Stati Generali dei Commercialisti: sfide e prospettive per la pressione fiscale e le riforme

Pubblicato il |



Stati Generali dei Commercialisti: sfide e prospettive per la pressione fiscale e le riforme

Gli Stati Generali dei commercialisti rappresentano un evento cruciale per il settore, dove si discutono temi fondamentali come la pressione fiscale e le necessarie riforme fiscali per il nostro Paese. Questo incontro annuale mette in luce le sfide e le opportunità che i commercialisti affrontano in un ambiente economico in continua evoluzione, evidenziando l'importanza di aggiornamenti normativi e strategici.

Nell’edizione del 2024, il Presidente dei dottori commercialisti ed esperti contabili, Elbano de Nuccio, durante la sua relazione, ha posto l’accento su alcuni temi importanti, quali: il ruolo delle PMI, la pressione fiscale, il ceto medio e la necessità di una cabina di regia presso il Gabinetto del Ministro della Giustizia.

La cabina di regia con avvocati e notai, servirà a garantire un dialogo costante e costruttivo tra il Ministero e le professioni del comparto economico-giuridico.

Durante il suo intervento, il presidente del Cndcec ha posto l'accento sulla necessità di un aggiornamento normativo per rispondere al meglio alle esigenze del ceto medio e delle piccole imprese.

Le sue parole hanno sottolineato l'urgenza di interventi mirati e di strategie a lungo termine, evidenziando come "le attuali politiche fiscali necessitano di essere rinnovate per facilitare la crescita economica e ridurre gli oneri eccessivi".

Per quanto riguarda le PMI, inoltre, secondo i commercialisti sarebbe opportuno rilanciare anche a livello comunitario l’esperienza dei nostri distretti, che hanno rappresentato per tanti anni un’importante e lungimirante esperienza di successo e che, con interventi normativi ad hoc, hanno tutte le carte in regola per essere riproposti.

Panorama attuale della pressione fiscale in Italia

In Italia, la pressione fiscale reale continua a essere un argomento di rilevante discussione tra professionisti e policy-makers. Secondo le ultime stime dell'Istat, la pressione fiscale reale, che include l'economia sommersa e le attività illegali, è stata misurata al 47,6% nel 2021. Questo valore mostra un leggero decremento rispetto ai picchi precedenti, ma rimane significativamente alto rispetto agli standard europei.

Nel 2021, il differenziale tra la pressione fiscale ufficiale e quella reale è stato del 5%, un leggero miglioramento rispetto al 6,4% del 2013, quando la pressione fiscale aveva raggiunto il picco del 49,8%.

Questo alto livello di pressione fiscale ha impatti diretti sulle operazioni e sulla sostenibilità finanziaria delle imprese italiane, specialmente per le piccole e medie imprese (PMI) e i lavoratori autonomi. Essi si trovano spesso a fronteggiare una maggiore incidenza fiscale, che può influenzare negativamente l'investimento e la crescita economica.

La pressione fiscale reale in Italia evidenzia la complessità dell'ambiente fiscale e la necessità di riforme mirate a ottimizzare la struttura tributaria. La riduzione dell'economia sommersa, come indicato dalle tendenze recenti, potrebbe offrire una leva per future riduzioni della pressione fiscale, contribuendo a un sistema più equo e sostenibile.

Nel contesto degli Stati Generali, si sottolinea l'importanza di strategie legislative che considerino queste dinamiche per supportare effettivamente l'imprenditoria italiana nel suo insieme.

Riforma fiscale in Italia, le proposte

Durante gli Stati Generali dei Commercialisti, sono state discusse numerose proposte di riforma fiscale che potrebbero trasformare significativamente il panorama fiscale italiano.

Tali proposte mirano a ridurre la pressione fiscale complessiva e a semplificare il sistema tributario per le imprese e i cittadini, con un occhio di riguardo verso il ceto medio e le piccole e medie imprese (PMI).

Di seguito un dettaglio delle idee presentate:

  • una delle proposte più rilevanti include la modifica degli scaglioni IRPEF per alleggerire il carico fiscale sul ceto medio. In particolare, si suggerisce di elevare la soglia di imposizione per l'aliquota media, passando da 50.000 a 70.000 euro di reddito annuo, per ridurre il carico fiscale delle famiglie e incentivare la spesa e l'investimento;
  • per quanto riguarda le imprese, si prevede anche una revisione delle aliquote IRES, con l'obiettivo di favorire la crescita aziendale e l'attrattività internazionale dell'Italia come sede d'impresa. La riduzione del carico fiscale sulle imprese è vista come essenziale per stimolare investimenti e occupazione, soprattutto in un periodo di ripresa economica post-pandemica.

NOTA BENE: Riguardo alle conseguenze a lungo termine, l'attuazione di queste riforme si prevede possa non solo migliorare la competitività delle aziende italiane, ma anche incrementare l'equità del sistema fiscale, rendendolo più progressivo e meno opprimente per i contribuenti con redditi medi e bassi.

