Legge di Bilancio 2026: misure e incentivi fiscali per il settore agricolo
Pubblicato il 14 gennaio 2026
In questo articolo:
Condividi l'articolo:
La Legge di Bilancio 2026, con un investimento complessivo di circa 22 miliardi di euro, introduce misure importanti per il settore agricolo, finalizzate a favorire la modernizzazione tecnologica, la sostenibilità e l'inclusione sociale. Tra le principali novità, figurano il credito d’imposta 4.0, la proroga della detassazione per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali (IAP), e la stabilizzazione del lavoro occasionale in agricoltura.
Queste misure, unite agli incentivi fiscali per le imprese agricole nel Sud Italia, mirano a rafforzare la competitività del settore, stimolando l'innovazione e rispondendo alle sfide globali e interne in un contesto che promuove anche il benessere sociale e ambientale. Con un approccio integrato, la Legge di Bilancio si propone di rafforzare l'intero comparto agricolo, puntando a un futuro sostenibile che favorisca sia la crescita economica che la giustizia sociale.
Incentivi agli investimenti: credito d’imposta 4.0 per le imprese agricole e ZES Unica
La Legge n. 199 del 30 dicembre 2025 introduce significative novità per stimolare gli investimenti nel settore agricolo, attraverso agevolazioni fiscali che mirano a supportare la trasformazione tecnologica, la digitalizzazione e la modernizzazione delle imprese. In particolare, sono previsti due strumenti principali di incentivo:
- credito d’imposta 4.0 per le imprese agricole;
- credito d’imposta per le imprese situate nelle Zone Economiche Speciali Uniche (ZES Unica).
Credito d’imposta 4.0 per le imprese agricole (Art. 1, commi da 454 a 459)
Il credito d’imposta 4.0 rappresenta una delle principali novità della Legge di Bilancio 2026 e si rivolge alle imprese agricole, alle imprese della pesca e dell’acquacoltura. Questo incentivo ha come obiettivo principale quello di stimolare gli investimenti in beni strumentali nuovi (sia materiali che immateriali) funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale dei processi produttivi.
Il credito d’imposta è riconosciuto nella misura del 40% del costo degli investimenti, fino a un massimo di 1 milione di euro per ciascuna impresa, con un plafond annuale di 2,1 milioni di euro per ciascun anno del triennio 2026-2028. La misura riguarda l’acquisto di beni tecnologici e innovativi, inclusi quelli industria 4.0, che permettono alle imprese agricole di modernizzarsi e incrementare la loro competitività. L'agevolazione è valida per investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 28 settembre 2028.
Inoltre, il credito è cumulabile con altre agevolazioni fiscali, a condizione che il cumulo non porti al superamento del costo effettivamente sostenuto. Gli investimenti effettuati tramite contratti di leasing sono anch'essi ammessi, considerando come "costo di acquisizione" l'importo sostenuto dal locatore per l'acquisto del bene.
Il credito d’imposta deve essere utilizzato in compensazione tramite il modello F24, a partire dall'anno successivo a quello di sostenimento delle spese. La documentazione necessaria, che include fatture e documenti di trasporto, deve contenere un esplicito riferimento alle disposizioni legislative che regolano il beneficio. È prevista anche una certificazione da parte di un revisore legale dei conti per garantire la corretta determinazione dei costi agevolabili.
Credito d’imposta ZES Unica (Art. 1, commi 460-462)
Un’altra importante misura contenuta nella Legge di Bilancio 2026 riguarda il credito d’imposta per le imprese agricole situate nelle Zone Economiche Speciali Uniche (ZES Unica) del Mezzogiorno. Questo incentivo è stato prorogato fino al 2026, e sono stati aumentati i limiti di agevolazione per le imprese che operano in queste aree. Le ZES Unica comprendono le regioni del Sud Italia, inclusi Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia e, dal 2025, anche Marche e Umbria.
Il comma 460 dell’articolo 1, nello specifico, prevede ora che:
- le micro, piccole e medie imprese del settore agricolo e forestale che operano nelle ZES Unica beneficiano di un credito d’imposta pari al 58,7839% degli investimenti, in aumento rispetto alla precedente aliquota del 15,2538% (produzione primaria agricola e settore forestale);
- le grandi imprese ottengono un credito d’imposta pari al 58,6102%, rispetto al precedente 18,4805% (produzione primaria agricola).
Questo incentivo è destinato a supportare gli investimenti in macchinari, attrezzature, impianti e strutture produttive che rispettano i requisiti delle normative europee sugli aiuti di Stato nei settori agricolo, forestale e ittico. L’agevolazione è valida per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2025 al 15 novembre 2026, e comprende anche l’acquisto di terreni e l’ampliamento di immobili strumentali agli investimenti.
Inoltre, il credito d’imposta ZES Unica è applicabile anche agli investimenti effettuati tramite contratti di leasing e permette alle imprese agricole nel Sud Italia di recuperare parte degli investimenti in nuove tecnologie e infrastrutture, incentivando così l'innovazione e il rafforzamento del settore agricolo in queste regioni.
