Mef, politiche fiscali 2019 2021: governance più forte per un sistema più equo

Mef, politiche fiscali 2019 2021: governance più forte per un sistema più equo

Il 30 aprile scorso, il Ministro dell’Economia Tria ha presentato gli obiettivi chiave dell’”Atto di indirizzo per le politiche fiscali 2019-2021”, che determina gli sviluppi della politica fiscale, le linee generali e gli obiettivi della gestione tributaria per i prossimi tre anni.

Tra gli obiettivi indicati nell’agenda del Ministro, in primo luogo, vi è quello di:

  • realizzare un sistema fiscale più equo e orientato alla crescita economica;

  • contrastare l’evasione e il conseguente calo del tax gap (perdita di gettito);

  • ridurre la pressione fiscale sui contribuenti compliant;

  • migliorare la performance dell’Amministrazione finanziaria nel suo complesso.

Il documento, in linea con quanto previsto dal Def, delinea gli sviluppi futuri e gli obiettivi strategici della politica tributaria ed è suddiviso in due parti:

  • nella prima, sono descritti gli indirizzi generali, gli ambiti di azione prioritari e le linee di attività ritenute particolarmente rilevanti, che devono essere seguiti dall’Amministrazione finanziaria;

  • nella seconda, vengono indicati gli obiettivi operativi rivolti a ciascuna componente dell’Amministrazione (il Dipartimento delle Finanze, l’Agenzia delle Entrate, l’Agenzia delle Entrate-Riscossione, la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Dogane e Monopoli e l’Agenzia del Demanio).

Indirizzi generali, ambiti di azione

Fra gli ambiti di azione, sono messi al primo posto:

  1. il consolidamento della governance dell’Amministrazione fiscale, con un maggiore e più efficace coordinamento generale;

  2. il potenziamento delle sinergie con le altre Autorità nazionali ed internazionali ed il miglioramento del sistema informativo della fiscalità, anche attraverso l’attuazione di misure di cybersecurity.

Inoltre, viene posto l’accento anche sulla compliance volontaria, sul sostegno della competitività delle imprese e sulle attività volte a migliorare l’attrattività degli investimenti per gli operatori economici.

Nel corso dei prossimi tre anni, dunque, verrà ulteriormente consolidato il processo di miglioramento della performance dell’Amministrazione finanziaria, con l’obiettivo fondamentale di contrastare l’evasione, ridurre la perdita di gettito, abbassare la pressione fiscale nei confronti dei contribuenti “virtuosi” e, così, delineare un sistema fiscale sempre più equo e favorevole allo sviluppo dell’economia nazionale.

In questa prospettiva, da un lato sarà rafforzata la governance dei vari attori dell’Amministrazione e, dall’altro, si proseguirà l’azione di semplificazione degli adempimenti e dei servizi offerti ai cittadini.

Ma – secondo il Ministro Tria - il vero obiettivo del prossimo triennio sarà proprio la compliance, perché solo grazie alla maggiore propensione all'adempimento fiscale da parte dei contribuenti sarà possibile ridurre il divario fiscale e, di conseguenza, la pressione fiscale.

Accanto a questa strategia, però, si colloca anche l'altro obiettivo, non meno importante, di facilitare gli adempimenti tributari e migliorare la qualità dei servizi resi ai contribuenti. Il tutto grazie al potenziamento dei servizi telematici e degli strumenti di messa a disposizione dei dati finalizzati, oltre che alla facilitazione e razionalizzazione degli adempimenti.

A tal fine, l’Atto di indirizzo parla di una “progressiva dematerializzazione dei modelli di dichiarazione”, che punta a far diventare la precompilata la forma ordinaria di dichiarazione dei redditi, a partire dai lavoratori dipendenti e dai pensionati.

Indirizzi operativi, obiettivi degli enti che compongono l’Amministrazione finanziaria

Nella seconda parte del documento vengono, invece, illustrati gli obiettivi che, alla luce degli indirizzi generali, dovranno essere perseguiti dai diversi enti che compongono l’Amministrazione finanziaria.

In particolare, il Ministero affida i compiti più specifici al Dipartimento delle finanze e alle agenzie fiscali.

Al Dipartimento delle finanze, infatti, è affidata la semplificazione degli adempimenti tributari per le persone fisiche, società e imprese, oltre che la semplificazione dei rapporti tra contribuenti e comuni nell'ambito della fiscalità locale. Esso, inoltre, dovrà seguire la revisione della tassazione di famiglie e imprese e dovrà prestare particolare attenzione all'analisi di problematiche connesse allo sviluppo dell'economia digitale e delle nuove modalità di tassazione sulle multinazionali.

All’Agenzia delle Entrate, invece, è affidato – tra gli altri – il compito di accelerazione dell'esecuzione dei rimborsi fiscali ai cittadini e alle imprese, anche attraverso automatismi che tengano conto dell'adozione della fatturazione elettronica e di tecniche di analisi-rischi.

Quindi, i dati dell'e-fattura verranno utilizzati non solo per contrastare l'evasione e le frodi Iva, ma anche per snellire le procedure a favore dei contribuenti.

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