CAF e professionisti abilitati: rideterminati i compensi per l’assistenza fiscale
Pubblicato il 11 maggio 2026
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Con il decreto 29 aprile 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 106 del 9 maggio 2026, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ridetermina il quadro delle risorse destinate ai compensi spettanti ai Centri di assistenza fiscale e ai professionisti abilitati per l’attività di assistenza fiscale.
Il provvedimento, firmato dal Ministro Giancarlo Giorgetti, dà attuazione a quanto previsto dalla Legge di bilancio 2026, che ha disposto una riduzione delle dotazioni finanziarie destinate a tale finalità in relazione al consolidamento delle procedure della dichiarazione precompilata.
La nuova disciplina opera a decorrere dal 2026, ma riguarda le attività rese nell’anno 2025.
Tetto massimo alle risorse per CAF e professionisti
Il decreto fissa in 195.297.790 euro il limite massimo delle risorse da destinare all’erogazione dei compensi spettanti a CAF e professionisti abilitati.
La previsione è contenuta nell’articolo 2 del provvedimento, secondo cui le somme disponibili non possono eccedere tale importo a partire dal 2026, con riferimento all’assistenza fiscale prestata nell’anno precedente.
Il limite di spesa rappresenta il punto centrale della rimodulazione: qualora l’applicazione dei compensi unitari determini un fabbisogno complessivo superiore al plafond annuale, gli importi spettanti ai singoli aventi diritto saranno ridotti proporzionalmente.
Si tratta, quindi, di un meccanismo di contenimento della spesa che interviene sul totale delle risorse disponibili. In caso di incapienza, la riduzione sarà ripartita tra tutti i soggetti interessati.
Rimodulazione legata allo sviluppo della precompilata
La rideterminazione dei compensi si collega all’evoluzione della dichiarazione dei redditi precompilata, introdotta dal Decreto legislativo n. 175/2014 e resa disponibile dall’Agenzia delle Entrate a partire dal 2015.
Nelle premesse del decreto viene evidenziato che l’ampliamento e il miglioramento della qualità dei dati fiscali hanno favorito, negli anni successivi al 2016, un progressivo sviluppo delle dichiarazioni precompilate e un aumento dei modelli accettati senza modifiche da parte dei contribuenti.
Proprio il consolidamento di questo sistema è alla base della riduzione prevista dalla Legge di bilancio 2026, che ha disposto un taglio delle dotazioni finanziarie del capitolo interessato pari a 21,6 milioni di euro annui a decorrere dal 2026.
Compensi differenziati in base all’attività svolta
La rimodulazione tiene conto del diverso impegno richiesto a CAF e professionisti abilitati nelle varie ipotesi di assistenza fiscale.
Il decreto richiama, in particolare, le situazioni in cui l’attività riguarda una dichiarazione precompilata senza modifiche, quelle in cui sono necessarie variazioni o integrazioni dei dati, nonché i casi in cui l’assistenza viene prestata in assenza della precompilata.
Rientrano nel perimetro considerato anche le ipotesi di esonero dall’obbligo di presentazione della dichiarazione da parte del contribuente e quelle in cui lo stesso contribuente rifiuti di delegare il CAF o il professionista all’accesso alla propria dichiarazione precompilata.
La logica seguita dal decreto è quella di rapportare la misura dei compensi al diverso carico operativo e alle responsabilità connesse all’assistenza prestata.
Restano i compensi del decreto MEF 2014
L’articolo 1 del decreto stabilisce che le misure dei compensi sono quelle determinate dal Decreto MEF 29 dicembre 2014, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 18 del 23 gennaio 2015.
Il superamento di tale limite comporterà la riduzione proporzionale delle somme spettanti a CAF e professionisti abilitati.
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