TUF: pubblicato il decreto di adeguamento alle riforme UE

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È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2026 il Decreto legislativo 9 febbraio 2026, n. 28, che modifica il Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria (TUF – D.Lgs. 58/1998) per adeguare l’ordinamento nazionale alle più recenti riforme dell’Unione europea in materia di mercati degli strumenti finanziari, trasparenza dei dati di mercato, infrastrutture di post-trade, obbligazioni verdi europee (EuGB) ed European Single Access Point (ESAP).

Il provvedimento è entrato in vigore il 6 marzo 2026 e si inserisce nel quadro del progressivo aggiornamento della disciplina europea dei mercati dei capitali, con l’obiettivo di:

  • rafforzare la trasparenza e l’efficienza dei mercati finanziari;
  • migliorare la qualità e la disponibilità dei dati di mercato;
  • rafforzare la resilienza delle infrastrutture di mercato;
  • coordinare le competenze delle autorità nazionali di vigilanza, in particolare Consob e Banca d’Italia.

Le disposizioni relative alla trasmissione delle informazioni verso l’European Single Access Point (ESAP) si applicheranno a decorrere dal 10 luglio 2026.

Il quadro normativo europeo di riferimento  

Il decreto attua i principi e criteri direttivi previsti dalla legge di delegazione europea 2024 (legge n. 91 del 2025), che ha delegato il Governo ad adeguare il Testo unico della finanza alle più recenti iniziative legislative dell’Unione europea in materia di infrastrutture di mercato e trasparenza dei dati finanziari.

Il decreto adegua l’ordinamento nazionale alle seguenti disposizioni dell’Unione europea:

  • Regolamento (UE) 2023/2631, relativo alle obbligazioni verdi europee (European Green Bonds – EuGB);
  • Regolamento (UE) 2023/2845, che modifica il regolamento CSDR sui depositari centrali di titoli;
  • Regolamento (UE) 2024/791, relativo alla revisione della disciplina MiFIR sulla trasparenza dei dati di mercato;
  • Regolamento (UE) 2024/2987, in materia di controparti centrali (CCP);
  • Direttiva (UE) 2023/2864, connessa all’istituzione dell’European Single Access Point;
  • Direttiva (UE) 2024/790, che modifica la direttiva MiFID II sui mercati degli strumenti finanziari.

Il provvedimento contiene inoltre disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 128/2024, relativo alla comunicazione pubblica delle informazioni sull’imposta sul reddito da parte di talune imprese e succursali (c.d. public country-by-country reporting).

Adeguamento della disciplina sui depositari centrali di titoli  

Il decreto aggiorna il TUF alla revisione del regolamento europeo sui depositari centrali di titoli (CSD).

Le modifiche riguardano, tra l’altro:

  • la disciplina delle partecipazioni qualificate nei depositari centrali;
  • il rafforzamento dei meccanismi di cooperazione tra autorità di vigilanza;
  • la partecipazione ai collegi di autorità previsti dal quadro europeo;
  • le regole di accesso tra sedi di negoziazione, depositari centrali e controparti centrali.

È inoltre introdotta una disposizione che disciplina le modalità di esclusione dal sistema di gestione accentrata degli strumenti finanziari in caso di apertura di procedure liquidatorie a carico dell’emittente, salvaguardando la posizione dei titolari degli strumenti finanziari.

Controparti centrali e gestione del rischio di controparte  

Il decreto recepisce anche gli adeguamenti derivanti dal regolamento sulla disciplina delle controparti centrali (CCP).

In particolare vengono ridefinite alcune competenze delle autorità nazionali, attribuendo specifici compiti di vigilanza a:

  • Consob, con riferimento agli obblighi gravanti sui partecipanti alle controparti centrali e sui relativi clienti;
  • Banca d’Italia, per gli aspetti connessi alla stabilità finanziaria e alla vigilanza prudenziale.

Le modifiche riguardano inoltre gli obblighi applicabili alle controparti finanziarie e non finanziarie e ai soggetti che forniscono servizi di riduzione del rischio post-negoziazione.

Aggiornamento della disciplina dei mercati finanziari  

Una parte significativa del decreto è dedicata all’adeguamento del TUF alla revisione europea della disciplina MiFID II – MiFIR.

