Contenzioso

Licenziati per il cellulare

eDotto | 29/10/2007 La corte di Cassazione, con la sentenza n. 22066/2007, ha respinto il ricorso di un lavoratore licenziato da un’azienda telefonica per aver effettuato conversazioni private con il cellulare aziendale, per oltre 9mila euro, senza aver digitato il codice per l’addebito personale delle chiamate. La Cassazione ha chiarito che non rileva, a discolpa del lavoratore il fatto che l’azienda abbia contestato l’accaduto con un certo ritardo, in quanto le grandi dimensioni dell’impresa possono ostacolare la...
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Vale la scoperta dell’ammanco

eDotto | 29/10/2007 La corte di Cassazione, con la sentenza n. 21546/2007, ha respinto il ricorso di un capo-cassiere di una banca, allontanato dal proprio posto di lavoro per operazioni sospette. Il lavoratore non ha negato i fatti contestati, sollevando però l’eccezione sulla legittimità dell’atto in quanto tardivo e sulle scarse spiegazioni fornite in merito al ritardo. La Cassazione ha chiarito che il provvedimento disciplinare del datore di lavoro nei confronti del dipendente decorre dal momento dell’avvenuta...
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Reintegro senza collocamento

eDotto | 24/10/2007 La corte di Cassazione, con la sentenza n. 21066 del 19 ottobre scorso, si è pronunciata in merito al ricorso di una società marittima che, dopo aver licenziato un lavoratore addetto alla cassa accusato di non aver emesso gli scontrini fiscali e del conseguente ammanco, è stata condannata dal Tribunale al reintegro del lavoratore e al pagamento della retribuzione dal licenziamento alla reintegrazione. La condanna è stata confermata in Appello, escludendo dal pagamento della retribuzione alcuni...
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Rischio estorsione per il sommerso

eDotto | 06/10/2007 Commette reato di estorsione il datore che costringe il lavoratore ad accettare trattamenti retributivi non corrispondenti alle prestazioni effettuate, approfittando della situazione del mercato del lavoro particolarmente sfavorevole per il dipendente – di conseguenza estremamente vantaggiosa per il datore stesso - e ricorrendo a vessazioni rispetto alle quali il ribellarsi equivarrebbe a perdere il posto di lavoro. E’ quanto decide la sentenza di Cassazione numero 36642 del 21 settembre 2007.
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Contratti aziendali autonomi

eDotto | 03/10/2007 La Cassazione, con la sentenza n. 19351 del 18 settembre 2007, sostiene la piena autonomia tra i vari livelli della contrattazione affermando inoltre che:   - il contratto collettivo senza una scadenza non può vincolare per sempre le parti contraenti, dunque la disdetta è sempre possibile; - è possibile la cancellazione di benefici economici ottenuti dai lavoratori in passato a titolo di gratifica.
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Recesso intimato solo da chi ha potere

eDotto | 24/09/2007 La Cassazione, con sentenza 17885 del 22 agosto 2007, ha rimandato alla Corte d’appello di Messina una causa di lavoro in merito ad un licenziamento con la motivazione dell’illegittimità sulla base del fatto che era stato notificato da una persona che non aveva competenza a farlo. Infatti, chi non è dipendente né socio della società ma formalmente fornisce direttive al personale non ha titolo per licenziare se non gli sia stato conferito nelle forme di legge il relativo potere.   
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Chi denigra l’azienda mette a rischio il posto

eDotto | 18/09/2007 La Cassazione, con la sentenza n. 19232 del 14 settembre scorso, chiarisce che è legittimo il licenziamento nel caso in cui siano contestati al dipendente diversi episodi di denigrazione dell’immagine dell’azienda. La considerazione dei giudici è che non deve essere minata la fiducia che il datore di lavoro deve poter riporre nel dipendente. Viene precisato, inoltre, che l’intensità del provvedimento varierà a seconda del tipo di lavoro, del settore di attività, dell’oggetto delle mansioni e del...
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Trasferimento d’ufficio? Non è mobbing

eDotto | 11/09/2007 La Cassazione, con la sentenza n. 18580 del 4 settembre 2007, nel respingere il ricorso di un biologo chiarisce che non è da considerare mobbing il trasferimento d’ufficio di un lavoratore ad un nuovo reparto con assegnazione di altre funzioni. Salvo il caso in cui il dipendente non riesca a provare che la nuova attività abbia comportato una dequalificazione professionale dovuta ad un atteggiamento persecutorio del datore di lavoro.
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Stop alle “insidie” in ufficio

eDotto | 10/09/2007 Il tema della settimana è incentrato sul problema del mobbing che la legge italiana non ha ancora identificato come reato. La mancanza di un’espressa definizione normativa del fenomeno costringe i giudici del lavoro ad entrare nel merito delle molteplicità di episodi e fatti sottoposti alla loro attenzione, anche se un punto fermo è stato fissato dalla giurisprudenza in materia, ovvero: gli atti ed i comportamenti attuati devono complessivamente costituire un’“aggressione psicologica”...
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Più vincoli ai cellulari aziendali

eDotto | 07/09/2007 Nell’articolo si esamina l’orientamento della giurisprudenza in tema di abusi del dipendente che possono legittimare il licenziamento. Ad esempio, nella sentenza della Cassazione civile n. 15334 del 9 luglio scorso, intervenuta in un ricorso di un dipendente licenziato per aver usato il telefonino aziendale per scopi personali, si stabilisce che l’indebita utilizzazione ai fini personali del cellulare aziendale configura giusta causa di recesso. Nel caso a nulla è valsa la difesa del dipendente,...
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