Whistleblowing. Sì alla direttiva Ue con più tutele

Whistleblowing. Sì alla direttiva Ue con più tutele

Il Consiglio Ue approva la direttiva sulla protezione di chi segnala anonimamente illeciti aziendali (whistleblower).

Si ricorda che il 16 aprile 2019 il Parlamento europeo aveva approvato le norme che assicurano standard minimi di protezione alle persone che denunciano pubblicamente violazioni al diritto dell'Ue.

Entro due anni dall’entrata in vigore della direttiva - venti giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea - l’Italia dovrà recepire le nuove regole Ue sul whistelblowing, ora regolate dalla legge n. 179/2017.

Le novità sono importanti:

  1. estensione della normativa, per ora riservata solo a manager e dipendenti, anche figure esterne all'azienda (tra cui: lavoratori autonomi, consulenti, tirocinanti, freelancer);
  2. ampliamento delle aziende tenute ad adeguarsi (tutte le imprese private con più di 50 dipendenti o con un fatturato annuale superiore a 10 milioni di euro, con eccezione delle piccole e micro imprese, salvo quelle operanti nel settore finanziario o a rischio di riciclaggio);
  3. la disciplina non riguarderà solo le segnalazioni di illeciti che ricadono nel decreto legislativo 231/2001, ma anche altro, come le segnalazioni su tutela della privacy e protezione dei dati;
  4. dovrà essere nominato un referente aziendale (ufficio o persona) che, ricevuta la segnalazione, vi dia seguito entro tre mesi.

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  • edotto.com - Edicola del 17 aprile 2019 - Whistleblowing. Il parlamento Ue approva la Direttiva - G. Lupoi
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