OCF contro esclusione avvocati dal Fondo perduto autonomi

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OCF contro esclusione avvocati dal Fondo perduto autonomi

Con comunicato stampa diffuso ieri, 20 maggio, l’OCF ha reso noto di aver registrato con “sgomento” quello che definisce “il totale disinteresse” manifestato dall’Esecutivo, nel varo delle misure del Decreto Rilancio.

Organismo Congressuale forense: avvocati discriminati

Il nuovo decreto (n. 34/2020) – si legge nella nota – “non solo non prevede alcun programma straordinario complessivo per la giustizia ma, addirittura, non estende ai professionisti iscritti alla Casse private neppure la possibilità di accedere al Fondo perduto previsto per imprese ed autonomi”.

Secondo l’Organismo Congressuale Forense, l’Avvocatura dovrebbe per contro essere messa nelle condizioni di garantire la sua funzione sociale, costituzionalmente garantita, di difesa dei diritti dei cittadini, soprattutto i non abbienti.

Una funzione, quella della tutela dei diritti, particolarmente necessaria in una fase come quella attuale di emergenza, “potenzialmente idonea a creare condizioni di ingiustizia e disparità per i cittadini”.

L’OCF ha quindi ricordato di aver già proclamato lo stato di agitazione, sottolineando che, in mancanza di risposte tempestive e adeguate, verrà assunta "ogni ulteriore iniziativa forte e decisa dovesse occorrere”.

L’Organismo Congressuale Forense ha inoltre anticipato che, nel corso del tavolo ministeriale che si terrà domani, presso il ministero della Giustizia, ribadirà la propria posizione in ordine alla necessità “di convergere su una visione complessiva ed unitaria della Giurisdizione, a salvaguardia del diritto di difesa, e di adottare un piano nazionale straordinario per investire nella Giustizia immediate ed ingenti risorse”.

OCF: Manifesto della Giustizia Complementare

Tra le ultime iniziative assunte dall’Organismo di rappresentanza dell’Avvocatura, si segnala anche l’approvazione del “Manifesto della Giustizia Complementare alla Giurisdizione”.

Il “Manifesto” – per come si apprende dal relativo documento, pubblicato sul sito dell’OCF ieri, 20 maggio - rappresenta un “messaggio culturale” di una giustizia anche fuori dal processo.

Messaggio con cui si afferma l’importanza, in questo particolare momento storico, della mediazione e della negoziazione assistita, quali opportunità per far fronte “alla sostanziale chiusura del “sistema giustizia”.

Nella situazione di grave emergenza che il nostro Paese è stato chiamato ad affrontare e che, in ambito giudiziario, si è tradotta “con il rallentamento - se non con la paralisi - dell’operatività degli Uffici Giudiziari”,  i metodi di risoluzione alternativi delle controversie - mediazione e negoziazione assistita in primis - “possono rappresentare utili strumenti in grado di supplire alla impasse della giustizia civile, offrendo risposte celeri ed efficienti alle istanze dei cittadini, delle imprese, delle associazioni e della pubblica amministrazione”.

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