Contenzioso tributario

Ottemperanza senza autonomia

19/08/2005 La Corte di Cassazione - sentenza n. 13681 del 24 giugno 2005 - ha affermato il principio a norma del quale "in sede di giudizio di ottemperanza, il giudice deve soltanto provvedere in ordine all'esecuzione del giudicato", non anche relativamente agli aspetti cognitivi estranei al contenuto ed alla portata del giudicato.
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Sentenza tributaria revocabile se è la "fotocopia" di un'altra

28/07/2005 La Ctr del Veneto, con decisione n. 40/03 del 21.6.2005, ha stabilito che la sentenza del giudice tributario sia revocabile solo se contraria ad altra sentenza precedente, divenuta definitiva, emessa tra le stesse parti e con lo stesso oggetto. La revocabilità di una sentenza, ha puntualizzato la Corte, avviene quando tra i due giudizi esiste identità di soggetti ed oggetto.
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Sulle compensazioni vige l'insindacabilità

21/07/2005 La Corte di Cassazione - sentenza n. 13542 del 23 giugno 2005 - ha affermato che la compensazione delle spese processuali, sia essa totale o parziale, rappresenta una insindacabile facoltà del giudice di merito, tanto nell'ipotesi di soccombenza di entrambe le parti, tanto quando sussistono giusti motivi. La valutazione è, pertanto, rimessa al giudice ed è sindacabile solo in presenza di motivi "palesemente e macroscopicamente illogici od erronei",ritenuti in grado di inficiare "il processo...
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Liti fiscali, spese più garantite

13/07/2005 La sentenza della Consulta n. 274/2005 sostiene che è da ritenere costituzionalmente illegittima la compensazione automatica delle spese se una parte si "ritira" dal processo tributario. La disposizione dichiarata illegittima è l'articolo 4, comma 3, del Dlgs 546/1992, viziato da "intrinseca irragionevolezza", poiché lascia le spese di giudizio a carico del contribuente che ha ragione: la norma cancellata dalla Corte costituzionale consentiva, infatti, al Fisco di annullare l'atto impositivo...
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Vale il ricorso "autoprodotto"

09/07/2005 La sentenza 8025, depositata il 18 aprile 2005, consente ai giudici di ultima istanza di stabilire che devono considerarsi ammissibili i ricorsi tributari per controversie superiori a 2.583,28 sottoscritti direttamente dalla parte istante, e non da un difensore abilitato. In tali occasioni il giudice è tenuto, infatti, alla nomina di un difensore, ferma restando la legittimità del ricorso presentato.
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Sugli atti del processo tributario termine di deposito perentorio

02/07/2005 Con sentenza del 12 aprile 2005 n. 94/2001, la Ctr della Regione Lazio, precisa che nel processo tributario, il termine per il deposito dei documenti è perentorio. Sicché, se i documenti comprovanti la notifica di un avviso di liquidazione vengono depositati dal Fisco oltre il termine previsto dalla legge, la conseguenza è l'inammissibilità della documentazione.
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In appello è possibile richiamare nuove regole

28/06/2005 La sentenza n. 10864 del 23.5.2005 permette ai gudici di legittimità di affermare il principio di diritto in base al quale il contribuente che, in sede di giudizio di primo grado, ha contestato la tardività dell'atto impositivo sulla base dell'articolo 36-bis del Dpr 600/73, può, in appello, eccepire la decadenza dell'Amministrazione finanziaria richiamando una diversa disposizione.
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Giudici tributari senza "supplenza"

28/06/2005 La corte di Cassazione - sentenza n. 10267 del 16.5.2005 - ribadisce che i poteri istruttori che il giudice esercita possono essere adottati solo quando è difficile o impossibile fornire le prove richieste da parte del soggetto che dovrebbe esibirle. In sostanza, il giudice tributario non è tenuto ad acquisire le prove d'ufficio e non può in alcun modo supplire all'onere probatorio che spetta al contribuente.
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Processi fiscali, la Cassazione "limita" lo stop

26/06/2005 La Suprema Corte di Cassazione - ordinanza n. 11140 del 26.5.2005 - sostiene che i casi di sospensione del processo tributario sono tassativamente individuati. Quindi, anche quando la vertenza pende di fronte ad un altro giudice, il giudice tributario - nei casi tassativamente disciplinati - deve decidere le questioni pregiudiziali che attengono alla controversia che gli viene sottoposta.
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