Secondo i commercialisti, le suddette proposte rappresentano un passo fondamentale verso un sistema fiscale più equilibrato e funzionale, essenziale per conferire vigore all'economia italiana nel contesto europeo e globale.

Ceto medio e Irpef: quali cambiamenti aspettarsi?

Le recenti discussioni agli Stati Generali dei Commercialisti hanno posto l'accento sulla necessità di adeguamenti nell'IRPEF per alleviare il carico fiscale sul ceto medio. Tra le proposte avanzate, si prevede una variazione degli scaglioni di reddito che potrebbe portare a un sollievo fiscale significativo per questa fascia di contribuenti.

Riassumiamo di seguito i punti principali delle proposte avanzate a favore del ceto cosiddetto “medio” e i benefici che questo ne potrebbe trarre:

  • la modifica suggerita riguarda l'espansione dello scaglione di reddito intermedio da 50.000 a 70.000 euro. Questo cambiamento implica che i redditi fino a 70.000 euro sarebbero tassati a un'aliquota ridotta, potenzialmente incrementando il potere d'acquisto e stimolando la spesa.
  • si stima che tale modifica possa tradursi in un risparmio fiscale annuale fino a 160 euro per contribuente, che, pur non essendo trasformazionale, porterebbe un leggero sollievo finanziario.
  • esperti economici e partecipanti agli Stati Generali hanno espresso pareri misti: mentre alcuni vedono questa mossa come un passo positivo verso un sistema fiscale più equo, altri sono preoccupati per l'impatto sul bilancio dello stato e suggeriscono che le risorse potrebbero essere meglio impiegate in riforme più ampie.
  • nonostante l'ottimismo, vi è una preoccupazione diffusa riguardo alla sostenibilità di tali misure nel lungo termine, soprattutto considerando le sfide economiche globali correnti.
NOTA BENE: Queste proposte di riforma dell'Irpef, focalizzate sul ceto medio, sono intese a equilibrare maggiormente il carico fiscale e a promuovere una ripresa economica inclusiva, ma il loro successo dipenderà dalla capacità di bilanciare equità e necessità economiche del Paese.

Commercialisti e le sfide quotidiane con gli Uffici territoriali

Durante gli Stati Generali dei commercialisti, Elbano de Nuccio ha messo in luce le problematiche persistenti nei rapporti tra commercialisti e gli uffici territoriali delle Entrate. Ha sottolineato l'urgenza di migliorare questi rapporti per una gestione fiscale più efficiente, invocando soluzioni concrete come la rimodulazione dello smart working e l'implementazione di corsie preferenziali per i professionisti. Questi interventi mirano a rendere più fluida l'interazione quotidiana e a superare gli ostacoli burocratici che attualmente rallentano il lavoro dei commercialisti.

Stati Generali: riflessioni finali e prossimi passi

Gli Stati Generali dei commercialisti hanno offerto una panoramica esaustiva sullo stato attuale e le prospettive future del settore fiscale in Italia. Le discussioni incentrate su riforme fiscali, pressione fiscale, e supporto al ceto medio delineano un cammino di possibili modifiche legislative che potrebbero influenzare profondamente la professione.

Al termine dei lavori dunque è emersa:

  1. la necessità di una riforma fiscale comprensiva per alleviare il carico sulle PMI e il ceto medio;
  2. l’urgenza di migliorare l'interazione tra commercialisti e l'Agenzia delle Entrate attraverso una migliore organizzazione e digitalizzazione.

Per quanto riguarda, invece, l’impatto sulle politiche future, è da evidenziare come:

  • le proposte di riforma, come l'adeguamento degli scaglioni IRPEF, potrebbero portare a un sistema fiscale più equo e funzionale;
  • i miglioramenti nei processi di comunicazione con gli enti fiscali possono ridurre le inefficienze operative quotidiane dei commercialisti.

Queste riflessioni indicano che il cammino verso un ambiente fiscale migliorato richiede una collaborazione continua tra i professionisti del settore e i decisori politici, puntando a una maggiore equità e efficienza nella gestione fiscale e normativa. Le direzioni prese ora saranno cruciali per definire l'efficacia e la sostenibilità delle politiche future.

In quest'ottica si inserisce l'esigenza - espressa dai commercialisti - di avere una cabina di regia presso il Gabinetto del Ministro della Giustizia, al fine di coordinare e ottimizzare le politiche legislative in maniera più efficace, riunendo esperti legali e fiscali per affrontare e risolvere questioni complesse a livello nazionale.

Ricevi GRATIS la nostra newsletter

Ogni giorno sarai aggiornato con le notizie più importanti, documenti originali, anteprime e anticipazioni, informazioni sui contratti e scadenze.

Richiedila subito