Tra le principali novità:

  • aggiornamento delle definizioni di sistema multilaterale e internalizzatore sistematico contenute nell’art. 1 del TUF;
  • introduzione di requisiti relativi alla qualità dei dati di mercato;
  • nuovi obblighi per i gestori delle sedi di negoziazione in caso di sospensione o limitazione delle negoziazioni;
  • rafforzamento dei poteri delle autorità di vigilanza in relazione all’accesso ai dati del book di negoziazione;
  • aggiornamento della disciplina relativa agli Approved Publication Arrangements (APA) e agli Approved Reporting Mechanisms (ARM).

Il quadro normativo nazionale viene così coordinato con la revisione europea della trasparenza dei mercati e con i nuovi modelli di pubblicazione dei dati di negoziazione.

Introduzione nel TUF delle European Green Bonds  

Il provvedimento introduce nel TUF le disposizioni di raccordo con il regolamento relativo alle obbligazioni verdi europee (European Green Bonds – EuGB).

In particolare:

  • sono introdotte le definizioni normative relative alle obbligazioni verdi europee e alle obbligazioni commercializzate come ecosostenibili;
  • è individuata la Consob quale autorità nazionale competente per la vigilanza sul rispetto del regolamento europeo;
  • sono previsti poteri di vigilanza, indagine e intervento;
  • viene introdotto un regime sanzionatorio amministrativo per le violazioni delle disposizioni europee e delle relative norme tecniche.

European Single Access Point: nuovi obblighi informativi  

Il decreto introduce inoltre la disciplina nazionale per la trasmissione delle informazioni verso l’European Single Access Point (ESAP), il punto di accesso unico europeo alle informazioni pubbliche relative ai mercati finanziari e alla sostenibilità.

Gli emittenti e gli altri soggetti obbligati dovranno:

  • trasmettere le informazioni regolamentate anche all’organismo di raccolta individuato nel meccanismo ufficialmente stabilito per le informazioni regolamentate ai sensi dell’art. 113-ter TUF;
  • utilizzare formati per dati estraibili o leggibili meccanicamente;
  • corredare le informazioni di metadati standardizzati, inclusi identificativi della persona giuridica e classificazioni delle informazioni.

Le disposizioni operative relative a tali flussi informativi si applicheranno a decorrere dal 10 luglio 2026.

Correttivi alla disciplina sulla comunicazione delle informazioni fiscali  

Il decreto interviene infine sul D.Lgs. 128/2024, che ha recepito la direttiva europea sulla comunicazione pubblica delle informazioni sull’imposta sul reddito.

Le modifiche riguardano principalmente:

  • il contenuto delle attestazioni del revisore legale nella relazione sul bilancio, con riferimento alla verifica dell’obbligo di redigere e pubblicare la comunicazione delle informazioni fiscali;
  • il coordinamento di alcuni rinvii normativi e profili procedurali.

L’impianto sostanziale della disciplina sul reporting pubblico delle informazioni fiscali rimane invece invariato.

Impatti per operatori e infrastrutture di mercato  

L’adeguamento del TUF comporta per intermediari, gestori di sedi di negoziazione, infrastrutture di mercato, emittenti e revisori la necessità di verificare:

  • l’aggiornamento delle procedure di pubblicazione e gestione dei dati di mercato;
  • la conformità dei flussi informativi verso autorità e infrastrutture europee;
  • l’adeguamento delle procedure relative a APA, ARM e sistemi di reporting;
  • la readiness operativa rispetto ai nuovi standard EuGB ed ESAP.

Nel corso dell’esame parlamentare dello schema di decreto legislativo, le Commissioni competenti hanno evidenziato come l’intervento normativo si inserisca nel più ampio processo di rafforzamento dell’integrazione e dell’efficienza dei mercati dei capitali dell’Unione europea.

Il D.Lgs. 28/2026 rappresenta quindi il principale intervento di aggiornamento del TUF volto ad allineare la normativa italiana alla recente riforma europea dei mercati finanziari, con impatti rilevanti su intermediari, infrastrutture di mercato, emittenti e revisori, nell’ottica di rafforzare trasparenza, integrazione e competitività dei mercati dei capitali dell’Unione europea.

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