Agevolazioni fiscali per il settore agricolo
La Legge di Bilancio 2026 conferma e introduce diverse agevolazioni fiscali per il settore agricolo, con l'intento di ridurre il carico fiscale per le imprese agricole e favorire la transizione verso pratiche più sostenibili. Le principali misure includono la proroga dell'esenzione IRPEF per i redditi dominicali e agrari, incentivi per la conversione a metodi di allevamento cage-free e alcune novità relative agli impianti fotovoltaici.
Proroga della detassazione IRPEF per i redditi dominicali e agrari (Art. 1, comma 15, L. 199/2025)
La Legge di Bilancio 2026 conferma, per il 2026, l’esenzione dall’IRPEF prevista dall'art. 1, comma 44, della L. 232/2016 per i coltivatori diretti (CD) e gli imprenditori agricoli professionali (IAP) iscritti alla previdenza agricola.
L’esenzione è strutturata su una base progressiva:
- redditi dominicali e agrari fino a 10.000 euro: esenzione totale dall'IRPEF;
- redditi tra 10.000 e 15.000 euro: esenzione del 50%;
- redditi superiori a 15.000 euro: i redditi concorrono integralmente alla formazione della base imponibile IRPEF.
Questa misura aiuta a alleggerire il carico fiscale per i piccoli e medi imprenditori agricoli, con una particolare attenzione alle realtà meno redditizie, stimolando la crescita del settore.
Novità fiscali sugli impianti fotovoltaici (Art. 1, comma 16, L. 199/2025)
Il comma 16 dell'art. 1 della Legge di Bilancio 2026 introduce modifiche significative per gli impianti fotovoltaici nelle aziende agricole. In particolare, viene previsto che gli impianti fotovoltaici con moduli a terra installati dopo il 31 dicembre 2025 non possano più beneficiare del regime forfetario per la parte di energia prodotta che eccede la soglia agraria di 260.000 kWh annui.
La regolamentazione prevede che:
- fino a 260.000 kWh annui, la produzione di energia è considerata come reddito agrario;
- oltre tale soglia, la produzione eccedente sarà considerata reddito d’impresa, con l’obbligo di applicare le norme ordinarie e senza il beneficio del coefficiente di redditività del 25%.
Questa misura si applica a imprenditori agricoli individuali, società semplici, enti non commerciali e società agricole che utilizzano il regime catastale. La registrazione dell’impianto come “impianto realizzato” nel sistema GAUDÌ (Gestione Anagrafica Unica degli Impianti di Produzione di Energia Elettrica) è il criterio per determinare se l’impianto rientra o meno nelle disposizioni transitorie.
Incentivi per la conversione a metodi di allevamento cage-free (Art. 1, commi 875-876)
Un’altra misura importante introdotta dalla Legge di Bilancio 2026 riguarda il Fondo per la conversione a metodi di allevamento cage-free. Per il 2026 sono stati stanziati 500.000 euro, cifra che salirà a 1 milione di euro nel 2027, con l’obiettivo di incentivare il passaggio degli allevamenti a metodi che non utilizzano gabbie, migliorando così gli standard di benessere animale. Questo intervento fa parte di un più ampio impegno verso pratiche agricole sostenibili e eticamente responsabili, rispondendo alle crescenti preoccupazioni riguardanti il trattamento degli animali negli allevamenti intensivi.
Potenziamento della misura "Nuova Sabatini" (comma 161 dell'articolo 1)
Un’importante misura fiscale a favore delle PMI agricole è il potenziamento del fondo "Nuova Sabatini", previsto dalla Legge di Bilancio 2026. Questa misura è destinata a favorire l'accesso al credito per le piccole e medie imprese agricole, incentivando gli investimenti produttivi attraverso finanziamenti agevolati.
Nel dettaglio, il fondo Nuova Sabatini vede un incremento delle risorse, con un aumento di 200 milioni di euro per il 2026 e di 450 milioni di euro per il 2027, per un totale di 650 milioni di euro nel biennio. Questo aumento permetterà alle PMI agricole di poter contare su una maggiore disponibilità di risorse per l'acquisto di macchinari, attrezzature e impianti destinati alla modernizzazione e innovazione delle loro attività.
La misura si inserisce in un contesto di sostegno alla competitività delle imprese agricole, offrendo loro un’opportunità per affrontare meglio le sfide legate alla transizione verso pratiche più tecnologiche e sostenibili. Il potenziamento del fondo rappresenta una risposta concreta alle necessità di accesso al credito da parte delle piccole e medie realtà agricole, che spesso incontrano difficoltà nell’ottenere finanziamenti per l’acquisto di tecnologie avanzate e strumenti innovativi.
Altre misure rilevanti per il settore agricolo
La Legge di Bilancio 2026 introduce anche una serie di misure complementari che vanno a completare il quadro di sostegno per il settore agricolo, affrontando tematiche come il recupero post-sismico, il rafforzamento dei distretti agroalimentari, la gestione dei rifiuti agricoli e il miglioramento della sanità animale. L’obiettivo è sostenere la sostenibilità ambientale e garantire la competitività delle imprese agricole.
