Canone unico patrimoniale, i chiarimenti MEF per il calcolo dei messaggi pubblicitari

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Canone unico patrimoniale, i chiarimenti MEF per il calcolo dei messaggi pubblicitari

Il Mef ha pubblicato la risoluzione n. 3/DF con la quale fornisce alcuni chiarimenti in ordine all’applicazione del canone unico patrimoniale (CUP) di cui all’art. 1, comma 816 della legge 27 dicembre 2019, n. 160, relativamente alla sua determinazione in caso di diffusione di messaggi pubblicitari.

Cosa è il Canone unico patrimoniale

Si ricorda brevemente che il CUP è stato istituito con la legge di Bilancio 2020 in sostituzione di alcuni tributi locali come, ad esempio, la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche e relativo canone (Tosap e Cosap), nonché quella per l’installazione di mezzi pubblicitari e diritti di affissione.

Si tratta di un canone unico dovuto a Comuni, Province e Città metropolitane da parte di soggetti titolari della concessione per l’occupazione di suolo pubblico e diffusione di messaggi pubblicitari installati su aree pubbliche.

Il canone è dovuto:

  • dal titolare della concessione di occupazione di suolo pubblico. Nel caso di una pluralità di occupanti di fatto, sono tutti tenuti al pagamento del canone;
  • dal titolare dell’autorizzazione pubblicitaria/dichiarante (se previsto). Il canone è dovuto sia dal proprietario del mezzo che dal soggetto pubblicizzato.

NOTA BENE: In caso di occupazione o esposizione abusiva il canone è dovuto da colui che effettua l'occupazione o la diffusione dei messaggi pubblicitari abusivamente e dal soggetto pubblicizzato. Il canone è indivisibile e il versamento viene effettuato indifferentemente da uno dei contitolari.

Il canone deve essere pagato al momento del rilascio dell’atto di autorizzazione, concessione e dichiarazione, nei casi previsti. Per gli anni successivi, il canone da pagare viene trasmesso telematicamente al contribuente.

SCADENZA: Per le occupazioni di suolo pubblico e per le esposizioni pubblicitarie permanenti, il pagamento deve essere effettuato in unica soluzione entro il 30 aprile di ciascun anno. Per importi superiori a 500 euro, il pagamento del canone può essere effettuato o in un’unica soluzione al 30 aprile o in 3 rate di eguale importo, con scadenza al 30 aprile, 31 luglio, 31 ottobre.

NOTA BENE: Per l’anno 2023, la rata in scadenza del CUP al 30 aprile scorso è stata posticipata al 2 maggio, cadendo di domenica. Le tre rate di pari importo per la rateizzazione hanno scadenza in data: 02/05/2023; 31/07/2023 e 31/10/2023.

MEF, chiarimenti su canone unico patrimoniale relativo ai messaggi pubblicitari

Nella risoluzione 3/DF del 20 luglio 2023, il Ministero dell’economia risponde a tre quesiti riguardanti la determinazione del CUP in caso di diffusione di messaggi pubblicitari.

Specifica la nota che uno dei presupposti del CUP, a norma dell’art. 1, comma 819, lett. b) della legge n. 160 del 2019, riguarda la diffusione di messaggi pubblicitari, anche abusiva, mediante impianti installati su aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti, su beni privati laddove siano visibili da luogo pubblico o aperto al pubblico del territorio comunale, ovvero all'esterno di veicoli adibiti a uso pubblico o a uso privato.

Con i primi due quesiti si è analizzata la possibilità di escludere, dal calcolo del CUP, le parti del mezzo pubblicitario che non hanno una diretta correlazione con la diffusione del messaggio pubblicitario oppure quando vengono utilizzati oggetti o strutture che non costituiscono mezzi pubblicitari veri e propri, come gli impianti pubblicitari di servizio.

Secondo il Ministero, dunque, nei casi in cui il mezzo pubblicitario è provvisto di elementi che non posseggono alcun effetto pubblicitario, questi vanno esclusi dalla superficie su cui determinare il CUP. Considerare, infatti, come superficie da assoggettare al canone quella di strutture che hanno la funzione di mero supporto strumentale appare contrario allo spirito del comma 819, lettera b, del Bilancio 2020, che come presupposto al pagamento del canone pone solo il messaggio pubblicitario.

NOTA BENE: Pertanto, sono da escludere dalla determinazione del CUP le parti del mezzo stesso, quali, ad esempio, cornici, supporti di sostegno ed eventuali elementi decorativi, che non posseggono alcuna funzione pubblicitaria.

Analoga conclusione vale anche nel caso in cui per la diffusione di un messaggio pubblicitario, vengono utilizzati oggetti o strutture che non costituiscono mezzi pubblicitari veri e propri, come gli impianti pubblicitari di servizio (fermate autobus, pensiline, transenne parapedonali, cestini, panchine, orologi, o simili).

NOTA BENE: Tali impianti, per loro natura, hanno una destinazione principale diversa, così da non costituire mezzi pubblicitari veri e propri con la conseguenza che la funzione pubblicitaria viene svolta esclusivamente dal messaggio pubblicitario.

Con l’ultimo quesito, invece, è stato chiesto al MEF come applicare il CUP nel caso di installazione di una pluralità di segnali turistici o di territorio o di frecce direzionali, su un unico supporto.

Nello specifico, si chiede se il canone vada applicato alla superficie relativa all’intero impianto o se, invece, vada calcolato separatamente in relazione alla superficie di ogni singolo segnale o freccia direzionale.

Secondo il MEF, nell’ipotesi in cui l’impianto pubblicitario contenga più messaggi, anche riferiti a soggetti ed aziende diverse, la superficie da assoggettare al CUP è quella dell’intero impianto oggetto della concessione o dell’autorizzazione.

Il canone, infatti, deve essere corrisposto dal titolare del provvedimento di concessione o di autorizzazione, e ciò anche nel caso in cui siano esposti messaggi pubblicitari riferiti a soggetti diversi.

Se, invece, i titolari del provvedimento di concessione o di autorizzazione all’installazione dell’impianto sono diversi, il canone va liquidato distintamente, commisurandolo alla superficie del segnale o del gruppo segnaletico che è nella disponibilità di ciascuno di essi.

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