Frode alimentare, nuove pene e controlli: sì definitivo alla riforma
Pubblicato il 16 aprile 2026
In questo articolo:
- Nuovo Capo II-bis del codice penale: i delitti contro il patrimonio agroalimentare
- I nuovi reati: frode alimentare e commercio con segni mendaci
- Inasprimento delle sanzioni e nuove circostanze aggravanti
- Sanzioni accessorie e confisca: rafforzamento degli strumenti repressivi
- Rafforzamento delle indagini e della tutela processuale
- Tracciabilità e controlli: nuove misure per la filiera agroalimentare
- Cabina di regia e coordinamento dei controlli
- Sanzioni amministrative: criteri proporzionali e impatto sul fatturato
- Ambiti settoriali: latte, pesca e filiere sensibili
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La Camera dei deputati, nella seduta del 15 aprile 2026, ha approvato in via definitiva il disegno di legge di iniziativa governativa volto a rafforzare la tutela del patrimonio agroalimentare.
Il provvedimento, collegato alla manovra di finanza pubblica, interviene in modo organico sul sistema sanzionatorio penale e amministrativo, con l’obiettivo di contrastare in maniera più efficace le frodi nel settore alimentare.
L’intervento normativo si concentra su tre direttrici principali: maggiore tipizzazione delle condotte illecite, inasprimento delle sanzioni e rafforzamento dei sistemi di controllo e tracciabilità lungo la filiera.
Nuovo Capo II-bis del codice penale: i delitti contro il patrimonio agroalimentare
Uno degli elementi centrali della riforma è l’introduzione, nel Titolo VIII del Libro II del codice penale, del nuovo Capo II-bis, dedicato ai delitti contro il patrimonio agroalimentare.
Tale intervento consente di attribuire autonomia sistematica alla tutela penale del settore agroalimentare, fino ad oggi disciplinata attraverso fattispecie eterogenee. La riforma realizza, pertanto, una razionalizzazione normativa e una maggiore specializzazione delle disposizioni incriminatrici.
I nuovi reati: frode alimentare e commercio con segni mendaci
Il disegno di legge introduce due nuove fattispecie penali.
La prima è la frode alimentare (art. 517-sexies c.p.), che punisce le condotte relative ad alimenti, acque o bevande che risultano difformi, per origine, provenienza, qualità o quantità, rispetto a quanto dichiarato o pattuito. La fattispecie assume carattere residuale, trovando applicazione nei casi in cui il fatto non integri reati più gravi.
La seconda è il commercio di alimenti con segni mendaci (art. 517-septies c.p.), configurata come una specifica ipotesi di frode caratterizzata dall’utilizzo di indicazioni o segni distintivi falsi o ingannevoli. La norma richiede il dolo specifico, ossia la finalità di indurre in errore il consumatore. La condotta rileva anche se realizzata mediante strumenti digitali o canali di vendita a distanza, estendendo così la tutela alle moderne modalità di commercializzazione.
Inasprimento delle sanzioni e nuove circostanze aggravanti
Il provvedimento interviene in modo significativo anche sulle fattispecie già esistenti, in particolare sul reato di contraffazione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di origine (art. 517-quater c.p.), ampliandone l’ambito applicativo e inasprendo il trattamento sanzionatorio.
Viene inoltre introdotto un articolato sistema di circostanze aggravanti, applicabili soprattutto ai nuovi reati, tra cui:
- coinvolgimento di prodotti DOP o IGP o qualificati come biologici in assenza di certificazione;
- utilizzo di documentazione falsa o dichiarazioni mendaci agli organismi di controllo;
- rilevante quantità dei prodotti oggetto di frode;
- realizzazione delle condotte mediante organizzazione stabile e attività continuative.
Il concorso di più aggravanti comporta un ulteriore incremento della pena. È prevista, in senso opposto, una circostanza attenuante ad effetto speciale per chi collabori concretamente con l’autorità giudiziaria.
Sanzioni accessorie e confisca: rafforzamento degli strumenti repressivi
La riforma introduce un significativo rafforzamento delle sanzioni accessorie. In particolare, nei casi più gravi o di recidiva, il giudice può disporre la chiusura temporanea o definitiva dello stabilimento in cui è stato commesso il reato.
