Fatturazione elettronica, nessun vantaggio per gli agricoltori. Difficoltà tecniche per il portale Cndcec – Moscioni
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