Nuovo Decreto PNRR in arrivo: stop conservazione ricevute POS

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La bozza di decreto-legge collegata al Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), attesa all’esame di uno dei prossimi Consigli dei ministri, introduce interventi finalizzati a semplificare gli adempimenti fiscali e amministrativi e a ridurre obblighi informativi duplicativi, ritenuti non più necessari ai fini dei controlli della pubblica amministrazione.

Accanto a un intervento sulla giustizia tributaria – che amplia, in via marginale, l’ambito di competenza del giudice monocratico (cause fino a fino a 10mila euro) – il provvedimento concentra l’attenzione su archiviazione documentale, obblighi di trasparenza e gestione delle informazioni, incidendo in modo diretto sull’operatività di imprese e contribuenti.

Stop alla conservazione decennale delle ricevute POS

Tra le principali misure di semplificazione fiscale figura l’eliminazione dell’obbligo di conservazione per dieci anni delle ricevute cartacee emesse dai terminali POS, utilizzati per i pagamenti elettronici mediante carte di credito, debito e prepagate.

La relazione illustrativa chiarisce che tali ricevute:

  • non hanno natura di documento contabile;
  • non sono necessarie alla redazione del bilancio né alla predisposizione della dichiarazione dei redditi;
  • svolgono esclusivamente la funzione di prova dell’avvenuta transazione.

Per questo motivo, l’obbligo di conservazione previsto dall’articolo 2220 del codice civile viene ritenuto oneroso e non strettamente necessario rispetto alle finalità per cui le ricevute sono emesse.

Restano pienamente validi, ai fini fiscali e dei controlli dell’Amministrazione finanziaria, i documenti aventi valore tributario, quali:

  • fatture;
  • ricevute fiscali;
  • scontrini fiscali (documenti commerciali).

La misura si inserisce anche nel contesto dell’allineamento tra POS e registratori telematici, operativo da gennaio 2026, che prevede l’indicazione della modalità di pagamento direttamente nel documento commerciale.

Abrogazione dell’obbligo di pubblicazione dei contributi pubblici

Il decreto interviene inoltre sull’obbligo di trasparenza previsto dall’articolo 1 della legge 4 agosto 2017, n. 124, che impone alle imprese di pubblicare, in nota integrativa al bilancio o sul proprio sito internet, le informazioni relative a:

  • sovvenzioni;
  • contributi;
  • aiuti e vantaggi economici

ricevuti da pubbliche amministrazioni, qualora l’importo complessivo annuo superi i 10.000 euro.

Con la nuova disposizione:

  • viene eliminato l’obbligo di pubblicazione;
  • decadono le sanzioni previste in caso di inadempimento:
    • pari all’1% delle somme ricevute, con un minimo di 2.000 euro;
    • fino alla restituzione integrale dei contributi in caso di mancata regolarizzazione entro 90 giorni.

La ratio dell’intervento è individuata nella duplicazione dell’informazione, poiché i dati relativi agli aiuti di Stato e ai contributi pubblici sono già oggetto di comunicazione e pubblicazione da parte delle amministrazioni eroganti.

La misura è finalizzata, in particolare, ad agevolare micro, piccole e medie imprese, riducendo adempimenti formali privi di valore aggiunto.

Razionalizzazione delle risorse PNRR e gestione dei contributi

Il provvedimento contiene anche disposizioni volte a garantire la piena e tempestiva attuazione dei programmi finanziati dal PNRR, con particolare riferimento ai settori:

  • dell’energia rinnovabile;
  • delle infrastrutture idriche;
  • della decarbonizzazione industriale.

In tale ambito si prevede l’attivazione di programmi di sovvenzione e contributi in conto capitale, con una gestione centralizzata finalizzata a evitare l’allocazione inefficiente delle risorse e a rispettare la scadenza del 30 giugno 2026, termine ultimo per l’utilizzo dei fondi europei.

 

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