Proroga della misura sui finanziamenti agevolati per le imprese Sisma (Art. 1, comma 569, L. 199/2025)
Le imprese agricole e agroindustriali che sono state colpite dal sisma del 2012 beneficiano della proroga fino al 31 dicembre 2026 per l’utilizzo dei finanziamenti agevolati destinati a sostenere il recupero e la riqualificazione delle attività danneggiate. Questi finanziamenti a tasso agevolato sono fondamentali per le imprese che devono riprendersi da eventi naturali distruttivi, permettendo loro di rinnovare le infrastrutture e di superare le difficoltà economiche derivanti dalla calamità.
Rifinanziamento dei Distretti del Cibo (Art. 1, comma 877, L. 199/2025)
La Legge di Bilancio 2026 prevede il rifinanziamento degli interventi a sostegno della creazione e del consolidamento dei distretti del cibo, con un stanziamento pari a 1,4 milioni di euro all’anno per ciascun anno del triennio 2026-2028. I distretti del cibo sono fondamentali per promuovere la produzione locale, la qualità agroalimentare e la filiera corta, favorendo la cooperazione tra piccole e medie imprese agricole e altre realtà della produzione alimentare.
Rifinanziamento del Fondo per l'acquisto di beni alimentari (Art. 1, commi 5-6, L. 199/2025)
Il Fondo per l’acquisto di beni alimentari di prima necessità è stato rifinanziato con 500 milioni di euro per ciascun anno del biennio 2026-2027. Questo fondo, che può essere utilizzato attraverso la Carta “Dedicata a Te”, è destinato a supportare le famiglie con ISEE inferiori ai 15.000 euro, stimolando così la domanda di prodotti agroalimentari italiani e di qualità. Tale misura è particolarmente importante per garantire il potere d’acquisto delle famiglie più vulnerabili e stimolare la crescita del mercato interno.
Mantenimento dell’agevolazione per il gasolio agricolo (Art. 1, comma 467, L. 199/2025)
La Legge di Bilancio 2026 conferma il mantenimento dell'agevolazione sul gasolio agricolo anche per il 2026, estendendo l’esenzione dall’accisa. Questa misura, che sostiene i costi di produzione per le imprese agricole, è fondamentale per contenere l'incremento delle spese operative nel settore e per promuovere una maggiore competitività a livello nazionale e internazionale.
Quote Latte: semplificazione dei contenziosi (Art. 1, comma 947, L. 199/2025)
Il comma 947 dell'articolo 1 introduce misure per semplificare la gestione dei contenziosi relativi alle quote latte. In particolare, consente ai produttori di rateizzare l’importo dovuto fino a un massimo di 10 anni e di richiedere che la proposta transattiva riguardi solo i debiti esigibili iscritti nel Registro nazionale dei debiti. Inoltre, viene ampliato dal 10 al 15% il margine di modifica delle proposte transattive, rendendo la procedura più flessibile e accessibile per le aziende agricole ancora attive o per gli eredi di produttori deceduti.
Semplificazioni per l'Iscrizione al Registro Elettronico Nazionale sui Rifiuti (RENTRi) (Art. 1, commi 153-154, L. 199/2025)
Per le aziende agricole con volume d'affari inferiore a 8.000 euro, sono state introdotte semplificazioni per l’iscrizione al Registro Elettronico Nazionale sulla Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRi). Questo intervento mira a ridurre gli oneri burocratici e a semplificare la gestione dei rifiuti agricoli, alleggerendo così le piccole imprese da obblighi complessi e migliorando la tracciabilità delle attività agricole legate alla gestione dei rifiuti.
Sanità Animale e Gestione delle Epizoozie
La Legge n. 199/2025 prevede anche misure per il rafforzamento della sanità animale e la gestione delle emergenze epizootiche.
- Inquadramento dei veterinari (Art. 1, comma 940): i veterinari specialisti ambulatoriali convenzionati con 38 ore settimanali potranno essere inquadrati nei ruoli dirigenziali delle aziende sanitarie dal 1° gennaio 2026;
- Istituti Zooprofilattici Sperimentali (Art. 1, commi 348-349): il finanziamento per gli Istituti Zooprofilattici viene incrementato di 10 milioni di euro annui a partire dal 2026, per fronteggiare le emergenze sanitarie e i costi dei servizi sanitari e di igiene zootecnica;
- Contenimento dei cinghiali (Art. 1, commi 419-420): viene conferito l’incarico al Commissario straordinario per definire i criteri di ripartizione delle somme destinate al depopolamento dei cinghiali, una misura importante per prevenire la Peste Suina Africana.
Ricevi GRATIS la nostra newsletter
Ogni giorno sarai aggiornato con le notizie più importanti, documenti originali, anteprime e anticipazioni, informazioni sui contratti e scadenze.
Richiedila subitoCondividi l'articolo: