Legge di Bilancio 2026: l'analisi dei Consulenti del lavoro

Pubblicato il



La Fondazione Studi Consulenti del Lavoro, con la circolare n. 1 del 15 gennaio 2026, fornisce una lettura sistematica della legge di Bilancio 2026, analizzando le principali disposizioni in materia di lavoro, previdenza e fisco.

L’approfondimento ricostruisce il quadro normativo illustrando le correlate implicazioni applicative, con particolare attenzione agli interventi che incidono sul costo del lavoro e sulle politiche di incentivazione dell’occupazione.

La circolare dedica ampio spazio alle misure in favore delle assunzioni a tempo indeterminato, alla prosecuzione degli strumenti di decontribuzione già sperimentati negli anni precedenti e al coordinamento tra nuove agevolazioni e disciplina europea sugli aiuti di Stato. Tali interventi costituiscono uno degli elementi centrali della manovra, in un contesto caratterizzato da risorse finanziarie limitate e dalla necessità di operare scelte selettive.

Quadro generale della Manovra

La legge di Bilancio 2026 è adottata in un contesto macroeconomico segnato da vincoli stringenti sui conti pubblici e dall’esigenza di rientrare nei parametri europei in materia di deficit e debito.

Il ridimensionamento delle risorse disponibili rispetto alle precedenti manovre finanziarie ha determinato una riduzione degli interventi di carattere generalizzato, privilegiando misure mirate e temporalmente circoscritte.

Secondo l’impostazione ricostruita dalla Fondazione Studi, la Manovra persegue tre obiettivi principali: il rafforzamento del reddito da lavoro, il sostegno all’occupazione stabile e la tenuta del sistema di welfare.

Le politiche del lavoro assumono, in questo quadro, un ruolo prioritario, sia attraverso interventi fiscali sia mediante incentivi contributivi.

Fiscalità del lavoro e rafforzamento del reddito

La circolare n. 1 del 15 gennaio 2026 della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro evidenzia come la legge di Bilancio 2026 intervenga in modo significativo sulla fiscalità del lavoro dipendente.

Le disposizioni sulla tassazione agevolata degli aumenti retributivi previsti dai rinnovi contrattuali  (ad avviso della Fondazione Studi CDL, l'agevolazione fiscale si applicherebbe solo alle nuove tranche di aumento retributivo corrisposte nel 2026 e a quelle previste esclusivamente dai Contratti collettivi nazionali) e dei premi di produttività mirano a incrementare il reddito netto dei lavoratori e a favorire il rinnovo dei contratti collettivi nazionali.

In particolare, l’applicazione di un’imposta sostitutiva sugli incrementi retributivi derivanti dai rinnovi contrattuali sottoscritti nel periodo 2024–2026 e la riduzione dell’aliquota sui premi di risultato rafforzano il legame tra contrattazione, produttività e salario.

Tali misure si inseriscono in una strategia di sostegno al potere d’acquisto che utilizza la leva fiscale in luogo di incrementi strutturali della spesa.

Prestazioni sostitutive di vitto

La legge di Bilancio 2026 interviene sulla disciplina fiscale delle prestazioni sostitutive di vitto, confermando e prorogando il regime agevolato applicabile ai buoni pasto e alle indennità sostitutive riconosciute ai lavoratori dipendenti.

La circolare della Fondazione Studi richiama l’attenzione sulla funzione di tali strumenti come componente indiretta della retribuzione, finalizzata a sostenere il reddito netto senza incrementare il costo contributivo per il datore di lavoro.

In particolare, viene ribadita la non imponibilità, ai fini fiscali e contributivi, delle prestazioni sostitutive di vitto entro i limiti giornalieri previsti dalla normativa vigente, differenziati in base alla modalità di erogazione. Per i buoni pasto elettronici, la legge di Bilancio 2026 innalza la soglia di esenzione da 8 a 10 euro giornalieri, mentre resta invariato a 4 euro il limite di non imponibilità per i buoni pasto cartacei.

La Fondazione evidenzia come l’incremento della soglia per i buoni elettronici si inserisca in una strategia di stabilizzazione e rafforzamento degli strumenti di welfare aziendale, orientata a sostenere il reddito netto dei lavoratori e a favorire modalità di erogazione più tracciabili, evitando interventi che avrebbero potuto ridurne l’attrattività.

Trattamento integrativo speciale per il lavoro notturno e festivo

Un ulteriore intervento di rilievo, analizzato in modo specifico dalla Fondazione Studi, riguarda la proroga del trattamento integrativo speciale riconosciuto ai lavoratori del settore turistico e dei pubblici esercizi per le prestazioni di lavoro notturno e per il lavoro straordinario svolto nei giorni festivi.

La Legge di Bilancio 2026 conferma l’erogazione di un importo integrativo, calcolato in percentuale sulle retribuzioni lorde riferite alle predette prestazioni, per il periodo compreso tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026. Il beneficio è riconosciuto ai lavoratori dipendenti con un reddito da lavoro non superiore a una determinata soglia annua, al fine di concentrare l’intervento sulle fasce medio-basse di reddito.

La circolare evidenzia come il trattamento integrativo speciale non costituisca un incentivo alle assunzioni in senso stretto, ma operi come misura di sostegno al reddito e di valorizzazione delle prestazioni lavorative più onerose, tipiche di settori caratterizzati da stagionalità, discontinuità e difficoltà di reperimento della manodopera. In tale prospettiva, la misura contribuisce indirettamente alla stabilità occupazionale, rendendo più attrattivo il lavoro in comparti tradizionalmente esposti a elevato turnover.

Dal punto di vista applicativo, la Fondazione Studi richiama l’attenzione dei datori di lavoro e dei consulenti sulla corretta individuazione delle prestazioni agevolate e sulla gestione del credito maturato dal lavoratore, che viene riconosciuto direttamente in busta paga e compensato dal datore di lavoro secondo le modalità definite dall’Agenzia delle Entrate.

Incentivi alle assunzioni a tempo indeterminato

Ambito normativo e finalità

Uno dei capitoli centrali della circolare è dedicato alle misure in materia di assunzioni a tempo indeterminato, disciplinate dai commi 153-155 dell’articolo 1 della legge di Bilancio 2026.

L’intervento introduce un esonero contributivo parziale a favore dei datori di lavoro privati che, nel corso del 2026, assumono personale non dirigenziale con contratto a tempo indeterminato o trasformano rapporti a termine in rapporti stabili.

La Fondazione Studi sottolinea come l’ambito di applicazione dell’incentivo ricalchi quello delle agevolazioni previste dal Decreto Coesione, confermando una linea di continuità nelle politiche occupazionali.

L’obiettivo è duplice: favorire l’occupazione giovanile stabile e sostenere l’inserimento lavorativo delle donne svantaggiate, con particolare attenzione ai territori della Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno.

Caratteristiche dell’agevolazione

L’esonero contributivo previsto dalla legge di Bilancio 2026 è di natura parziale e riguarda esclusivamente i contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL. La durata massima dell’agevolazione è fissata in 24 mesi.

La scelta di uno sgravio parziale, anziché totale, è letta dalla Fondazione Studi come una soluzione di equilibrio tra l’esigenza di ridurre il costo del lavoro e quella di contenere l’impatto finanziario della misura. In un contesto di risorse limitate, il legislatore opta per un incentivo meno incisivo ma potenzialmente più sostenibile nel medio periodo.

Profili attuativi e aiuti di Stato

La circolare evidenzia come l’effettiva operatività della misura sia subordinata all’adozione di un decreto interministeriale, chiamato a definire requisiti, modalità applicative e limiti di spesa. Particolare rilievo assume il rispetto della disciplina europea sugli aiuti di Stato, che richiederà un’interlocuzione con la Commissione europea.

La Fondazione Studi segnala, inoltre, che le nuove agevolazioni appaiono destinate a garantire continuità rispetto a quelle introdotte dal Decreto Coesione, evitando soluzioni di discontinuità che avrebbero potuto generare incertezze applicative per imprese e consulenti.

Lavoro occasionale in agricoltura e contratti di rete

La legge di Bilancio 2026 rende strutturale il lavoro occasionale in agricoltura (LOAgri), stabilizzando una forma contrattuale già sperimentata negli anni precedenti.

La circolare ricostruisce in dettaglio l’ambito soggettivo della misura, che consente l’impiego di lavoratori inattivi, percettori di ammortizzatori sociali, pensionati, studenti e altri soggetti fragili.

Secondo l’analisi della Fondazione Studi, la stabilizzazione del LOAgri risponde a due esigenze: garantire la continuità produttiva delle imprese agricole e contrastare il lavoro irregolare, favorendo l’inserimento lavorativo di soggetti a rischio di esclusione.

Ammortizzatori sociali e assegno di inclusione

La Manovra rifinanzia diversi strumenti di integrazione salariale e proroga interventi già esistenti in favore di settori e territori in crisi. La Fondazione Studi evidenzia il carattere selettivo di tali misure, che mirano a garantire continuità alle tutele senza introdurre nuovi ammortizzatori strutturali.

Di particolare rilievo è la modifica della disciplina dell’Assegno di Inclusione, che elimina il periodo di sospensione tra i cicli di erogazione e introduce un meccanismo di continuità, seppur con una riduzione dell’importo della prima mensilità di rinnovo.

La misura è letta come un intervento di razionalizzazione, volto a evitare interruzioni nel sostegno economico ai nuclei fragili.

NASpI e politiche di sostegno alla disoccupazione

La legge di Bilancio 2026 interviene sulla disciplina della NASpI con modifiche puntuali, finalizzate più alla razionalizzazione del sistema che all’introduzione di nuovi strumenti.

La Legge di Bilancio 2026 introduce una novità puntuale in materia di NASpI, intervenendo sulle modalità di erogazione dell’anticipazione dell’indennità riconosciuta a titolo di incentivo all’autoimprenditorialità. In particolare, viene modificato il meccanismo di liquidazione anticipata della prestazione, che non è più corrisposta in un’unica soluzione, ma in due tranche.

La prima quota, pari al 70% dell’importo complessivo spettante, è erogata al momento dell’accoglimento della domanda; la restante quota del 30% è riconosciuta successivamente, a condizione che il beneficiario non abbia instaurato un rapporto di lavoro subordinato e non sia titolare di pensione diretta, fatti salvi i casi espressamente previsti dalla normativa vigente. La corresponsione della seconda tranche è subordinata al decorso di un determinato periodo temporale dall’avvio dell’attività autonoma o di impresa.

Secondo la Fondazione Studi, tale intervento risponde all’esigenza di rafforzare i controlli sull’effettiva prosecuzione dell’attività avviata e di ridurre il rischio di utilizzo distorto dell’anticipazione NASpI, senza incidere sulla funzione incentivante dello strumento.

La modifica non altera i requisiti di accesso né l’importo complessivo dell’anticipazione, ma introduce un meccanismo di maggiore gradualità nell’erogazione.

Versamento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS

La legge di Bilancio 2026 interviene in modo significativo sulla disciplina del versamento del Trattamento di Fine Rapporto al Fondo di Tesoreria gestito dall’INPS, ampliando progressivamente la platea dei datori di lavoro obbligati.

La Fondazione Studi evidenzia come tale intervento si collochi nel solco di una strategia di rafforzamento della previdenza pubblica e di razionalizzazione della gestione del TFR maturando.

A decorrere dal 1° gennaio 2026, l’obbligo di versamento al Fondo di Tesoreria riguarda i datori di lavoro che abbiano raggiunto o superato determinate soglie dimensionali, calcolate sulla media annuale dei lavoratori in forza nell’anno solare precedente.

La circolare richiama l’attenzione sul carattere progressivo della misura:

  • per il biennio 2026–2027 l’obbligo scatta per i datori di lavoro con almeno 60 dipendenti;
  • dal 2028 la soglia è ridotta a 50 dipendenti;
  • dal 2032 il limite viene ulteriormente abbassato a 40 dipendenti.

La Fondazione Studi ricorda  che il computo della forza lavoro rilevante ai fini dimensionali include tutti i lavoratori subordinati, indipendentemente dalla tipologia contrattuale e dall’orario di lavoro. Tale impostazione amplia in modo rilevante il perimetro dei soggetti interessati, con effetti diretti sulla gestione finanziaria delle imprese di medie dimensioni.

Dal punto di vista operativo, il versamento del TFR maturando al Fondo di Tesoreria deve avvenire con le stesse modalità e scadenze previste per la contribuzione previdenziale obbligatoria.

In fase di liquidazione del trattamento al lavoratore, il datore di lavoro recupera le somme anticipate mediante conguaglio contributivo.

Secondo la Fondazione Studi, la misura comporta un progressivo spostamento della funzione di accumulo del TFR dal livello aziendale a quello pubblico, con effetti di medio periodo sulla liquidità delle imprese.

Previdenza obbligatoria

Sul versante previdenziale, la circolare analizza le proroghe dell’Ape sociale, le modifiche agli adeguamenti alla speranza di vita e gli incentivi alla prosecuzione dell’attività lavorativa dopo il raggiungimento dei requisiti pensionistici anticipati.

