Manovra finanziaria 2023, sanatoria cartelle di pagamento e aiuti alle imprese

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Manovra finanziaria 2023, sanatoria cartelle di pagamento e aiuti alle imprese

Nel Disegno di legge che segna l’inizio dei lavori per la manovra finanziaria da 30/31 miliardi per il 2023, approvato nel CDM del 21 novembre, anche alcune misure specifiche per cittadini e imprese.

Si parte da una tregua fiscale sui mini debiti fino ad una sanatoria più ampia per le liti; dalla tassazione sulle critpovalute al rifinanziamento della Sabatini.

Cartelle, liti, avvisi bonari, omessi pagamenti, novità per il 2023

Per quanto riguarda lo stralcio, quindi la cancellazione integrale delle cartelle di pagamento, questo riguarderà solo i mini debiti fino a 1.000 euro affidati alla riscossione fino all’anno 2015.

Di fatto, si amplia la finestra temporale della pace fiscale che finora si era fermata allo stralcio dei carichi relativi agli anni 2000/2010.

Allo stralcio automatico delle cartelle, si affianca anche una nuova rottamazione che interesserà gli importi superiori a mille euro: la scelta dell’Esecutivo è stata quella di consentire un pagamento scontato per i carichi dal 2000 al 30 giugno 2022.

Inoltre, nell’ottica di una maggiore sostenibilità finanziaria del debito con l’agente della riscossione, è stato previsto che i contribuenti potranno versare al posto di sanzioni e interessi un forfait al 5% e dilazionare i pagamenti dovuti su un arco temporale di cinque anni.

Oltre al capitolo cartelle, il Governo ha poi puntato anche a favorire coloro che non hanno onorato i versamenti ampliando il margine temporale in cui recuperarli.

Si tratta di una sorta di ravvedimento allargato che consente di recuperare e non rischiare successivi controlli.

L’obiettivo è quello di andare incontro a chi non ha regolarizzato la propria posizione debitoria con il Fisco durante gli anni della pandemia, permettendo – in caso di ricevimento di avvisi bonari – di pagare gli importi in due anni con sanzioni ridotte al 5%.

Per quanto riguarda le controversie tributarie, è stata studiata una correzione di rotta sulla sanatoria già in corso sulle liti pendenti in Cassazione che attualmente si articola nel pagamento del 5% solo per le liti fino a 100mila euro in caso di doppia sconfitta integrale delle Entrate nei precedenti gradi oppure nel pagamento del 20% per le liti fino a 50mila euro in cui l’Agenzia abbia perso in un solo grado di giudizio.

La novità della Manovra 2023 è quella della conciliazione giudiziale, che verrebbe estesa anche alle liti tributarie pendenti presso la Suprema corte. Di fatto, se contribuente e Fisco raggiungono un accordo la lite viene chiusa; stessa cosa anche se l’Amministrazione finanziaria era risultata vincitrice in precedenza.

Tale tregua fiscale verrebbe estesa anche ai contenziosi attualmente pendenti nelle Corti giustizia di primo e secondo grado.

Tassazione criptovalute con imposta sostitutiva al 14%

Nella Manovra per il prossimo anno arriva anche una regolarizzazione del prelievo sulle criptovalute, che finora erano stato disciplinato solo da alcune risposte ad interpello da parte dell’Agenzia delle entrate e che, adesso, potranno essere rivalutate con l’imposta sostitutiva al 14%. 

Si passa ad una sostanziale equiparazione con le valute estere, tanto che per i “guadagni” da criptovalute si segue la via della tassazione come redditi diversi di natura finanziaria.

Per le imprese, invece, che dispongono di monete virtuali, il rinvio è alla disciplina fiscale dei contratti derivati, ossia all’articolo 112 del Testo unico delle imposte sui redditi.

Mix di aiuti per le imprese

Nella prossima Legge di bilancio anche alcune misure specifiche a sostegno delle imprese.

Tra le novità, da segnalare la sospensione anche per il 2023 dell’entrata in vigore di plastic e sugar tax: le imposte sui prodotti in plastica monouso e sulle bevande zuccherate.

Inoltre, torna l’assegnazione agevolata dei beni ai soci e la rivalutazione di partecipazioni e terreni.

Per quanto riguarda l’assegnazione agevolata dei beni ai soci, si vuole rimettere nel circuito del mercato beni immobili e beni mobili registrati che attualmente restano “fermi” nel patrimonio della società. Per farlo la società potrà versare un’imposta sostitutiva dell’8% (o del 10,5% se rientra nelle penalizzazioni del regime delle società di comodo) sulla plusvalenza da assegnazione, evitando così la tassazione ordinaria delle imposte sui redditi e dell’Irap.  

L’imposta sostitutiva sulle riserve in sospensione d’imposta annullate a seguito dell’assegnazione è, invece, del 13%.

Altra misura in arrivo è la riapertura della rivalutazione di partecipazioni e terreni, dopo che la finestra per aderire a quella sui beni detenuti al 1° gennaio 2022 si è chiusa lo scorso 15 novembre. Con la nuova Manovra si vuole riproporre la misura per partecipazioni e terreni detenuti al 1° gennaio 2023.

Sul fronte della fiscalità internazionale, è prevista la possibilità di far emergere gli utili prodotti da partecipazioni all’estero e attualmente immobilizzati in riserve.

Rifinanziato il Fondo Garanzia PMI per 1 miliardo per il 2023. Il fondo garantisce tutte le operazioni finanziarie direttamente finalizzate all’attività d’impresa concesse da un soggetto finanziatore (banca o altro).

Prorogato il bonus Ipo, ossia il credito imposta per favorire la quotazione delle PMI in borsa.

Infine, per quanto riguarda il pacchetto di misure proposte dal nuovo Ministero delle imprese e del Made in Italy da segnalare:

  • il ridimensionamento del piano di incentivi fiscali Transizione 4.0 che, inizialmente, compariva solo con la proroga di un anno del credito d’imposta per la formazione 4.0. Il rinnovo per il 2023 avverrebbe con un ritocco fino al 70% per le spese certificate delle piccole imprese, già previsto per altro da un decreto attuativo dello Sviluppo economico che non è però mai entrato in vigore;
  • la previsione anche di un Fondo per la tutela del made in Italy, che dovrebbe valere 100 milioni nelle prime bozze;
  • un rifinanziamento delle agevolazioni della Nuova Sabatini, per le Pmi che investono in beni strumentali - nell’ordine di 500 milioni per un biennio. Il rifinanziamento si accompagnerebbe all’estensione anche alle domande presentate dal primo gennaio 2022 della possibilità di beneficiare dell’erogazione delle quote successive in un’unica soluzione.
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