Lavoro agile nella P.A.

Pubblicato il


Lavoro agile nella P.A.

Ai sensi dell'art. 263, Decreto Legge 19 maggio 2020, n. 34, le amministrazioni pubbliche devono prevedere il progressivo riavvio degli uffici, adeguando le misure in materia di flessibilità e smart-working, al fine di favorire la graduale riapertura delle attività produttive e commerciali. In tal ambito, un emendamento proposto in sede di conversione del Decreto Rilancio evidenzia l’intento del legislatore di ridurre il massiccio ricorso al lavoro agile nella pubblica amministrazione prevedendo che:

  • il ricorso al lavoro agile sia previsto per almeno il 50% dei dipendenti fino al 31 dicembre; tale percentuale sarà destinata a salire sino al 60% a partire dal 2021 mediante il Piano Organizzativo del Lavoro Agile (POLA) quale sezione del documento di cui all’articolo 10, comma 1, lettera a), del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, che dovrà essere redatto ogni anno da ciascuna P.A., sentite le organizzazioni sindacali. In caso di mancata adozione del POLA, il lavoro agile si applica ad almeno il 30 per cento dei dipendenti, ove questi lo richiedano;
  • l'art. 87, comma 1, lettera a), Decreto Legge 17 marzo 2020, n. 18, cessa i suoi effetti a decorrere dal 15 settembre 2020. Tale disposizione aveva imposto di disporre in smart working tutto il personale non necessariamente adibito ad attività indifferibili, da rendere in presenza, con l’obiettivo di tutelare la salute dei dipendenti pubblici;
  • le P.A. dovranno organizzare il lavoro dei propri dipendenti e l'erogazione dei servizi attraverso la flessibilità dell'orario di lavoro, rivedendone l'articolazione giornaliera e settimanale, introducendo modalità di interlocuzione programmata, anche attraverso soluzioni digitali e non in presenza con l'utenza, favorendo l'erogazione di servizi da remoto;
Allegati Anche in
  • edotto.com – Edicola del 15 giugno 2020 - Lavoro agile, nuove disposizioni per le attività professionali – Bonaddio