13 settembre 2018

Il regime intertemporale del “nuovo” contratto a termine

Premessa

Il principio per cui la legge non dispone che per l'avvenire e non ha effetto retroattivo, codificato all’art. 2 disp. prel. c.c., non basta nella sua semplicità a disciplinare fatti o rapporti di carattere continuativo e che si svolgono sotto l'impero successivo di leggi diverse. Invero generalmente accade che nel momento in cui entra in vigore una nuova legge atti o rapporti, compresi nella materia da essa regolata, siano ancora in corso e risultino sottoposti alla disciplina della fonte normativa su cui va a incidere la nuova regolamentazione. Con l’espressione regime transitorio o intertemporale si allude, per l’appunto, alle norme che disciplinano la fase di passaggio tra la legislazione precedente e quella nuova e che hanno la finalità di risolvere il conflitto tra queste leggi, onde fornire certezza ai rapporti giuridici.
Non è revocabile in dubbio che la L. n. 96/18, adottata per la conversione del D.L. n. 87/18, nell’introdurre una disciplina transitoria alle proroghe e ai rinnovi contrattuali, abbioa cercato di dare certezza ai rapporti in essere. Sennonché tali intendimenti sembrano che siano stati traditi da una penna forse eccessivamente frettolosa.
Senza la pretesa di completezza e con l’avvertenza della estrema criticità della materia si può passare all’esame della disciplina transitoria introdotta dalla L. n. 96 cit.

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