Legge di bilancio 2024, verso la riduzione di Irpef e Ires e global minimum tax

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Legge di bilancio 2024, verso la riduzione di Irpef e Ires e global minimum tax

Sarà presentato lunedì 16 ottobre – nella già convocata riunione (ore 9.30) del Governo - il Documento Programmatico di Bilancio da inviare a Bruxelles. Ma non solo: in primo piano anche i primi decreti legislativi che riguardano novità per persone fisiche e società e l’introduzione della global minimum tax dal 1° gennaio 2024.

In attesa dell’ufficialità che arriverà solo alla fine dell’adunanza di lunedì 16/10, analizziamo quanto è dato sapere ad oggi.

Legge di bilancio 2024

Come già anticipato dal ministro Giorgetti, nel disegno di legge di bilancio 2024 che sarà approvato in Consiglio dei Ministri, l’attenzione si incentrerà su sostegni a contribuenti con redditi e pensioni medio bassi, sulla famiglia e sulla sanità.

Occorrerà vedere come il Governo agirà a livello di risorse per tener fede a quanto detto. Era stato già annunciato che i tagli porteranno grandi sacrifici che non saranno facili “da digerire”.

Riforma fiscale: Irpef e Ires

Intanto emerge che i fondi stanziati e utili per Il taglio Irpef varranno solo per un anno. Si rimanderà alle manovre successive il tema del recupero di ulteriori risorse per dare seguito alle agevolazioni.

Dunque, nel 2024, saranno accorpati i primi due scaglioni Irpef con applicazione dell’aliquota minima del 23% fino ai redditi da 28mila euro lordi all’anno. Parte delle coperture potrebbero arrivare dalla riduzione da 120.000 a 100.000 euro della soglia di reddito che comporta un alleggerimento.

Per le imprese, invece, si parte con l’introduzione della mini-Ires al 15%. Ma attenzione alle condizioni richieste per avvalersi della riduzione.

Infatti la mini-Ires sarà solo per le imprese che a partire dai prossimi due anni d’imposta aumentano il numero dei lavoratori a tempo indeterminato e si impegnano a non distribuire gli utili.

Non sarà presente, invece, l’agevolazione per altri investimenti qualificati diversi da quelli nel capitale umano.

Da voci che circolano, sembra che sul piatto vi siano anche una serie di incentivi fiscali per far rientrare in Italia imprese locate all’estero.

I soggetti che aderiranno potranno avere:

  • la riduzione a metà dell’imponibile su cui si calcola l’Ires,
  • l’esenzione dall’Irap.

Global minimum tax dal 2024

Dunque, è arrivato il momento in cui sarà noto il decreto legislativo per l’inserimento in Italia della global minimum tax dal 1° gennaio 2024.

Il Consiglio dei Ministri di lunedì 16 ottobre si occuperà anche della tassa globale sulle multinazionali.

Si ricorda che il cammino di tale imposta è stato lungo e tortuoso e, da ultimo, è stata trovata una bozza di accordo in seno all'OCSE ed al G20, emanando una Convenzione multilaterale.

L’accordo prevede l’applicazione della tassa attraverso un modello a due pilastri:

- una tassazione minima effettiva pari ad almeno il 15 per cento per i grandi gruppi multinazionali con fatturato globale superiore a 750 milioni di euro;

- una revisione delle regole di allocazione dei profitti delle imprese multinazionali più grandi e profittevoli.

In Italia è stato posto a consultazione – chiuso il 1° ottobre 2023 - uno schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva Ue 2022/2523 del Consiglio del 14 dicembre 2022.

Il provvedimento prevede tre imposte:

  • l’imposta minima integrativa (IIR), che grava sulle imprese controllanti localizzate in Italia di gruppi multinazionali o nazionali in relazione alle imprese soggette ad una bassa imposizione, ovvero inferiore al 15 per cento, che fanno parte del gruppo;
  • l’imposta minima suppletiva (UTPR), che colpisce le imprese di un gruppo multinazionale localizzate in Italia in relazione alle imprese che fanno parte del gruppo soggette ad una bassa imposizione quando non è stata applicata, in tutto o in parte, l’imposta minima integrativa equivalente in altri Paesi;
  • l’imposta minima nazionale (QDMTT), dovuta in relazione alle imprese di un gruppo multinazionale o nazionale che sono soggette a una bassa imposizione e si trovano in Italia.

Non resta che attendere il comunicato del Governo a fine seduta del 16 ottobre per verificare se l’impianto normativo è rimasto invariato e se sono state introdotte delle novità.

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