Crediti formativi revisori, invio automatico al MEF

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Il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili (Cndcec), con l’informativa n. 69 del 21 aprile 2026, annuncia una novità destinata a incidere in modo concreto sulla gestione della formazione professionale dei commercialisti iscritti anche al Registro dei revisori legali. Da ora in avanti, infatti, i crediti formativi maturati nel 2026 e utili ai fini dell’assolvimento dell’obbligo formativo previsto per i revisori saranno trasmessi automaticamente ogni giorno al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Si tratta di un passaggio operativo rilevante, perché rende più lineare il flusso informativo tra il sistema della formazione professionale gestito dal CNDCEC e la piattaforma del MEF. L’obiettivo è duplice:

  • da un lato, semplificare la rendicontazione dei crediti utili per i professionisti;
  • dall’altro, garantire una maggiore tempestività nell’aggiornamento delle posizioni individuali.

Trasmissione giornaliera dei crediti formativi

La novità illustrata dall’informativa n. 69 del 21 aprile 2026 nasce dalla collaborazione tra il Cndcec e il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

In base alla nuova procedura, i crediti formativi che gli enti formatori comunicano al CNDCEC tramite il portale FPC vengono trasferiti in modo automatizzato al MEF con frequenza giornaliera.

Sul piano pratico, questo significa che il professionista iscritto sia all’Albo sia al Registro dei revisori legali potrà trovare tali dati anche nella propria area riservata del MEF, con la possibilità di verificare l’avanzamento dell’adempimento formativo richiesto dall’articolo 5 del D.lgs. 39/2010.

Il cambiamento assume un valore importante soprattutto sotto il profilo del controllo e della trasparenza. La visibilità diretta dei crediti sulla piattaforma ministeriale consente infatti agli iscritti di monitorare in maniera più immediata la propria posizione e di individuare con maggiore rapidità eventuali mancanze o disallineamenti.

Ruolo centrale di Ordini ed enti formatori

Se il nuovo sistema punta sull’automatizzazione, resta però fondamentale la correttezza del dato originario. Proprio per questa ragione, il Consiglio nazionale richiama l’attenzione degli Ordini e degli enti formatori sulla necessità di aggiornare con regolarità e tempestività le presenze agli eventi formativi attraverso il portale FPC.

L’invito è a rispettare i termini previsti dal Regolamento per la formazione professionale continua, che disciplina le modalità di rilevazione delle presenze e i tempi entro cui devono essere caricati i dati relativi ai crediti maturati dai partecipanti.

Il richiamo non è meramente formale: poiché il sistema di trasmissione al MEF si alimenta proprio delle informazioni presenti nel portale del Consiglio nazionale, ogni ritardo o omissione nell’inserimento dei dati rischia di riflettersi direttamente sulla posizione del singolo iscritto.

In altre parole, l’automatismo funziona in modo efficace solo se a monte vi è una gestione puntuale delle presenze e delle relative attribuzioni di crediti.

Come saranno classificati i corsi nell’area riservata del MEF

Un altro profilo chiarito dall’informativa riguarda la modalità con cui i crediti saranno rappresentati nella piattaforma ministeriale. Nell’area riservata del MEF, infatti, i crediti acquisiti attraverso la partecipazione a un determinato evento formativo, individuato con il cosiddetto “codice corso interno”, saranno associati a un “codice corso” previsto dal programma formativo annuale del Ministero.

Questa associazione avverrà tenendo conto di vari elementi: quanto già indicato nell’Informativa n. 37 del 24 febbraio 2026, i codici materia CNDCEC utilizzati in sede di accreditamento dell’evento e le corrispondenze convenzionali riportate nella tabella allegata al documento.

La precisazione è tutt’altro che secondaria. Il corretto raccordo tra classificazione interna del CNDCEC e codifica ministeriale è infatti ciò che consente di far confluire i crediti nel giusto perimetro formativo riconosciuto dal MEF. Per i soggetti organizzatori della formazione, questo comporta la necessità di prestare particolare attenzione alla fase di accreditamento e alla corretta imputazione delle materie.

Focus anche sui crediti del 2024 e del 2025

L’informativa 69/2026 non si limita a disciplinare il nuovo sistema per i crediti 2026, ma affronta anche la situazione relativa agli anni precedenti.

Il Cndcec segnala che, in data 16 aprile 2026, è già stato effettuato un primo invio al MEF dei crediti formativi conseguiti nel 2024 e nel 2025, sulla base delle informazioni presenti nella piattaforma CNDCEC alla data del 14 aprile 2026.

Il quadro, tuttavia, non è ancora completo. Risultano infatti ancora attività formative per le quali non sono stati importati i dati dei partecipanti. Per questo motivo, saranno necessarie ulteriori trasmissioni nelle prossime settimane.

Da qui l’invito rivolto agli Ordini che non abbiano ancora completato la procedura: occorre provvedere alla completa importazione dei partecipanti alle attività formative svolte nel 2024 e nel 2025 entro la fine di aprile 2026.

Un sistema più integrato tra CNDCEC e Ministero

Nel complesso, la misura va letta come un passo avanti verso una maggiore integrazione tra sistema ordinistico e amministrazione ministeriale. L’automazione della trasmissione dei crediti riduce i passaggi manuali, favorisce l’aggiornamento continuo delle posizioni e offre agli iscritti uno strumento in più per monitorare il rispetto degli obblighi formativi.

Resta però evidente che l’efficacia del nuovo modello dipenderà dalla collaborazione di tutti i soggetti coinvolti. Il principio è chiaro: più i dati vengono caricati in modo tempestivo e coerente nel portale FPC, più la rendicontazione verso il MEF sarà affidabile e utile per i professionisti.

L’informativa n. 69/2026 si colloca dunque in una prospettiva di razionalizzazione delle procedure e di rafforzamento del dialogo digitale tra enti. Un’evoluzione che, almeno nelle intenzioni del Consiglio nazionale, punta a rendere più semplice, verificabile e trasparente la gestione dei crediti formativi dei commercialisti che svolgono anche l’attività di revisore legale.

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