Il Sostegni bis ha l’approvazione definitiva del Senato. È legge

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Il Sostegni bis ha l’approvazione definitiva del Senato. È legge

Il Ddl di conversione, con modificazioni, del Dl 25 maggio 2021, n. 73 (decreto “Sostegni bis”), recante misure urgenti connesse all’emergenza da Covid-19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali, nella seduta di giovedì 22 luglio 2021, ha ottenuto l’approvazione definitiva.

Il Senato, con 213 voti favorevoli, 28 contrari e una astensione, ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando la legge di conversione. Il testo attende ora la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il decreto Sostegni bis è legge. Tutti i contributi a fondo perduto, i crediti d'imposta e le proroghe

All’articolo 1 del Sostegni bis convertito sono disciplinati i contributi a fondo perduto destinati alle imprese, ai lavoratori autonomi, ai professionisti e agli enti del Terzo settore che svolgono attività commerciale danneggiati dall’emergenza da Covid-19.

La grande novità rispetto al primo decreto Sostegni, è che tali contributi sono stati estesi alle aziende con ricavi fino a 15 milioni e non più fino a 10 milioni. Si tratta di tre nuovi contributi a fondo perduto: un contributo alle attività stagionali, un contributo automatico e un contributo perequativo.

Viene rinviato il calendario per il pagamento delle cartelle esattoriali e degli avvisi bonari: viene posticipato dal 30 aprile al 31 agosto il loro invio. I termini di scadenza relativi a vaglia cambiari, cambiali e altri titoli di credito e a ogni altro atto avente efficacia esecutiva, che ricadono o decorrono nel periodo dal 1° febbraio 2021 al 30 settembre 2021, sono sospesi fino al 30 settembre 2021.

Posticipate anche le rate derivanti dalla rottamazione dei ruoli, sebbene si tratti di un intervento minimo per i debitori: il termine ultimo per il pagamento rimane quello del 30 novembre 2021.

Diventa definitiva l’ulteriore proroga al 15 settembre 2021, senza maggiorazione, dei termini di versamento per i contribuenti che svolgono attività interessate dagli ISA, compresi i minimi e i forfetari, che vedono slittare le scadenze dei pagamenti del saldo 2020 e primo acconto 2021 dei contributi e delle imposte risultanti dalle dichiarazioni annuali dei redditi, dell’Iva e dell’Irap.

La proroga riguarda anche gli altri “collegati” ai contribuenti soggetti agli Isa, quali i soci di società di persone e delle Srl in trasparenza o i collaboratori di imprese familiari, nonché i forfettari e i minimi, nonché anche le società di capitali, soggette agli Isa, che hanno approvato il bilancio al 31 dicembre 2020, entro 180 giorni dalla chiusura dell’esercizio, cioè entro il 29 giugno 2021.

Restano fermi gli ordinari termini del 30 giugno (ormai già scaduto), o dal 1° al 30 luglio 2021 con lo 0,40% in più, per gli altri contribuenti.

Non dovranno pagare l’Imu per tutto il 2021 i proprietari di immobili soggetti al blocco degli sfratti per morosità. I locatori avranno inoltre diritto al rimborso della prima rata dell’imposta 2021.

Esteso e prorogato anche il credito d’imposta sui canoni di locazione ad uso non abitativo, con il tax credit che vale fino al 60% per le spese di affitto sostenute nei mesi che vanno da gennaio a maggio 2021.

Stanziati 350 milioni di euro per l’ecobonus auto, che viene prorogato dal 30 giugno al 31 dicembre 2021.

Due novità riguardano il bonus vacanze: è possibile utilizzarlo per pagare agenzie viaggi o tour operator per l’acquisto di un servizio turistico in Italia e per il pagamento di pacchetti.

Messi a disposizione contributi a fondo perduto per un totale di 60 milioni per le imprese che operano nei settori wedding, intrattenimento, dell’organizzazione di feste e cerimonie.

Inoltre, 60 milioni di euro in più anche per il Terzo settore di cui 20 da destinare a contributi a fondo perduto per enti non commerciali, enti religiosi civilmente riconosciuti, organizzazioni non lucrative di utilità sociale che svolgono servizi socio-sanitari e assistenziali per anziani non autosufficienti e disabili.

Infine da segnalare l’introduzione della possibilità, per gli accordi collettivi, di introdurre nuove causali per i contratti a tempo determinato e l’introduzione di nuovi crediti d’imposta, tra cui quello per le imprese che sostengono spese per attività di formazione professionale di alto livello dei propri dipendenti.