Tutela costituzionale per le vittime di reato: riforma alla Camera
Pubblicato il 12 maggio 2026
In questo articolo:
- Cosa prevede la proposta di legge costituzionale
- Cosa tutela oggi l’articolo 24 della Costituzione
- La tutela delle vittime di reato nell’ordinamento italiano
- Il ruolo della normativa europea nella tutela delle vittime
- La posizione degli avvocati penalisti
- Iter parlamentare della proposta di legge costituzionale
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Presso l'Aula di Montecitorio prosegue l'esame di diversi provvedimenti di interesse del settore giustizia.
Oltre al disegno di legge recante Delega al Governo per la riforma dell'ordinamento forense e il provvedimento in materia di pubblicità delle sentenze di assoluzione o proscioglimento, la Camera dei Deputati sta esaminando la proposta di legge costituzionale A.C. 2197, già approvata in prima deliberazione dal Senato il 14 gennaio 2025, che introduce nell’articolo 24 della Costituzione il principio secondo cui:
La riforma si inserisce nel più ampio percorso di rafforzamento della tutela delle vittime nel diritto nazionale ed europeo.
La proposta ha aperto un acceso dibattito giuridico e costituzionale, soprattutto con riferimento agli effetti sul principio di presunzione di innocenza e sugli equilibri del processo penale.
Cosa prevede la proposta di legge costituzionale
La proposta di legge costituzionale A.C. 2197 modifica l’articolo 24 della Costituzione introducendo, dopo il secondo comma, la previsione secondo cui “La Repubblica tutela le vittime di reato”.
La disposizione viene inserita accanto al principio del diritto di difesa inviolabile.
In origine la modifica era prevista nell’articolo 111 Cost. sul giusto processo, ma durante le audizioni parlamentari è stata scelta la collocazione nell’articolo 24 Cost. per estendere la tutela delle vittime anche oltre l’ambito strettamente processuale.
Cosa tutela oggi l’articolo 24 della Costituzione
L’articolo 24 della Costituzione garantisce il diritto di agire in giudizio e stabilisce che la difesa è inviolabile in ogni stato e grado del procedimento.
La norma prevede inoltre il patrocinio a spese dello Stato e la riparazione degli errori giudiziari. Nel processo penale, il diritto di difesa deve convivere con la tutela della persona offesa, nel rispetto dell’equilibrio costituzionale tra garanzie e giustizia.
La tutela delle vittime di reato nell’ordinamento italiano
La tutela delle vittime di reato è già disciplinata da diverse norme dell’ordinamento italiano, tra cui il decreto legislativo n. 212/2015, la legge n. 103/2017 e il decreto legislativo n. 150/2022, attuativo della riforma Cartabia.
Le disposizioni riconoscono alle vittime il diritto all’informazione, all’assistenza, alla protezione, alla partecipazione al procedimento penale, al risarcimento del danno e all’accesso alla giustizia riparativa e al patrocinio a spese dello Stato. Specifiche tutele sono previste per minori, vittime di violenza domestica, tratta e soggetti vulnerabili.
Il ruolo della normativa europea nella tutela delle vittime
La tutela delle vittime di reato è stata rafforzata dalla direttiva 2012/29/UE, che ha introdotto standard minimi comuni in materia di informazione, assistenza, protezione e partecipazione al procedimento penale. La normativa europea prevede inoltre misure contro vittimizzazione secondaria, intimidazioni e ritorsioni.
Nel 2023 la Commissione europea ha proposto ulteriori modifiche per migliorare l’accesso alle informazioni, rafforzare la protezione delle vittime vulnerabili e facilitare il risarcimento del danno. I triloghi europei sono ancora in corso.
La posizione degli avvocati penalisti
Con un comunicato diffuso l’11 maggio 2026, l’Unione delle Camere Penali Italiane (UCPI) ha espresso perplessità sulla proposta di modifica costituzionale in parola.
Secondo i penalisti, la riforma sarebbe superflua, poiché la tutela delle persone offese risulta già garantita dagli articoli 2 e 3 della Costituzione, oltre che dalla normativa nazionale ed europea vigente.
La Giunta dell’Unione delle Camere Penali critica inoltre l’introduzione del termine “vittima” nel testo costituzionale, ritenendo che tale formulazione possa incidere sul principio di presunzione di innocenza previsto dall’articolo 27 Cost. e determinare uno sbilanciamento del processo penale verso un modello definito “vittimocentrico”.
Iter parlamentare della proposta di legge costituzionale
La proposta di legge costituzionale A.C. 2197, come anticipato, è stata approvata in prima deliberazione dal Senato il 14 gennaio 2025 ed è attualmente all’esame della Camera dei Deputati, dopo il passaggio nella I Commissione Affari Costituzionali.
Trattandosi di una revisione costituzionale, l’iter segue quanto previsto dall’articolo 138 Cost., che richiede una doppia deliberazione parlamentare e può prevedere un referendum costituzionale.
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