L’impostazione della Manovra è orientata a tutelare i lavoratori impegnati in attività gravose e a favorire, al contempo, il posticipo del pensionamento.

Previdenza complementare e secondo pilastro previdenziale

Un capitolo di particolare rilievo dell’analisi della Fondazione Studi è dedicato alla previdenza complementare, oggetto di interventi mirati da parte della legge di Bilancio 2026. Le misure introdotte si collocano nell’ambito di una strategia volta a rafforzare il secondo pilastro previdenziale, nella consapevolezza delle criticità strutturali del sistema pensionistico pubblico legate all’evoluzione demografica.

La Manovra interviene innanzitutto sui meccanismi di adesione ai fondi pensione, con l’obiettivo di ampliare la platea degli iscritti, in particolare tra i lavoratori più giovani e tra coloro che presentano carriere discontinue. La circolare evidenzia come tali interventi mirino a superare le resistenze all’adesione volontaria, rafforzando il ruolo dell’informazione e della scelta consapevole del lavoratore.

Di rilievo sono anche le modifiche ai profili fiscali della previdenza complementare. La Legge di Bilancio 2026 conferma e rafforza il regime di deducibilità dei contributi versati (è innalzato il limite annuo di deducibilità dei contributi versati alle forme pensionistiche complementari da 5.164,57 euro a 5.300 euro, con effetto dal periodo d’imposta 2026), mantenendo un’impostazione favorevole alla capitalizzazione individuale. Secondo la Fondazione Studi, la leva fiscale continua a rappresentare lo strumento principale per incentivare l’adesione ai fondi pensione, in assenza di obblighi generalizzati di partecipazione.

Un ulteriore profilo analizzato riguarda il trattamento del TFR. La circolare sottolinea come le disposizioni della manovra siano orientate a favorire il conferimento del trattamento di fine rapporto alla previdenza complementare, rafforzando il collegamento tra rapporto di lavoro e costruzione della pensione integrativa. Tale impostazione è coerente con l’obiettivo di ridurre, nel medio-lungo periodo, la pressione sul sistema pensionistico pubblico.

Nel complesso, le misure sulla previdenza complementare sono lette dalla Fondazione Studi come interventi di medio periodo, privi di effetti immediati sul bilancio dello Stato ma rilevanti sotto il profilo strutturale.

La Manovra del 2026 non introduce riforme radicali, ma consolida un percorso già avviato, volto a riequilibrare il rapporto tra previdenza pubblica e previdenza integrativa.

Misure a favore delle lavoratrici madri

La legge di Bilancio 2026 conferma e riorganizza il quadro delle misure di sostegno alle lavoratrici madri, intervenendo sia sul versante contributivo sia su quello del sostegno economico diretto. La Fondazione Studi evidenzia come tali interventi si pongano in continuità con le disposizioni introdotte dalle precedenti leggi di bilancio, ma con una rimodulazione delle decorrenze e delle platee di riferimento.

Esoneri contributivi

Per quanto riguarda gli esoneri contributivi, la manovra conferma il riconoscimento dell’esonero totale dei contributi previdenziali a carico della lavoratrice per le madri con tre o più figli titolari di un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo e comunque non oltre il 31 dicembre 2026. L’esonero opera nel limite massimo annuo previsto dalla normativa vigente e non incide sull’accredito contributivo ai fini pensionistici.

La circolare chiarisce che, a decorrere dagli anni successivi, il legislatore ha previsto una revisione del sistema degli esoneri, con il passaggio da misure generalizzate a interventi più selettivi, calibrati sulla numerosità dei figli e sulla tipologia di attività svolta.

Contributo economico alle lavoratrici madri

Accanto agli esoneri contributivi, la legge di Bilancio 2026 introduce un contributo economico diretto a favore delle lavoratrici madri, riconosciuto in presenza di specifici requisiti soggettivi. La misura è rivolta sia alle lavoratrici subordinate sia alle lavoratrici autonome e professioniste iscritte alle gestioni previdenziali obbligatorie, comprese le casse professionali.

Il contributo spetta alle madri con due figli fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo, nonché alle madri con tre o più figli fino al compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, salvo i casi in cui sia già riconosciuto l’esonero contributivo pieno. L’importo è corrisposto in misura mensile e non concorre alla formazione del reddito imponibile né al calcolo dell’ISEE.