È inoltre prevista l’interdizione dall’esercizio di attività imprenditoriali e il divieto di accesso a contributi pubblici, finanziamenti o agevolazioni.
Sul piano patrimoniale, viene stabilita la confisca obbligatoria dei beni che costituiscono il prodotto, il profitto o il prezzo del reato, nonché degli strumenti utilizzati per commetterlo, con possibilità di ricorrere anche alla confisca per equivalente. La disciplina si applica anche nei casi di definizione del procedimento mediante patteggiamento.
La riforma incide altresì sulla responsabilità amministrativa degli enti, estendendo l’ambito applicativo del decreto legislativo n. 231 del 2001 ai reati più gravi in materia agroalimentare.
Rafforzamento delle indagini e della tutela processuale
Il disegno di legge introduce modifiche al codice di procedura penale al fine di rendere più efficaci le attività investigative.
Tra le principali novità si segnalano:
- la possibilità per il pubblico ministero di effettuare ispezioni senza preavviso al difensore, in presenza di rischio di alterazione delle prove;
- l’estensione delle intercettazioni telefoniche ai procedimenti per i nuovi reati;
- l’ampliamento dell’incidente probatorio alle analisi su alimenti deteriorabili.
È inoltre prevista la destinazione a fini sociali dei prodotti sequestrati idonei al consumo, mediante devoluzione gratuita a soggetti bisognosi o enti con finalità assistenziali.
Tracciabilità e controlli: nuove misure per la filiera agroalimentare
Il provvedimento rafforza il sistema dei controlli lungo la filiera, intervenendo sugli obblighi di tracciabilità previsti dalle regole UE.
Tra le principali innovazioni si evidenziano:
- l’istituzione del Registro unico delle movimentazioni del latte di bufala nell’ambito del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN);
- l’introduzione di un contrassegno per prodotti DOP e IGP, volto a garantirne l’autenticità nella fase di immissione al consumo;
- l’adozione di un Piano straordinario di controllo nazionale sui prodotti lattiero-caseari.
Tali strumenti sono finalizzati a migliorare la trasparenza e la rintracciabilità dei prodotti, riducendo il rischio di frodi.
Cabina di regia e coordinamento dei controlli
Al fine di razionalizzare l’attività ispettiva, la legge istituisce presso il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste una cabina di regia per i controlli amministrativi nel settore agroalimentare.
La struttura ha il compito di:
- coordinare le attività dei diversi organi di controllo;
- definire annualmente un piano operativo dei controlli;
- promuovere campagne straordinarie di verifica.
L’obiettivo è quello di migliorare l’efficacia dei controlli, evitando duplicazioni e sovrapposizioni tra le diverse autorità competenti.
Sanzioni amministrative: criteri proporzionali e impatto sul fatturato
La riforma interviene anche sul sistema delle sanzioni amministrative, superando il modello delle sanzioni pecuniarie fisse, in linea con quanto stabilito dalla Corte costituzionale (sentenza n. 40 del 2023).
Le nuove disposizioni prevedono sanzioni:
- determinate entro un minimo e un massimo;
- in alcuni casi commisurate al fatturato dell’impresa.
Il legislatore interviene, inoltre, su specifici ambiti quali etichettatura, indicazione dell’origine e utilizzo delle denominazioni alimentari, introducendo un sistema sanzionatorio più proporzionato e dissuasivo.
Ambiti settoriali: latte, pesca e filiere sensibili
Il disegno di legge contiene disposizioni specifiche per alcune filiere particolarmente esposte a fenomeni fraudolenti.
In particolare:
- viene disciplinato in modo più rigoroso l’utilizzo delle denominazioni relative ai prodotti lattiero-caseari, con l’introduzione di sanzioni dedicate;
- sono rafforzati i controlli e le misure di tracciabilità nella filiera del latte di bufala;
- è revisionato il sistema sanzionatorio nel settore della pesca, con una maggiore proporzionalità delle sanzioni in relazione alla gravità delle violazioni e all’impatto ambientale.
L’insieme delle misure conferma un approccio sistemico alla tutela del comparto agroalimentare, con interventi mirati sui settori maggiormente sensibili.
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