“Resto al Sud” Contributi a fondo perduto per giovani nuovi imprenditori

“Resto al Sud” Contributi a fondo perduto per giovani nuovi imprenditori

Il Consiglio dei ministri, che si è riunito il 9 giugno 2017, ha approvato – salvo intese - un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno.

Il nuovo pacchetto di misure a favore del Meridione giunge dopo il precedente decreto Sud n. 243/16, con il quale sono già stati aumentati gli incentivi agli investimenti industriali.

Con il nuovo provvedimento si mira ad incentivare, anche con significative risorse aggiuntive, la nuova imprenditorialità.

In particolare, il nuovo provvedimento, prevede una specifica disciplina per l'istituzione di zone economiche speciali (ZES), con particolare riferimento alle aree portuali, oltre che una serie di misure di semplificazione e di velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno.

“Resto al Sud” per avviare un'attività propria

E' una specifica misura di sostegno pensata per i giovani tra 18 e 35 anni residenti in una delle otto Regioni interessate (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia), che non risultino già beneficiari nell’ultimo triennio di altre misure per l’autoimprenditorialità,

Ad essi è riservato un finanziamento fino a 40.000 euro, di cui il 35% a fondo perduto, a copertura dell’intero investimento e del capitale circolante. Il restante 65% del finanziamento è concesso sotto forma di prestito a tasso zero dalle banche con la garanzia statale del Fondo centrale.

L'incentivo è riservato a fronte di progetti imprenditoriali nuovi nell’ambito della produzione di beni nei settori dell’agricoltura, dell’artigianato e dell’industria ovvero relativa alla fornitura di servizi.

Il finanziamento può raggiungere un massimo di 200 mila euro ad azienda. Possono presentare domanda per accedere al finanziamento “Resto al Sud” anche le imprese ancora da costituire; queste però dovranno costituirsi come impresa individuale, società, o cooperativa al massimo entro i 60 giorni successivi alla data di comunicazione dell'esito positivo dell'istruttoria.

Per l’agevolazione non sono previste risorse addizionali, ma si attingerà al Fondo sviluppo e coesione prelevandone 1,3 miliardi in quattro anni.

L’incentivo sarà gestito da Invitalia e sarà utilizzabile anche dai giovani che otterranno in concessione, a seguito di un bando pubblico per progetti di valorizzazione, terreni agricoli abbandonati o incolti.

Zone economiche speciali

Il decreto Mezzogiorno approvato dal Cdm istituisce e regolamenta le ZES. Queste zone saranno concentrate nelle aree portuali e nelle aree ad esse economicamente collegate. Lo scopo è di sperimentare nuove forme di governo economico di aree concentrate, nelle quali le procedure amministrative e le procedure di accesso alle infrastrutture per le imprese, che operano o che si insedieranno all’interno delle aree, siano coordinate da un soggetto gestore in rappresentanza dell’Amministrazione centrale, della Regione interessata e della relativa Autorità portuale, al fine di consentire una progettualità integrata di sviluppo della ZES, con l’obiettivo di rilanciare la competitività dei porti delle regioni meridionali. Allo stesso scopo, le ZES saranno dotate di agevolazioni fiscali aggiuntive, rispetto al regime ordinario del credito d’imposta al Sud.

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  • eDotto.com – Edicola 1 marzo 2017 - Il Decreto Mezzogiorno è legge – Moscioni
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