Secondo la Fondazione Studi, la scelta di affiancare agli esoneri contributivi una misura di sostegno monetario risponde all’esigenza di includere nel sistema di tutele anche le lavoratrici autonome e quelle con carriere non continuative, tradizionalmente escluse dagli strumenti di decontribuzione.

Congedi parentali e assenze per malattia dei figli

La legge di Bilancio 2026 interviene in modo significativo sulla disciplina dei congedi parentali e delle assenze per malattia dei figli, ampliandone l’ambito di applicazione e rafforzando le misure di conciliazione tra vita familiare e attività lavorativa.

La Fondazione Studi evidenzia come tali interventi si inseriscano in un percorso normativo già avviato negli anni precedenti, volto a superare una visione meramente assistenziale della maternità e a promuovere una responsabilità genitoriale condivisa.

Estensione dell’età del minore per il congedo parentale

La principale novità riguarda l’estensione dell’età del figlio entro cui è possibile fruire del congedo parentale. La soglia viene elevata da 12 a 14 anni, con modifica degli articoli 32, 33, 34 e 36 del D.Lgs. n. 151/2001. La circolare sottolinea come tale estensione produca effetti rilevanti soprattutto per i nuclei familiari con figli in età scolare avanzata, ampliando la possibilità di gestione delle esigenze di cura anche oltre la prima infanzia.

Resta invariata la durata complessiva del congedo, pari a:

  • 10 mesi complessivi tra entrambi i genitori;

  • 11 mesi qualora il padre fruisca di almeno tre mesi di congedo;

  • 11 mesi per il genitore unico.

La fruizione può avvenire in forma continuativa o frazionata, anche su base oraria, confermando l’impostazione di flessibilità già prevista dalla normativa vigente.

Trattamento economico del congedo

La Legge di Bilancio 2026 estende il riconoscimento dell’indennità economica anche ai periodi di congedo fruiti fino al compimento del quattordicesimo anno di età del figlio. Rimane ferma l’indennità a carico dell’INPS nella misura del 30% della retribuzione, nonché il trattamento più favorevole previsto per i primi mesi indennizzati in misura maggiorata.

La Fondazione Studi evidenzia come l’estensione dell’indennizzabilità rafforzi la funzione del congedo parentale quale strumento effettivo di conciliazione, riducendo il rischio che l’assenza dal lavoro si traduca in una perdita economica non sostenibile per il nucleo familiare.

Congedi per figli con disabilità

Viene confermata e coordinata la disciplina dei congedi parentali prolungati in presenza di figli con disabilità grave. In tali casi, i genitori possono fruire del congedo fino a un massimo di tre anni, anche oltre i limiti ordinari, purché il minore non sia ricoverato a tempo pieno in strutture specializzate, salvo diversa indicazione sanitaria.

La circolare sottolinea come il coordinamento tra estensione anagrafica e disciplina della disabilità contribuisca a rendere più coerente il sistema delle tutele, evitando vuoti di protezione nei casi di maggiore fragilità.

Congedi parentali per genitori adottivi e affidatari

Le modifiche introdotte dalla Manovra si applicano anche ai genitori adottivi e affidatari. Il termine di fruizione del congedo parentale è esteso a 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, e comunque non oltre il raggiungimento della maggiore età. L’indennità economica segue le stesse regole previste per i genitori naturali.

Secondo la Fondazione Studi, tale equiparazione rafforza il principio di parità di trattamento e riconosce la specificità dei percorsi adottivi e di affido, spesso caratterizzati da esigenze di cura prolungate nel tempo.

Assenze per malattia dei figli

La Legge di Bilancio 2026 interviene anche sulla disciplina delle assenze per malattia dei figli, ampliando il numero di giorni di assenza non retribuita riconosciuti ai genitori. Per ciascun figlio di età compresa tra i 3 e i 14 anni, ciascun genitore può ora assentarsi dal lavoro, alternativamente all’altro, per un massimo di 10 giorni lavorativi all’anno, in luogo dei 5 giorni precedentemente previsti.

La Fondazione Studi evidenzia come l’estensione del periodo di assenza risponda a esigenze concrete delle famiglie, soprattutto in presenza di figli in età scolare, e rappresenti un intervento di basso impatto finanziario ma di elevata rilevanza organizzativa.

Allegati

Ricevi GRATIS la nostra newsletter

Ogni giorno sarai aggiornato con le notizie più importanti, documenti originali, anteprime e anticipazioni, informazioni sui contratti e scadenze.

Richiedila subito