Processo tributario: dal 2 maggio, liti fino a 10mila euro al giudice monocratico

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Dal 2 maggio 2026, per effetto del decreto PNRR (n. 19/2026), sale da 5.000 a 10.000 euro la soglia delle liti tributarie attribuite al giudice monocratico di primo grado.

La modifica amplia l’ambito delle controversie decise dal giudice unico, con l’obiettivo di accelerare i tempi della giustizia tributaria.

Giustizia tributaria: soglia per il giudice monocratico elevata a 10.000 euro

L’articolo 16 del decreto-legge n. 19/2026 (decreto convertito in legge, con modificazioni, dalla L. n. 54/2026), interviene sulla disciplina del processo tributario, in attuazione della Riforma 1.7 “Giustizia tributaria” del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Tra le modifiche di maggiore rilievo operativo si segnala l’innalzamento della soglia di valore delle controversie attribuite al giudice monocratico nel primo grado di giudizio.

Riferimento normativo e modifica introdotta

Il comma 2 dell’articolo 16, in particolare, modifica l’articolo 4-bis, comma 1, del decreto legislativo n. 546/1992, prevedendo che:

  • la soglia di valore della lite per la decisione in composizione monocratica passi da 5.000 euro a 10.000 euro.

Decorrenza della nuova soglia: applicazione ai ricorsi notificati dal 2 maggio 2026  

Il comma 6 del medesimo articolo 16 stabilisce una disciplina transitoria chiara:

  • la nuova soglia di 10.000 euro si applica ai ricorsi notificati a decorrere dal 2 maggio 2026.

Pertanto:

  • per i ricorsi notificati fino al 1° maggio 2026 resta applicabile la soglia di 5.000 euro;
  • per i ricorsi notificati dal 2 maggio 2026 trova applicazione la nuova soglia.

Ratio dell’intervento  

La modifica normativa si inserisce in una precisa strategia di efficientamento del processo tributario. Come evidenziato nella relazione illustrativa, l’intervento è volto ad accelerare la definizione del contenzioso dinanzi alle Corti di giustizia tributaria di primo grado.

Tale obiettivo viene perseguito attraverso l’ampliamento dell’ambito di operatività del giudice monocratico, mediante la sottrazione al giudice collegiale delle controversie di modico valore, che vengono così trattate con modalità più snelle e rapide.

Estensione del giudice monocratico: impatti operativi

L’innalzamento della soglia a 10.000 euro determina un ampliamento significativo delle controversie attribuite al giudice monocratico, con conseguente riduzione dell’ambito di intervento del collegio. Tale modifica incide sull’organizzazione del processo, favorendo una gestione più snella e una potenziale riduzione dei tempi di definizione.

Dal punto di vista applicativo, i professionisti devono prestare particolare attenzione alla data di notifica del ricorso, determinante per l’applicazione della nuova disciplina, nonché alla corretta determinazione del valore della lite ai sensi dell’articolo 12, comma 2, del D.Lgs. n. 546/1992, al fine di individuare correttamente il giudice competente, monocratico o collegiale.

Rafforzamento del ruolo del giudice monocratico

L’intervento normativo si colloca nel solco delle riforme avviate nel 2023 e consolida il ruolo del giudice monocratico quale leva per l’efficientamento del processo tributario.

In particolare, la misura è diretta a favorire una più rapida definizione delle controversie e una razionalizzazione del carico giudiziario, attraverso una più ampia devoluzione delle liti di modico valore al giudice unico.

La previsione di una decorrenza espressa, fissata al 2 maggio 2026, impone agli operatori un’attenta verifica della data di notifica del ricorso, al fine di individuare correttamente il regime applicabile e il giudice competente.

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